L’incontro avvenuto ieri tra il Ministro Andrea Orlando e i sindacati sembra aver avuto esito positivo.

Le possibili ipotesi messe in campo per la riforma del sistema pensionistico sono state a lungo dibattute, cercando di valutare i costi ed evitare scontri con Bruxelles.

Al centro del tavolo sono state posizionate nuove forme di flessibilità pensionistica in vista della scadenza della fallimentare Quota 100, stabilita per fine 2021.

Oltre alla proroga dell’Ape sociale, della pensione di garanzia per i giovani e gli incentivi per la previdenza complementare, a suscitare interesse è stato il tema riguardante la pace contributiva.

Una via d’uscita che permetterebbe di godere della pensione anticipata corrispondendo volontariamente il pagamento dei propri contributi mancanti.

Andiamo a vedere come funziona nel dettaglio, i vantaggi e gli svantaggi ma soprattutto quali altre alternative sono state proposte.

Cercheremo di esaminare nel miglior modo possibile tutti i punti che la compongono e capire se è conveniente oppure no.

Pensione anticipata:  quali sono le opzioni possibili?

Chi avrebbe mai pensato che andare in pensione dopo una vita di lavoro e sudore fosse così complicato?

La domanda che tutti si pongono è lecita, soprattutto viste le numerose modifiche effettuate in tema previdenziale.

Si è parlato a lungo della Quota 100 e del suo fallimento.

Ora che il tempo continua a scorrere e la scadenza della sperimentazione di quest’ultima si avvicina, il governo deve trovare una soluzione al più presto.

L’obiettivo è quello di evitare che dal 1° gennaio 2022 l’età pensionabile salga fino a 67 anni, come previsto dalla Legge Fornero.

La Lega e i sindacati spingono per alternative più spendibili come la Quota 102 e la Quota 41, realizzabili attraverso un contratto di espansione, ovvero, spiega quifinanza.it:

“ un accordo aziendale che di fatto consente di andare in pensione su base volontaria i lavoratori fino a 5 anni prima rispetto ai requisiti ordinariamente richiesti per la pensione di vecchiaia o anticipata.”

Misure decisamente diverse dalle soluzioni già collaudate dal governo per favorire una flessibilità soft:

  • l’opzione donna: pensione con 35 anni di contributi e 58 anni di età (59 se autonome)
  • l’ Ape sociale : pensione a 63 anni per le categorie che svolgono mansioni faticose
  • la revisione dei parametri per i lavori gravosi e usuranti e, quindi, per i lavoratori fragili

In ogni caso, il problema da affrontare è sempre lo stesso ovvero, il costo che queste proposte comporterebbero.

Sebbene i sindacati continuino a fare pressione per ottenere una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni (o dopo 41 anni di contributi), l’Inps scuote la testa e passa alla bocciatura.

La spesa previdenziale risulta ancora troppo elevata, per tale ragione propone altre tre proposte al Parlamento:

  • il  pensionamento anticipato con 41 anni di contribuzione a prescindere dall’età
  • il calcolo contributivo con 64 anni di età e 36 di contributi
  • l’ anticipo della sola quota contributiva della pensione a 63 anni tenendo a 67 la quota retributiva

La pace contributiva,invece, oltre a permettere l’entrata in pensione anticipata di 5 anni consente di portare in detrazione del 50% il costo del riscatto.

Pensione anticipata: che cos'è la pace contributiva?

La pace contributiva è una misura previdenziale che viene introdotta dal Decreto n°4/2019, successivamente convertito nella Legge n°26/2019.

Spiegata nella circolare n°36 pubblicata dall’Inps il 5 marzo 2019, viene identificata come una vera e propria “via d’uscita”.

Essa consente il recupero dei vuoti contributivi tra periodi lavorativi, al fine di raggiungere i requisiti per l’accesso alla prestazione pensionistica.

Più semplicemente, si tratta di un modo per consentire ai lavoratori dipendenti ( e autonomi) di coprire i periodi sprovvisti di contributi, pagando di tasca propria l’importo richiesto per entrare finalmente in pensione 5 anni prima.

Per ogni anno che si intende riscattare sarà necessario applicare l’aliquota di riferimento della gestione del reddito imponibile degli ultimi 12 mesi.

Questa facoltà è riconosciuta in via sperimentale nel triennio 2019-2021 ed è riservata ai lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 che non siano già titolari di pensione diretta.

Si rivolge a:

  • lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti
  • gestioni speciali dei lavoratori autonomi gestione separata dell’Inps
  • iscritti presso le gestioni sostitutive ed esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria

Pensione anticipata tra sconti e detrazioni:

Il pagamento dei contributi mancanti nei periodi scoperti è soggetto ad importanti agevolazioni.

Il risparmio fiscale che ne consegue è davvero interessante in quanto, la misura è detraibile al 50% delle imposte, spalmabile in 5 rate annuali di pari importo e senza interessi.

È previsto uno sconto anche in materia di riscatto agevolato della laurea.

Spiega sinalp.it:

“ in tal caso non è prevista una scadenza per accedere alla misura, che consente di pagare i contributi degli anni di studio universitario beneficiando della deduzione del 50% e della possibilità di rateazione in 10 anni.”

