Mettete insieme la parola “pensione” e la parola “anticipo”, mescolate per bene e aggiungete una bella cifra invitante, riponete tutto nel forno e avrete completato la ricetta perfetta.

No, non sono gli ingredienti di una torta ma gli elementi che fanno dell’APE sociale una delle misure previdenziali più discusse del momento.

A pochi mesi della scadenza di Quota 100 e al sempre più presente rischio di ritornare alla Legge Fornero, governo e sindacati si confrontano per scongiurare lo scalone di 5 anni.

A tal proposito, la riconferma dell’APE sociale per il 2022 potrebbe rivelarsi la strategia giusta.

Una misura previdenziale in grado di evitare l’allungamento dei tempi di attesa dell’agognata pensione per moltissimi lavoratori.

Una sorta di anticipo provvisorio in grado di alleggerire e agevolare specifiche categorie di beneficiari con una retribuzione golosa.

Pensione APE: gli obiettivi di Tridico

Che Quota 100 fosse un fallimento e venisse bocciata in così poco tempo, non c’erano dubbi.

Lo sa chi sta al governo e lo sanno i sindacati.

Una prestazione che viene utilizzata prevalentemente per il pubblico impiego ed ha limiti di fruizione così ristretti, non può esordire positivamente tra anziani in uscita e giovani in entrata.

Nell’incontro tenutosi poco tempo fa a Palazzo Chigi, in materia di previdenza una figura spicca su tutte e parla a gran voce.

Pasquale Tridico, presidente dell’INPS, noto per il suo evidente senso critico in materia delle misure varate dal Governo Conte 1, ha le idee chiare e non si fa problemi ad esporle.

Diversamente da Quota 41, identificata come la copia sputata di Quota 100 (inadeguata per le donne e costosa per lo Stato), propone l’APE sociale come soluzione.

Spiega ilsussidiario.net:

“Abbiamo uno strumento [..] che andrebbe rafforzato facendo entrate altre categorie degne di protezione, ma sulla base dell’effettiva gravosità delle singole mansioni.”

Un meccanismo che potrebbe portare maggiore flessibilità nel sistema pensionistico, sostenendo i conti pubblici e agevolando milioni di lavoratori.

Nell’ottica del rafforzamento citato, si pensa di:

  • allargare la platea dei beneficiari
  • alleggerire i requisiti di accesso all’APE sociale
  • garantire importi retributivi superiori
  • favorire maggiore rapidità nell’erogazione del servizio

Così facendo si potrebbe garantire supporto alle categorie più deboli offrendo l’occasione di ricevere una pensione temporanea, in vista di quella definitiva.

Pensione APE: cos'è, a chi spetta e i requisiti 

Ma esattamente, che cos’è l’APE sociale?

Quando è stata introdotta nel sistema pensionistico?

L’APE sociale è una misura previdenziale sperimentale.

Prevede la disposizione di un’indennità a carico dello Stato per i soggetti che versano in determinate condizioni previste dalla legge.

In vigore dal 1° maggio 2017 viene contenuta nell’articolo 1, commi da 179 a 186 della Legge Bilancio dello stesso anno ed è corrisposta fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia.

Questa pensione anticipata spetta ai lavoratori:

Le condizioni in cui versano devono rientrare al palesarsi di una di queste situazioni:

  • disoccupazione per cessazione del rapporto di lavoro
  • licenziamento (anche collettivo)
  • dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale della procedura: cessazione del rapporto di lavoro da 18 mesi, termine della disoccupazione da almeno 3 mesi e in possesso di anzianità contributiva di 30 anni
  • al momento della domanda e da almeno 6 mesi assistenza del coniuge o del parente di primo/secondo grado con forte handicap
  • in possesso di una capacità lavorativa ridotta e accertata del 74% e il possesso di un’anzianità contributiva di 30 anni, sono lavoratori dipendenti con 36 anni di anzianità
  • svolgimento di attività lavorative gravose da almeno 7 anni (edilizia, industria estrattiva, conducenti di mezzi pesanti, industria siderurgica ecc)

I requisiti principali da soddisfare per ottenere l’indennità sono:

  • avere almeno 63 anni di età e 30 anni di anzianità contributiva ( per lavoratori fragili)
  • non essere titolari di pensione diretta in Italia o all’estero.

Pensione APE: compatibilità, incompatibilità e proroga

Tale trattamento di pensione anticipata non è compatibile con i trattamenti di sostegno collegati allo stato di disoccupazione involontaria né con l’assegno di disoccupazione.

Non è compatibile neppure con l’indennizzo previsto in caso di cessazione di attività commerciale.

Al contrario, trova compatibilità con:

  • svolgimento di attività lavorativa dipendente/parasubordinata (solo se il reddito non supera gli 8.000 euro lordi annui)
  • svolgimento di lavoro autonomo (limite di reddito di 4.800 euro lordi annui)

La scadenza dell’APE sociale, in seguito a numerosi interventi di modifica viene prorogata fino al 31 dicembre 2021.

