Pensione camionisti: uscita anticipata per autotrasportatori senza limiti di età, come 

Quando va in pensione un autotrasportatore? Quanti anni ci vogliono per andare in pensione con lavoro usurante? Quanto è la pensione di un camionista? Nelle ultime settimane sono giunte in redazione tantissime domande dalla categoria di lavoratori usuranti. Per questo motivo, cercheremo di analizzare nel dettaglio le diverse prospettive di uscita anticipata dal lavoro per gli autotrasportatori.

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Quando va in pensione un autotrasportatore? Quanti anni ci vogliono per andare in pensione con lavoro usurante? Quanto è la pensione di un camionista? Nelle ultime settimane sono giunte in redazione tantissime domande dalla categoria di lavoratori usuranti. Per questo motivo, cercheremo di analizzare nel dettaglio le diverse prospettive di uscita anticipata dal lavoro per gli autotrasportatori. 

Ritirarsi dal lavoro prima delle regole immesse dalla Fornero resta una delle prerogative principali dei camionisti, per cui si compre benissimo l’esigenza di capire quale strada previdenziale percorre per staccarsi dall’attività lavorativa. 

È, evidente, che il camionista rientrata a pieno titolo nella categoria delle attività lavorative gravose, oggi fortemente ampliata con l’inserimento di altre tipologie di lavoro considerate come attività lavorative tra le più faticose, logoranti e gravose. 

I camionisti possono agganciarsi a diverse formule previdenziali, come appunto, Ape sociale e Quota 41 precoci. Utilizzando una di queste misure è possibile sviare le regole pensionistiche ordinarie (pensione di vecchiaia o anticipata). Naturalmente, anche in questi casi, occorre rientrare nelle condizioni e i requisiti previste per l’adesione agli strumenti previdenziali. 

Pensione camionisti: uscita anticipata per autotrasportatori senza limiti di età, come 

Gli autotrasportatori per collocarsi in pensione devono agganciarsi alle regole ordinarie poste in essere nell’ordinamento previdenziale, ovvero quelle fissate all’epoca della riforma Fornero.

Tuttavia, i camionisti possono approfittare di alcune scorciatoie evitando di scontrarsi con la pensione di vecchiaia ordinaria e la pensione anticipata ordinaria.

In sostanza, si tratta di evitare le regole ordinarie promosse dal Governo Monti che portano all’uscita dal lavoro non prima dei 67 anni di età con un compromesso contributivo anche di 20 anni.

E, ancora, al collocamento in quiescenza con la sola presenza dell’anzianità contributiva, in questo caso si attiva il passaggio ordinario che porta alla pensione anticipata. Un percorso che prevede il perfezionamento di 42 – 41 anni e dieci mesi di versamenti (uomini – donne). 

Esistono le condizioni per un pensionamento anticipato a 63 anni di età e, ancora, senza limiti anagrafici agganciandosi a Quota 41 precoci. 

I camionisti vanno in pensione a 63 anni di età, ecco come 

Attivando l’anticipo pensionistico Ape sociale gli autotrasportatori possono agganciarsi a un’uscita anticipata flessibile. I conduttori di mezzi pensanti, se perfezionati 36 anni di versamenti contributivi al raggiungimento del 63esimo compleanno possono richiedere il rilascio di un assegno mensile garantito dallo Stato italiano. 

Il camionista a 63 anni richiedere non la pensione diretta, ma accede a una scorciatoia che lo accompagna al raggiungimento dei 67 anni di età, ovvero all’età pensionabile. Infatti, solo a raggiungimento di tale soglia può richiedere il passaggio dell’assegno a pensione di vecchiaia o pensione anticipata ordinaria. 

Gli autotrasportatori attivando l’Ape sociale ottengono una prestazione economica assistenziale. L’INPS in questo caso rilascia mensilmente un anticipo pensione fino al perfezionamento dei requisiti idonei alla quiescenza ordinaria, ovvero fino al momento della richiesta per l’accesso a un trattamento pensionistico ordinario.  

L’INPS rilascia al camionista un assegno del valore fino a 1.500 euro al mese per un ciclo completo di un anno. Non è prevista la tredicesima mensilità, oltre tutto l’indennità non contiene il carattere reversibile. Quindi, se avviene il decesso del titolare del trattamento economico non scatta la reversibilità a favore dei familiari superstiti. 

Gli autotrasportatori che intendono avvalersi di questo strumento per anticipare l’uscita dal lavoro, devono rientrare in alcune condizioni, tra cui la presenza dell’attività gravosa e usurante registrata in sette anni su 10 di attività lavorativa. O, ancora, durante la carriera lavorativa su sei anni registrati negli ultimi sette. Inoltre, è necessario aver perfezionato un montante contributivo minimo di 36 anni. 

Nell’ipotesi in cui viene meno quest’ultimo requisito, è possibile entrare nella misura utilizzando le condizioni previste per i disoccupati, caregiver o invalidi. In questo modo, è possibile richiedere l’accesso alla misura a 63 anni, ma con un ridotto montane contributivo, ovvero 30 anni di versamenti. 

Oltre tutto va detto che, le autotrasportatrici mamme godono di uno sconto contributivo di almeno due anni, quindi, se rientrano nelle condizioni sopra indicate possono collocarsi in quiescenza a 63 anni con almeno 28 anni di contributi. La normativa dispone la possibilità di richiedere un anno contributivo in meno per ogni figlio, ma entro un massimo di due anni. 

Nessun limite di età anagrafica per gli autotrasportatori che vanno in pensione con Quota 41 precoci 

I lavoratori gravosi possono agganciarsi alla misura anticipata Quota 41 precoci. Le condizioni sono simili a quelle richieste per l’Ape sociale.

La differenza è che i camionisti possono collocarsi a riposo al raggiungimento di 41 anni di versamenti, se 35 anni sono effettivi. In questo contesto, deve risultare un’anzianità contributiva di 12 mesi prima del diciannovesimo compleanno. 

La misura non prevede un limite anagrafico.