I lavoratori che usufruiscono delle agevolazioni della Legge 104 per assistere i familiari disabili avranno delle penalizzazioni sulla pensione? O si ritroveranno la busta paga ridotta a fine mese? Sono domande, forse ingenue, ma importanti, che si pongono i diretti interessati. Per la busta paga, fortunatamente, la risposta ci arriva direttamente una volta al mese, nel momento in cui la riceviamo (basta vedere se abbiamo incassato lo stipendio pieno o se ci è stato decurtato), per la pensione la risposta è meno immediata.

Cerchiamo di tranquillizzare quanti stiano beneficiando delle agevolazioni legate alla Legge 104. I permessi giornalieri ed il congedo straordinaio permettono di ottenere un accredito di contributi figurativi, che danno diritto ad incassare la pensione. Quindi non c'è niente da preoccuparsi.

Legge 104: tutte le tutele per la pensione!

Atraverso la Legge 104 la nostra legislazione riconosce alle persone che siano portatori di un handicap ed ai loro famigliari alcuni diritti sul lavoro, che si ripercuotono direttamente sulla busta paga e sulla pensione. Tra le principali agevolazioni, che sono concesse a questi particolari lavoratori, ci sono i permessi che vengono fruiti ai sensi dell'articolo 33 delle Legge 104 e quelli relativi al congedo straordinario biennale per assistere un familiare portatore di handicap ai densi dell'articolo 42, comma 5 del Dlgs 42/2001. Nel caso in cui il diretto interessato dovesse assentarsi dal lavoro, non si vedrà penalizzata economicamente la busta paga e non si ritroverà una pensione più povera. La legislazione, infatti, prevede la copertura contributiva gratuita su questi periodi. Questo significa che il lavoratore potrà tranquillamente allontanarsi dal lavoro, conscio che avrà diritto alla normale busta paga e a ricevere i contributi figurativi ai fini della pensione.

Ad andare incontro al lavoratore - pubblico o privato, non importa - è l'articolo 33, comma 3 della Legge 104. Nel momento in cui stia assistendo un familiare portatore di un handicap grave, potrà godere di tre giorni ogni mese retribuiti. Il familiare, però, non deve essere ricoverato a tempo pieno. Il familiare a cui il lavoratore deve prestare assistenza deve essere il coniuge od un parente od affine entro il secondo grado. Di questi permessi ne può usufruire anche il maggiorenne che sia portatore di handicap.

A decorrere dall'entrata in vigore della Legge 53/2000 (quindi dal 28 marzo 2000), questi periodi di assenza risultano essere coperti da contributi figurativi ai fini della pensione. Il valore retributivo, che deve essere attribuito a questi permessi, è determinato con gli stessi criteri e le stesse modalità con le quali vengono effettuati gli accrediti figurativi ai sensi della Legge 183/2010. Essendo delle giornate singole, la contribuzione figurativa è attribuita in quota integrativa e non andrà ad incidere sul numero dei contributi settimanali che spettano per legge al diretto interessato.

La legge 104 cancella il bollo auto. In questo articolo spiego come: Bollo auto cancellato grazie alla Legge 104! I beneficiari!.

Le alternative che non colpiscono busta paga e pensione!

I lavoratori, in alternativa ai permessi giornalieri, possono scegliere di fruire di permessi di due ore. Questa possibilità è concessa alla persona maggiorenne portatrice di un handicap, ma è una possibilità preclusa a quanti siano normodotati che stiano assistendo ad un familiare disabile. Possono richiedere i permessi ad ore anche i genitori che stiano accudendo un figlio minore con un handicap grave: questa opportunità, comunque, viene concessa in alternativa al prolungamento dell'astensione facoltativa fino al terzo anno di vita del bambino.

In questo caso, la retribuzione da riconoscere direttamente in busta paga deve essere quantificata prendendo a riferimento il 200% del valore massimo dell'assegno sociale in pagamento il 1° gennaio dell'anno nel quale si stanno chiedendo i permessi. Anche in questo caso sussiste l'accredito figurativo ai fini della pensione.

Ci sono alcune novità sul lavoro e la Legge 104. Spiego tutto in questo articolo: Legge 104, le novità targate Draghi. Cosa cambia sul lavoro!.

Il congedo straordinario!

In questo caso a venirci incontro, più che la Legge 104, è l'articolo 42, comma 5 del Dlgs 151/2001, che permette ai lavoratori dipendenti di poter fruire di un congedo straordinario della durata massima di due anni. E' possibile usufruirne anche in forma frazionata, nell'arco della propria carriera lavorativa. Questo congedo straordinario spetta:

  • al coniuge del disabile con handicap grave accertato;
  • al padre o alla madre nel caso in cui manchi un coniuge convivente;
  • ad uno dei figli conviventi nel caso in cui manchino il padre e la madre;
  • ad uno dei fratelli o sorelle conviventi in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti dei figli conviventi.

Nel caso in cui a prestare assistenza al figli siano i genitori, i diritti sono riconosciuti ad emtrambi, che ne possono usufruire alternativamente. Nel caso in cui i lavoratori dovessero usufruire del congedo straordinario, hanno diritto ad un'indennità di congedo (in altre parole continuano a percepire la busta paga), pari all'ultima retribuzione percepita. Ai fini della pensione potranno beneficiare anche della copertura contributiva figurativa.

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