Il tema legato alle pensioni ha da sempre rappresentato uno degli argomenti centrali all’interno del dibattito pubblico e politico, evidenziando numerose problematiche in merito all’attuale sistema pensionistico ancora in corso, tra cui quella relativa alla possibilità di accedere prima all’assegno di pensionamento, dunque, in maniera anticipata, rispetto alla pensione di vecchiaia tradizionale.

A questo proposito, è la pubblicazione all’interno della Gazzetta Ufficiale e l’entrata in vigore della cosiddetta Legge di Bilancio 2021 a partire dal primo gennaio di questo anno, che ha di fatto prolungato almeno per questo nuovo anno le effettive formule di pensionamento anticipato finora in corso.

In effetti, mediante l’approvazione della legge numero 178 del 30 dicembre, hanno ricevuto la loro proroga ufficiale le formule legate alla pensione anticipata tramite Opzione Donna, Quota 100 e APE Sociale, a cui si aggiunge la tradizionale pensione anticipata riconosciuta a specifiche categorie di contribuenti.

In questo contesto, è chiaro che la decisione intrapresa da parte della squadra di Governo italiano all’epoca guidata dall’ormai ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte era dettata da una esigenza di garantire la pensione in anticipo alla popolazione, in un panorama nazionale segnato da insicurezze e preoccupazioni, dettate dalle conseguenze disastrose, sia dal punto di vista economico-produttivo che dal punto di vista sociale e lavorativo, legate all’emergenza epidemiologica del Coronavirus. 

Dunque, all’interno di questo articolo, saranno affrontate nel dettaglio le tre modalità di pensione anticipata che sono state illustrate all’interno di un’apposita brochure, resa nota da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale il giorno 13 settembre, offrendo di fatto agli utenti e ai cittadini un documento utile per comprendere quale pensione spetta loro.

In questo senso, nel corso dei paragrafi saranno anche specificati ulteriormente i cittadini che avranno diritto a tale opportunità, oltre che i requisiti, sia anagrafici che contributivi, che sono richiesti per poter ottenere il riconoscimento di tale possibilità.

Pensione anticipata: quali sono i 4 modi per averla prima

In seguito all’approvazione e alla relativa entrata in vigore in merito al decreto-legge numero 4 reso noto l’anno 2019, sono state di fatto cambiate numerose regole e normative in riferimento a come andare in pensione in anticipo, lasciando spazio di fatto a numerose novità nell’ambito della pensione anticipata INPS. 

In questo senso, si tratta dell’approvazione da parte del Governo Conte di differenti formule di pensionamento anticipato, il cui iter di sperimentazione fa riferimento come termine finale quello del 31 dicembre 2021.

Si tratta, nello specifico della formula della Pensione Opzione Donna indirizzata alle donne lavoratrici autonome e dipendenti, ma anche dell’estensione della cosiddetta APE Sociale nei confronti di quei lavoratori che appartengono alle categorie maggiormente disagiate, alla formula tanto discussa della Pensione Quota 100.

Tra le altre novità che sono entrate di fatto in vigore in seguito al decreto-legge numero 4 del 2019, vi sono anche ulteriori novità in riferimento alla sospensione relativa agli adeguamenti alla speranza di vita per quanto riguarda la classica Pensione anticipata, che consente così di bloccare l’età anagrafica necessaria per conseguire tale modalità di pensionamento, almeno per i prossimi anni.

Inoltre, sono state anche fornite ulteriori novità in merito al riscatto agevolato della laurea oltre che l’introduzione della pensione di cittadinanza e del reddito di cittadinanza. 

A questo proposito, si rimanda alla brochure Che pensione mi spetta, pubblicata il 13 settembre direttamente all’interno della sezione dedicata alle notizie presente sul portale telematico dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, dove appunto sono illustrate ed evidenziate tutte le alternative e le possibilità disponibili nei confronti dei lavoratori che hanno il desiderio di accedere prima alla pensione.

Tuttavia, si consiglia sempre di consultare ciascuna scheda informativa in riferimento ad ogni formula di pensionamento, così da approfondire al meglio gli aspetti peculiari e i requisiti richiesti per l’accesso.

Pensione Quota 100: a chi spetta e chi è escluso

La pensione anticipata accessibile mediante la formula di Quota 100 rappresenta una prestazione economica su richiesta che viene erogata regolarmente da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, nei confronti di alcuni gruppi di lavoratori, sia con contratto dipendente che autonomi, i quali hanno effettivamente maturato durante il periodo compreso tra il primo gennaio 2019, data in cui è entrato in vigore il decreto-legge numero 4, fino al 31 dicembre 2021, un’età anagrafica pari a 62 anni e una contributiva pari a 38 anni. 

A questo proposito, occorre evidenziare che tale formula di pensionamento è destinata a tutti quei lavoratori appartenenti alle seguenti categorie: cittadini iscritti alla cosiddetta AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria), la quale comprende le gestioni speciali per i lavoratori autonomi (commercianti, artigiani, coltivatori diretti, mezzadri e coloni), oltre che il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti; ma anche i cittadini iscritti alle forme sostitutive ed esclusive dell’AGO, nonché gli iscritti alla cosiddetta Gestione Separata.

