In Italia le casalinghe sono moltissime: si tratta di tutte quelle donne, che sono mogli, madri, compagne e così via, che rimangono a casa a svolgere lavori domestici e prestare assistenza alle famiglie. Le donne casalinghe, ma ci sono anche molti uomini nella stessa situazione, da un lato rimangono a casa per una scelta spontanea, dall'altro rinunciano al lavoro per la cura di figli, anziani e per i lavori domestici.

Tra le casalinghe però, vi è anche una parte che di fatto rinuncia al lavoro perché si trova in difficoltà nel trovarlo: specialmente nell'ultimo periodo, con l'arrivo della pandemia, sono aumentate le donne che sono state obbligate a rimanere a casa per la mancanza di lavoro, perché hanno perso la loro posizione lavorativa, o per seguire famigliari in condizione di bisogno.

Tuttavia arrivano buone notizie: il governo attualmente sta pianificando tutta una serie di aiuti mirati alle casalinghe italiane, sia per inserirle nel mondo lavorativo, sia per garantire alcune misure previdenziali. Ilmessaggero.it spiega come il governo abbia già inserito tra le misure necessarie anche quelle rivolte a questa particolare categoria:

"C'è anche il bonus casalinghe tra le misure in campo per l'inclusione delle donne, tra le categorie più penalizzate dala pandemia. Il decreto Agosto varato dal precedente governo conteneva infatti anche un fondo d’inclusione ‘rosa’ per le casalinghe, detto bonus casalinghe, con uno stanziamento di circa 3 miliardi."

Si tratta da un lato del bonus casalinghe, tramite un fondo specifico impiegato per sostenere l'inserimento lavorativo delle donne che si trovano in difficoltà a trovare un lavoro. Dall'altro lato forse non tutti sanno che esiste un fondo apposito per le pensioni delle casalinghe. 

Arrivare all'età della pensione per moltissime donne casalinghe, ma anche uomini, è piuttosto complicato: quando manca il lavoro fuori casa, i contributi non vengono versati all'ente previdenziale, e questo comporta la mancanza del cumulo contributivo necessario ad accedere alla pensione. Vediamo nell'articolo in cosa consiste la pensione per le casalinghe, e come funziona anche il bonus casalinghe.

Bonus casalinghe: di cosa si tratta

Il bonus casalinghe è un sostegno tra quelli presenti per la componente femminile del paese, ma non solo. Viene rivolto anche agli uomini che rimangono in casa ad assistere un famigliare oppure un figlio. Si tratta principalmente di un bonus che arriverà dal 2022 per tutte le casalinghe italiane, tramite erogazione mensile.

Come spiega Ilcentro.it ,il bonus va verso diverse direzioni: da un lato supportare e riconoscere il lavoro svolto dalle casalinghe, dall'altro lato, garantire un sostegno economico nel caso di affitto o mutuo:

"Ammonta a 570 euro il sostegno che a partire dal prossimo anno arriverà nelle tasche di tutte quelle donne che dimostreranno di fare le casalinghe a tempo pieno. Anche senza versare alcun contributo la cosiddetta "donna di casa" potrà richiedere l'assegno mensile e un contributo extra per l'affitto e il mutuo."

Al momento la possibilità di un bonus casalinghe sotto forma di erogazione mensile rimane un'indiscrezione trapelata da alcune fonti di informazione, tuttavia a partire da gennaio 2022 potrebbe diventare realtà. Le donne che svolgono la mansione di casalinga di fatto assistono la famiglia, si occupano di diverse faccende domestiche e svolgono piccoli e grandi lavori all'interno dell'abitazione.

Dalla cura per i figli e gli anziani, alle mansioni più disparate, è chiaro ormai che quello di casalinga è un vero e proprio lavoro, anche se spesso non è riconosciuto come tale. Attualmente il governo sta valutando la possibilità di introdurre questo bonus casalinghe a tutte le donne (ma anche gli uomini) che rimangono a casa, rinunciando al lavoro, per poter svolgere la mansione di casalinga.

Attualmente non è ancora possibile conoscere le modalità con cui richiedere l'accesso a questo particolare bonus, quello che è certo è che bisognerà dimostrare di svolgere l'attività di casalinga a tempo pieno.

Pensione casalinghe: come funziona

Forse non tutti sanno, che oltre al bonus casalinghe, esiste anche la possibilità per le donne che rimangono a casa di accedere ad una vera e propria pensione, anche senza aver versato i contributi all'ente previdenziale derivanti dal lavoro. Il problema di molte donne italiane è proprio questo: il mancato versamento dei contributi INPS, a causa dell'assenza del lavoro, può causare non poche difficoltà una volta raggiunta l'età pensionabile.

Per le pensioni delle casalinghe esiste un fondo apposito, il Fondo Casalinghe, per cui le donne possono rivolgersi direttamente all'INPS per riceverne erogazione. A questo fondo si può aderire dai 16 ai 65 anni di età, si tratta di un fondo non obbligatorio, ma facoltativo, che esiste già da diverso tempo, come conferma l'INPS:

"Il Fondo Casalinghe è un fondo di previdenza, istituito il 1° gennaio 1997, rivolto alle persone che svolgono lavori di cura non retribuiti e derivanti da responsabilità familiari."