Pensione APE: come e quando presentare domanda

La domanda per ottenere l’APE sociale rispetta le modalità previste per qualsiasi altra misura previdenziale, ovvero va indirizzata telematicamente alla sede territoriale dell’INPS.

Sebbene le finestre temporali di presentazione rimaste sono tante, è bene ricordare che la richiesta non deve essere fatta oltre il 30 novembre 2021.

La prestazione di pensione anticipata decorre, come spiega inps.it:

“ dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di accesso al beneficio a condizione che tutti i requisiti richiesti vengano pienamente soddisfatti.”

Ed è corrisposta ogni mese per 12 mensilità fino al raggiungimento dell’età prevista per conseguire la pensione di vecchiaia.

In questo video di Pensioni & Aggiornamenti potete trovare precisazioni su come ottenere l'APE sociale:

Pensione APE: quanto spetta ogni mese?

Nel caso in cui si scelga di ricevere l’indennità in un’unica soluzione, l’importo sarà:

  • pari a quello della rata mensile di pensione che viene calcolata quando vi si accede ( se meno di 1.500 euro)
  • pari a 1.500 euro (se la pensione è pari o maggiore di questo importo)

Se il soggetto beneficiante presenta contribuzioni versata o accreditata presso più gestioni, allora il calcolo della rata mensile di pensione viene effettuato in pro quota.

Fondamentale ricordare che, durante il godimento dell’APE sociale non spettano:

Questo trattamento finisce in caso di decesso, non è quindi proponibile ai superstiti.

Pensione APE: anticipo a 28 anni di contributi, per chi?

Abbiamo visto come l’APE sociale non rientri insieme alla disposizione degli assegni al nucleo familiare ma, in caso di fifli può addirittura ridurre l'età contributiva.

Per le lavoratrici che hanno avuto solo un figlio, infatti, vi è uno sconto contributivo pari ad un anno mentre per quelle che ne hanno avuti due o più, sale a due anni.

Si potrà accedere anche avendo solamente 28 anni di contributi, spiega orizzontescuola.it:

“e a patto che i 3 mesi senza Naspi permettano di presentare domanda di pensione prima della fine del 2021”

Un vantaggio non da poco per la categoria femminile, soprattutto per quanto concerne il requisito contributivo necessario per garantirsi il rateo previdenziale.

Pensione APE e Opzione donna: pro e contro

Nelle ultime settimane abbiamo sentito voci di corridoio gridare che l’APE sociale, così come l’Opzione donna ( qui trovate un mio articolo) potrebbero non vedere il 2022.

Non c’é alcuna conferma e la strada da percorrere sembra più tortuosa del previsto.

Il motivo che potrebbe spingere il vertice a decidere di non portarle all’anno prossimo non si divide solo sulla definizione dell’età pensionistica, ma anche sulle penalità economiche.

Nel caso dell’Opzione donna, in particolare, il taglio previsto nell’assegno supera il 30% traducendosi in un importo di pensione davvero misero.

Un problema per il quale urge trovare soluzione al più presto.

Per quanto riguarda l’APE sociale, invece, gli elementi penalizzanti sembrano spuntare come funghi.

Spiega eclavoro.it:

 “ La percezione dell’APE non fa maturare contribuzione figurativa utile alla misura del trattamento pensionistico e i periodi di fruizione non possono considerati utili al diritto pensionistico”

Ciò significa che il beneficio che deriva da questa misura previdenziale si limita alla sola percezione di un reddito d’accompagnamento per la pensione definitiva.

Inoltre, tale anticipo non è da considerare pensionistico, bensì assistenziale.

Questo vuol dire che, come si evince dall’articolo 2033 del Codice Civile, l’Inps può recuperare quanto è stato indebitamente e maggiormente versato degli interessi legali.

L’unico vantaggio a questo punto, potremmo dire sia rappresentato dal fatto che si possa entrare in pensione prima.

Ovviamente questi sono pro e contro visti in maniera generalizzata ed è normale che, mentre alcuni possano trovare svantaggio in un punto, per altri tale punto può identificarsi come vantaggio.

Pensione APE: gli incubi nella riforma pensioni

In tema pensioni, le opzioni alternative alla fallimentare Quota 100 e alla sua scadenza immenete faticano a vedere la luce.

Il governo si trova ancora in balia della tempesta e la Legge Fornero sembra essere più vicina che mai, un vero e proprio incubo per gli italiani che non vedono l'ora di andare in pensione.

Dopo anni di duro lavoro e una vita di doveri e sacrifici, chi finisce di fare la propria parte desidera solo godersi la vecchiaia in santa pace.

Magari con un bel gruzzoletto ogni mese.

Purtroppo la realtà è che andare in pensione sembra un'utopia e la possibilità che l'età pensionistica venga confermata a 67 anni è davvero molto alta.

Ho avuto il piacere di leggere un articolo scritto da Anna Carolina Viler per trend-online e desidero che possiate darci uno sguardo. 

Rappresenta perfettamente il senso di ciò che vi ho appena detto e approfondisce l'argomento della riforma pensioni in modo molto professionale.

Come sempre, rimango a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento e, salutandovi, rinnovo il mio invito al prossimo articolo!