Per quanto riguarda, invece, i cittadini che sono esclusi dalla possibilità di richiedere la Pensione Quota 100, questi riguardano il personale militare delle Forze armate, il quale effettivamente risulta essere soggetto alle disposizioni legate al decreto legislativo numero 165 dell’anno 1997, oltre che il personale della Polizia penitenziaria e delle forze di Polizia, il personale della Guardia di Finanza, il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. 

Pensione Quota 100: requisiti, decorrenze e calcoli

Come sottolineato in precedenza, per accedere alla Pensione Quota 100 è necessario conseguire i 38 anni di età contributiva, a cui sono considerati validi anche la contribuzione, che viene accreditata a titolo obbligatorio, volontario, da riscatto o figurativo. Tuttavia, è necessario conseguire almeno i 35 anni di contribuzioni, a cui non sono presi in considerazioni i periodi di malattia e di disoccupazione.

In merito alle decorrenze, i lavoratori che effettivamente conseguiranno i requisiti, anagrafici e contributivi, richiesti durante il periodo tra l’anno 2019 e 2021, potranno ottenere il trattamento pensionistico durante qualsiasi momento, che sia successivo rispetto all’apertura della cosiddetta finestra, che sarà differenziata sulla base della gestione previdenziale a cui si fa riferimento per la liquidazione del trattamento pensionistico.

A proposito, invece, del calcolo della pensione mediante la formula di Quota 100, questo avviene seguendo le regole attualmente in vigore, che vedono la contribuzione valorizzata mediante il sistema di calcolo retributivo oppure contributivo, sulla base del periodo in cui questa risulta essere accreditata oppure versata.

Dunque, il sistema di calcolo retributivo viene applicato alla contribuzione che è stata versata oppure accreditata fino al giorno 31 dicembre 1995, per tutti quei soggetti che a tale data avevano meno di 18 anni di età contributiva. Mentre, per coloro che alla seguente data avevano conseguito almeno 18 anni di contribuzione, sarà applicata anche quella contribuzione che era stata versata oppure accreditata fino al giorno 31 dicembre 2011.

Sarà invece considerato il sistema di calcolo contributivo sia nei casi di quei soggetti privi di contribuzione alla data 31 dicembre 1995.

Pensione anticipata: a chi spetta e quali sono i requisiti 

La tradizionale pensione anticipata rappresenta una prestazione economica che viene erogata da parte dell’istituto Nazionale Previdenza Sociale nei confronti di quei cittadini che svolgono un’attività di lavoro sia come lavoratori dipendenti che autonomi, senza prendere in considerazione la propria età anagrafica. 

Dunque, in tal senso, la pensione anticipata spetta a tutti i cittadini che sono iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria, anche detta AGO, oltre che a coloro che rientrano nelle forme esclusive e sostitutive dell’AGO e agli iscritti alla Gestione Separata.

Per quanto riguarda, invece, i requisiti necessari per conseguire la pensione anticipata, è effettivamente richiesta la cessazione del rapporto da parte del richiedente in merito al lavoro dipendente. Invece, non viene richiesta la cessazione dell’attività per quanto riguarda i cittadini lavoratori autonomi.

Inoltre, potranno richiedere l’accesso alla pensione anticipata quei cittadini che risultano aver conseguito 42 anni e 10 mesi di età contributiva, nel caso degli uomini; mentre, per le donne lavoratrici, è necessario aver raggiunto 41 anni e 10 mesi di contributi.

Ecco, quindi, un video molto utile di Pensioni&Aggiornamenti per comprendere come effettuare la richiesta direttamente tramite il portale online dell'Istituto INPS per ottenere la pensione anticipata:

 

Pensione Opzione Donna: a chi spetta, i requisiti e le decorrenze

La pensione ottenuta mediante l’Opzione Donna rappresenta una prestazione economica che viene erogata da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale nei confronti di quelle lavoratrici italiane, sia nei casi di contratto di lavoro dipendente che autonome, le quali hanno effettivamente maturato entro il 31 dicembre 2021 tutti i requisiti che sono stati disposti all’interno del testo di legge.

A questo proposito, la pensione anticipata attraverso l’Opzione Donna è indirizzata a quelle lavoratrici iscritte alla cosiddetta Assicurazione Generale Obbligatoria, a cui sono inclusi il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti e le gestioni speciali dedicate ai lavoratori autonomi, ma anche per quelle lavoratrici che appartengono alle forme sostitutive ed esclusive della AGO.

In merito ai contributi, per poter accedere all’Opzione Donna è necessario raggiungere alla data del 31 dicembre 2021, un’età anagrafica pari a 58 anni (se dipendenti) o 59 anni (se autonome) e un'età contributiva di 35 anni. 

Le lavoratrici avranno conseguito il diritto alla decorrenza di tale trattamento pensionistico nei seguenti casi: 12 mesi dalla data di maturazione di tutti i requisiti previsti se il trattamento viene liquidato a carico delle forme di previdenza legate ai lavoratori dipendenti; 18 mesi dalla maturazione dei requisiti, se il trattamento è liquidato dalle gestioni previdenziali degli autonomi.