Se hai 63 anni sappi che puoi richiedere la pensione con Ape sociale, se rientri nelle condizioni di accesso alla misura. Molto probabilmente, la data del 15 luglio 2022 potrebbe essere l’ultimo momento utile per inoltrare la richiesta. Ed, è vero, l’anticipo pensionistico contiene anche un’altra data che porta al 30 novembre, purtroppo, in questo caso lo smaltimento delle richieste segue la presenza delle risorse disponibili. 

L’INPS nella circolare n. 62 del 25 maggio 2022, ha fornito i chiarimenti necessari per il rilascio del beneficio economico legato all’anticipo pensionistico Ape sociale. D’altra parte, gli interventi sulla misura operati nel 2022 sono stati diversi. Cambiamenti che hanno influito sulle condizioni legate allo stato di disoccupazione permettendo un maggiore accesso alla misura. E, ancora, sono state inserite nuove categorie di lavoro ammesse all’Ape sociale. Un percorso che permette di uscire dal lavoro con 30 -32 e 36 anni di anzianità.

Al di là dei cambiamenti operati dall’Esecutivo sulla misura, interessa capire quali sono le disposizioni operative promosse dall’INPS in merito alla pensione Ape sociale. Per questo motivo, analizzeremo nel dettaglio gli aspetti peculiari legati ai nuovi ammessi, oltre che a verificare la presenza dei requisiti e condizioni e la compatibilità con le altre misure di sostegno al reddito. 

 Pensione Ape Sociale: l’ultima possibilità per l’uscita a 63 anni

Iniziamo nel chiarire che la misura Ape sociale è stata rinnovata anche per il 2022. La proroga è presente nella Legge di Bilancio 2022, per cui resta ancora poco tempo per inoltrare la richiesta di accesso al beneficio considerando che la misura è operativa sino al 31 dicembre 2022.

La difficoltà legata alla presentazione della richiesta di adesione al trattamento economico previdenziale è dovuta dalla presenza di date bene specifiche per la presentazione della richiesta del diritto all’anticipo pensionistico Ape sociale.

Prima di tutto, occorre dare uno sguardo rapido alle diverse novità introdotte dalla circolare INPS. 

La prima novità riguarda i percettori di un sostegno al reddito, come ad esempio la Naspi. Infatti, è saltato il periodo di tre mesi dopo la fruizione dell’indennità per l’accesso alla misura Ape sociale. Una novità non di poco conto considerato che tanti lavoratori possono presentare la richiesta senza necessariamente essere vincolati o legati a un periodo di tempo.  

L’altra notizia riguarda l’aggiornamento dell’elenco delle categorie di lavoro ammesse alla misura Ape sociale, un adeguamento necessario dopo l’ultima revisione operata dal Governo Draghi. 

La circolare n. 62 contiene diversi aspetti che vanno considerati specie per coloro che hanno raggiunto 63 anni di età e intendono approcciarsi all’anticipo pensionistico per uscire dal lavoro. 

D’altra parte, parliamo sempre della possibilità di accedere a un’uscita anticipata flessibile legata a un’indennità mensile che accompagna il lavoratore alla pensione, in presenza di diverse condizioni.

Ecco, perché, è importante non solo aver raggiunto i 63 anni di età, ma anche non risultare intestatario di un trattamento previdenziale ordinario, rientrare nelle categorie di tutela presenti nella Legge di Bilancio 2017 a cui segue l’aggiornamento nella circolare n. 52. 

Pensione Ape Sociale, le nuove regole per i disoccupati

Come riportato da PMI.it, in presenza di un rapporto di lavoro cessato in seguito di licenziamento, collettivo, giusta causa o consensuale. E, ancora, per sopraggiunta scadenza della tipologia del contratto di lavoro, in questo caso occorre rispettare un’altra condizione che porta alla presenza nei 36 mesi precedenti alla cessazione lavorativa di almeno 18 mesi prodotti da attività lavorativa dipendente.  Non è necessario rispettare il vincolo dei 3 mesi, ma è possibile presentare l’istanza per il diritto al beneficio. Per i disoccupati è previsto un requisito contributivo di anni 30. 

Possono presentare l’istanza i Caregiver, sulla base della cura e assistenza rivolta al familiare (1° grado di parentela) da un minimo di sei mesi. E, ancora, in presenza dell’assistenza genitore over 70 affetto da grave forma d'invalidità o ancora per un congiunto affine di 2° grado (se convivente).  Previsto un requisito contributivo di anni 30. 

Possono presentare la richiesta gli invalidi, se hanno la certificazione riferita a una ridotta capacità lavorativa nella misura al 74%. Previsto un requisito contributivo di anni 30. 

I lavoratori gravosi per presentare l’istanza di ammissione all’APE sociale devono aver svolto l’attività lavorativa entro sette anni rapportati a 10. E, ancora, ammessi anche se le mansioni gravose sono state eseguite nel periodo di sei anni rapportati su sette. Inoltre, è necessario rientrare un’anzianità contributiva minima di 36 anni. 

Le madri ottengono un beneficio maggiore sui requisiti Ape sociale

Nella Legge di Bilancio 2022, sono state inserite delle nuove categorie di lavoro, per cui per l’attività gravosa sono sufficienti 32 anni di versamenti. 

Per le madri è possibile ridurre tale limite di 12 mesi per ogni figlio fino a un valore non più alto di 24 mesi. Una condizione applicabile sul montante contributivo richiesto per l’accesso all’anticipo pensionistico. 

Le misure incompatibile con l'APE sociale 

Non sempre le misure di sostegno al reddito sono compatibili con l’Ape sociale, esistono delle condizioni d'incompatibilità registrate per i percettori del REM o dell’indennità ISCRO.

Nello stesso modo, non si registrano motivi ostativi per i percettori del Reddito di cittadinanza. Occorre, precisare che l’anticipo previdenziale influisce la base reddituale portando delle variazioni nell’ISEE, modifiche che potrebbero portare all’esclusione del sussidio.