Si sente sempre parlare del tema pensione in riferimento esclusivamente a quei trattamenti previdenziali che solitamente vengono erogati nei confronti di quella platea di lavoratori con un contratto di lavoro dipendente. Ma come funzionano invece le pensioni per i lavoratori autonomi?

Bene, quando si intende parlare dell’argomento dedicato alla pensione autonomi INPS, occorre fare prima alcune precisazioni di fondamentale importanza, al fine di comprendere a tutti gli effetti i meccanismi di funzionamento alla base di tale tipologia di pensione. 

Infatti, a questo proposito, è bene sottolineare che, gli importi così come anche i requisiti e le condizioni obbligatorie di accesso alla pensione, cambiano e si differenziano tra un lavoro autonomo e l’altro, sulla base di un aspetto essenziale, ovvero la professione svolta dal singolo cittadino.

Dunque, all’interno del seguente articolo, cercheremo di offrire una panoramica generale in riferimento a quali sono le peculiarità delle pensioni per i lavoratori autonomi, ponendo l’attenzione anche ai requisiti per la pensione lavoratori autonomi nonché gli importi che potranno essere erogati per gli assegni previdenziali rivolti ad imprenditori e liberi professionisti.

In tal senso, nel corso dei seguenti paragrafi, saranno fornite ulteriori specifiche, a seconda che a presentare la richiesta di pensionamento sia un lavoratore autonomo senza cassa, un professionista con cassa del proprio albo di riferimento oppure un imprenditore individuale.

Pensione lavoratori autonomi 2022: tutto quello che c’è da sapere

Dunque, come suggerito anche all’interno dell'articolo di approfondimento legato alla pensione per i lavoratori autonomi pubblicato dal portale online Reveni, per parlare di pensione per i liberi professionisti è necessario fare innanzitutto una precisazione di fondamentale importanza.

Effettivamente, per riconoscere a tutti gli effetti quali sono i requisiti e le condizioni di accesso ma anche quali saranno le procedure da seguire per presentare la richiesta di pensionamento o anche il metodo di calcolo della pensione INPS, sarà necessario fare una differenza sostanziale tra tre categorie differenti di soggetti.

A questo proposito, si tratta nello specifico di riconoscere i soggetti che rientrano nelle seguenti categorie: imprenditori individuali, lavoratori autonomi senza cassa di riferimento ed, infine, professionisti con una cassa relativa all’albo lavorativo di riferimento.

In tal senso, sulla base della categoria di appartenenza, sarà possibile andare o meno in pensione anticipata oppure ricevere importi più o meno elevati in seguito alla richiesta di pensionamento. Per questo, tale differenza risulta essere un aspetto che va chiarito prima ancora di approfondire le altre peculiarità tipiche della pensione dei lavoratori autonomi.

Pensione lavoratori autonomi INPS: i requisiti per avere l’assegno 

Nei casi in cui si rientra nella categoria di quei lavoratori autonomi che ogni anno provvedono al versamento dei contributi direttamente alla gestione separata dell’Istituto INPS oppure eventualmente alla Gestione degli artigiani e dei commercianti dell’Istituto INPS, è possibile evidenziare chiaramente una serie di requisiti specifici per poter andare in pensione.

A questo proposito, infatti, chi appartiene a questa categoria di riferimento dei lavoratori autonomi, per poter andare in pensione dovrà necessariamente rispondere ad alcuni requisiti minimi predisposti per la pensione di vecchiaia ordinaria

Si tratta, a questo punto, degli stessi ed identici requisiti obbligatori a cui sono tenuti a rispondere anche i lavoratori che invece svolgono una prestazione lavorativa come dipendenti. In tal senso, a partire dalla data del primo gennaio dell’anno 2019, è stato specificato che anche i lavoratori autonomi possono fare richiesta della pensione nei casi in cui avranno raggiunto almeno una tra le seguenti situazioni di seguito esplicitate.