Il Fondo Casalinghe è rivolto in particolare ai soggetti che rispettano determinati requisiti:

  • Svolgono un lavoro all'interno della famiglia, senza subordinazione, non retribuito e con responsabilità famigliari;
  • Non sono titolari di pensione diretta;
  • Non svolgono attività professionale autonoma;
  • Chi svolge un lavoro part time, ma che non raggiunge il numero di settimane necessario all'accesso alla pensione.

Si tratta di tutti casi in cui di fatto le lavoratrici svolgono attività per la propria famiglia, senza retribuzione alcuna. Oltre alla pensione per le casalinghe è anche prevista l'iscrizione all'INAIL per gli infortuni che possono avvenire in ambiente domestico.

La pensione in questo caso si ottiene versando una cifra di 26 euro mensili minimi, e presentando domanda all'ente INPS. La cifra che corrisponde all'erogazione della pensione dipende dal caso specifico, e non va dimenticato che esiste anche la pensione sociale, per chi ha un reddito inferiore ad una specifica soglia.

Iscrizione INAIL per infortuni domestici

Per le casalinghe esiste anche una apposita assicurazione, a cui si può accedere svolgendo lavori domestici a livello famigliare, pagando 24 euro all'anno. Cifra che tuttavia può essere azzerata nel caso in cui il nucleo famigliare abbia un reddito molto basso. 

L'assicurazione per gli infortuni domestici risulta particolarmente importante per tutte le donne, ma anche per gli uomini, che svolgono attività di tipo domestico presso la propria abitazione. Assicurarsi contro gli infortuni domestici presso l'INAIL, oltre ad essere una valida possibilità per chi lavora a casa come casalinga, è anche obbligatorio da diversi anni.

Gli obblighi assicurativi coprono sia gli eventuali infortuni all'interno delle mura domestiche, sia presso seconde case, pertinenze degli immobili, parti comuni come le scale di un condominio. I rischi di chi svolge questo lavoro sono comunque alti, perché ogni giorno le casalinghe si occupano di sollevare oggetti di diverso peso, aiutare anziani e bambini, e così via.

Chi svolge un lavoro domestico deve necessariamente provvedere ad assicurarsi, e questa assicurazione non è rivolta unicamente alle casalinghe donne, ma anche agli uomini nella stessa situazione, e ad altri soggetti come: gli studenti che si occupano della casa in cui abitano, giovani che si occupano della cura della casa, titolari di pensione di età inferiore a 67 anni, ma anche alcune categorie di lavoratori che si trovano a casa.

Si tratta di lavoratori in cassa integrazione guadagni, soggetti che percepiscono indennità di disoccupazione, lavoratori stagionali che per parte dell'anno rimangono a casa senza svolgere attività lavorativa. Sono esclusi dall'obbligo i cittadini di età inferiore a 18 anni o superiore a 67 anni.

Pensione sociale: a chi spetta

Una importante pensione di cui non tutti conoscono le caratteristiche, è la pensione sociale. Questa tipologia di pensione è pensata per tutte quelle persone che non possono avere accesso ai tradizionali trattamenti pensionistici, come la pensione di vecchiaia, di anzianità, o alla pensione anticipata.

La pensione sociale di fatto è una misura assistenziale che va a tutelare chi si trova in una difficoltà economica, ma non può accedere alle altre tipologie di pensione, per mancanza di contributi sufficienti o per altre motivazioni. Tuttavia la pensione sociale non può essere erogata a tutti, anche in questo caso esistono dei criteri precisi per la sua erogazione.

Primo tra tutti, è necessario aver compiuto 67 anni di età. Si tratta di una soglia anagrafica da cui è possibile accedere a molti dei trattamenti pensionistici disponibili dall'INPS. Risulta anche indispensabile essere cittadini italiani residenti iscritti all'anagrafe, e avere una residenza stabile in Italia da almeno 10 anni.

La pensione sociale va a sostenere tutti quei soggetti che, oltre a non poter accedere ad un tradizionale trattamento pensionistico, si trovano in difficoltà economica, documentata attraverso un reddito, che non deve superare la soglia di 5.983,64 euro all'anno. La soglia viene alzata nel caso in cui il soggetto non sia solo, ma coniugato. 

Come per altre misure assistenziali e previdenziali, per richiederla è sufficiente presentare una domanda specifica all'INPS, rivolgendosi ad un ufficio o procedendo telematicamente. Per quanto riguarda la cifra erogata ai beneficiari della pensione sociale, si tratta di una cifra inferiore ai 500 euro al mese.

Tuttavia è possibile chiedere, insieme alla pensione sociale, anche altri tipi di aiuti, come ad esempio la pensione di cittadinanza. Se vengono rispettati tutti i requisiti per l'una e per l'altra misura, è possibile ricevere entrambe le erogazioni in contemporanea, in base ai limiti previsti.

La pensione di cittadinanza, al pari della pensione sociale, è accessibile a partire dai 67 anni di età, mentre per tutti i casi di età inferiore è possibile richiedere direttamente il reddito di cittadinanza dove è necessario, e se si rispettano tutti i requisiti della misura.