Tale riscatto potrà essere applicato solo dal 1996 in poi escludendo gli anni coperti da contributi per un valore di 5.241,30 euro per ogni anno di studi.

È importante tenere a mente che la pace contributiva non può essere esercitata per riscattare i periodi nei quali il datore di lavoro ha omesso il versamento dei contributi ma solo valorizzare i periodi di buco sprovvisti di obbligo.

Per il datore di lavoro che sceglie di riscattare i contributi per i propri dipendenti potrà portare l’importo pagato in deduzione al reddito d’impresa.

Infatti, come spiega corriere.it:

“I datori di lavoro potranno sostenere una parte dell’onere destinando i premi di risultato detassabili ( di valore massimo pari 3000 euro per anno) al finanziamento dell’onere su richiesta dei propri lavoratori”

Pensione anticipata: come richiedere la pace contributiva?

Per ottenere la pace contributiva e quindi, il riscatto agevolato dei contributi è necessario che il beneficiario o il parente di secondo grado, compili il modulo Inps AP135.

La domanda potrà essere inviata solo telematicamente, usufruendo dei servizi online dedicati, oppure, tramite Contact Center multicanale.

I numeri verdi utili sono:

  • 803 164 (gratuito)
  • 06 164164 ( a pagamento)

Per i lavoratori che fanno parte del settore privato, la domanda potrà essere effettuata dal datore di lavoro che pagherà l’onere usando i premi di produzione.

Il godimento della pensione anticipata inizia dal primo giorno del mese successivo della presentazione della richiesta.

Nel caso in cui il beneficiario risulti iscritto a un fondo esclusivo il godimento della misura decorre dal giorno successivo alla cessazione del servizio. 

L’unica cosa che importa è che vi sia cessazione del rapporto di lavoro dipendente, pena il mancato conseguimento della prestazione.

Pensione anticipata: ma quanto mi costi?

Abbiamo parlato di quanto sia bello poter andare in pensione 5 anni prima del dovuto pagando l’importo dei contributi che ci mancano.

Ma, esattamente, quanto ci costa questo riscatto?

Come viene eseguito il calcolo?

Secondo la circolare Inps concernente la pace contributiva, le regole che stanno alla base della formula matematica si basano sulla percentuale.

Spiega assinews.it:

“ applicando l’aliquota contributiva di finanziamento in vigore nella gestione dove opera il riscatto alla data di presentazione della domanda di riscatto [..] la rivalutazione del montante individuale dei contributi ha effetto dalla data della domanda di riscatto”

Sarà necessario considerare la retribuzione con contributi nei 12 mesi più vicini alla data della domanda.

Per quanto riguarda il pagamento del riscatto, è possibile versare l’onere in rate mensili di importo non inferiore a 30 euro.

Nel caso venga interrotto, viene riconosciuto l’accredito di un periodo contributivo che corrisponde a quanto è stato pagato fino a quel momento.

Pensione anticipata: la pace contributiva è conveniente?

Dopo il flop rappresentato dalla Quota 100 e dall’ennesima prova che dimostra che il nostro Paese nono è capace di seguire nemmeno il percorso finanziato dall’Unione Europea, in molti hanno definito la pace contributiva una “misura conveniente”.

Per quale ragione?

Partendo dal fatto che solo il nome “pace contributiva” riconduce all’utilità che ha nell’incremento della contribuzione individuale, è in grado anche di offrire una forte detrazione.

Come già spiegato in precedenza, la pace contributiva prevede il riscatto fino a massimo 5 anni di contributi e permette di andare in pensione prima.

Ma è davvero così conveniente come dicono?

Le condizioni da soddisfare per poter ottenere la pace contributiva sono piuttosto limitanti.

Basti pensare al fatto che:

  • è una misura riservata solamente a chi ha iniziato a lavorare dopo il 1°gennaio 1996
  • il periodo di riscatto non deve essere coperto da contribuzione figurativa né accreditata
  • non si può averla per quei periodi in cui il datore ha omesso il versamento dei contributi

Inoltre, non bisogna dimenticare l’esclusione dei lavoratori giovani, ovvero coloro che sono privi di contributi prima del 1996 e che dovranno fare le corse per richiederla entro fine 2021.

Per quest'ultimi è difficile capire se conviene o meno.

Del resto hanno più di 20 anni dal futuro traguardo pensionistico e come abbiamo potuto notare, le modifiche continuano a spuntare qua e là come funghi.

Pensione anticipata: i consigli degli esperti

Il consiglio che danno gli esperti è quello di ricorrere alla pace contributiva solo nel caso in cui il costo non sia eccessivamente alto.

Bisogna sempre ricordare che il calcolo dell’onere viene moltiplicato considerando l’ultima RAL per l’aliquota IVS del 33% e rapportare anche la detrazione Irpef del 50%.

È di basilare importanza capire se gli anni di contributi serviranno davvero a farvi andare in pensione prima senza spendere un’enormità.

In caso contrario si consiglia di adottare la pensione integrativa che prevede un vantaggio fiscale addirittura più alto.

Il costo deducibile arriva al 100%.

A tal proposito, se desiderate avere ulteriori informazioni, consiglio uno sguardo all’articolo di Gianni Carbone, mio collega in trend-online. 

Rimango sempre a vostra disposizione!