I 3 casi di accesso alla pensione lavoratori autonomi INPS

Un primo caso è quello del conseguimento di un’età anagrafica di almeno 71 anni con una vita contributiva pari ad almeno 5 anni. Una seconda situazione di accesso alla pensione lavoratori autonomi INPS è quella di aver raggiunto un’età di 67 anni con il versamento di 20 anni di contributi, di cui i primi versamenti risalgono a prima del 31 dicembre dell’anno 1995. 

Infine, un ultimo caso in cui viene ammessa la possibilità di accedere alla pensione lavoratori autonomi INPS è quello del conseguimento della stessa età anagrafica di 67 anni con 20 anni di vita contributiva, solamente nei casi in cui gli importi mensili della pensione risultino pari ad almeno il 1,5 volte rispetto all’ammontare mensile del cosiddetto assegno sociale

Rientrano in questa categoria, dunque, quei lavoratori autonomi che avranno cominciato a versare i contributi a partire dalla data del primo gennaio dell’anno 1996.

Pensione lavoratori autonomi INPS: chi può avere l’assegno anticipato nel 2022

Abbiamo quindi visto nei precedenti paragrafi quali sono a tutti gli effetti i requisiti e le condizioni di accesso alla pensione dei lavoratori autonomi gestita da parte dell’istituto INPS, ovvero per coloro che non risultano essere iscritti ad alcun albo lavorativo.

Tuttavia, è necessario anche precisare che, così come accade già anche per i lavoratori che attualmente svolgono una prestazione lavorativa in quanto inquadrati attraverso dei contratti di lavoro dipendente, anche nel caso dei lavoratori autonomi sarà possibile accedere ad una pensione anticipata.

A questo proposito, si ricorda che si potrà ammettere tale opportunità in alcuni casi specifici, ovvero: il raggiungimento di un'età anagrafica di 41 anni e 10 mesi di vita contributiva se si tratta di donne lavoratrici, oppure di 42 anni e 10 mesi per i lavoratori autonomi di sesso maschile.

Un’ulteriore opzione di pensione lavoratori autonomi INPS anticipata è quella del conseguimento di un’età anagrafica di 64 anni con il raggiungimento di 20 anni di contributi versati.

Tuttavia, in tal caso, il lavoratore autonomo intenzionato ad accedere prima all’assegno previdenziale dovrà anche dimostrare che l’importo mensile che sarà percepito con il trattamento della pensione sia uguale ad almeno il 2,8 volte l’ammontare complessivo rispetto all’assegno sociale.

Infine, per le donne lavoratrici autonome, viene riconosciuta anche la possibilità di ottenere l’accesso alla pensione anticipata attraverso la famosa Opzione Donna. In questa situazione, sarà necessario dimostrare di aver conseguito 35 anni di contributi con un’età anagrafica di almeno 59 anni.

Pensione lavoratori autonomi INPS: cosa succede ai contributi da dipendente?

Si potrebbero determinare molto spesso delle situazioni in cui un lavoratore che attualmente sta svolgendo un’attività di lavoro come libero professionista, imprenditore oppure lavoratore autonomo, in passato aveva effettuato dei lavori anche come lavoratore dipendente. È lecito quindi porsi la seguente domanda: cosa succederà ai contributi ottenuti durante la vita lavorativa da dipendente?

Dunque, fortunatamente attualmente il quadro normativo di riferimento cui si può prendere in considerazione nel momento in cui un lavoratore autonomo intende andare in pensione, prevede alcuni sistemi che consentirebbero di ottenere una vera e propria unificazione di tutti i contributi.

A questo proposito, a titolo informativo, si ricorda che sarà possibile unificare i contributi in un’unica cassa attraverso gli strumenti di totalizzazione, cumulo e ricongiunzione

In tal senso, occorre anche precisare che mentre i primi due strumenti per la pensione lavoratori autonomi sono del tutto gratuiti, lo strumento di ricongiunzione, invece, risulta essere a pagamento e non potrà essere adoperato da parte di quei liberi professionisti che hanno contributi nella cosiddetta Gestione separata INPS.