Pensione, c’è chi può andarci con 17 anni di contributi! Non un’occasione imperdibile, ma piuttosto, l’applicazione di disposizioni normative introdotte nel decreto legislativo n. 503/1992. Non tutti, ma una bella fetta di lavoratori può abbracciare le deroghe Amato, che permettono di andare in pensione anche con 17 anni di contributi. 

D’altra parte le disposizioni normative sulla pensione di vecchiaia ordinaria non permetto confusione. Accedono al trattamento tutti coloro soddisfano i requisiti e condizioni. Ecco, perché, c’è chi esce dal lavoro a 67 anni, se durante la carriera lavorativa ha maturato un ventennio di contribuzione. 

Tecnicamente, se hai raggiunto 67 anni di età e non possiedi tale quota contributiva non ti spetta nulla. L’INPS, ricorda che non rilascia alcuna pensione senza i giusti requisiti e la presenza delle eventuali condizioni, se richiesti dalla normativa vigente.

Un dettaglio non di poco conto, specie considerando che tante persone cercano di capire se possono collocarsi in quiescenza con 17 anni di contributi.

Negli ultimi giorni sono giunte tante richieste d'informazione sulla pensione di vecchiaia, in particolare sulla possibilità di uscire dal lavoro con una quota contributiva diversa da quella disposta dalla normativa, per cui ci preme rispondere alla richiesta di una lettrice, che si chiede:

“Buonasera, ho urgenza di ricevere una risposta, le scrivo per conto di mia madre che oggi compie 67 anni e possiede un’anzianità contributiva circa di 17 anni maturata prima del 1990. Mi chiedo quando e come può ottenere la pensione dall’INPS? Nell’augurarle una buona serata, la ringraziandola anticipatamente della risposta”.

La formula della pensione di vecchiaia ordinaria, prevede due requisiti e una condizione non applicabile a tutti. Un requisito anagrafico a 67 anni, oltre a dover rispettarne un altro contributivo che porta al perfezionamento di una quota pari almeno a 20 anni di versamenti. Alla luce di queste considerazioni, sua madre non ha diritto alla pensione. Tuttavia, esiste una scappatoia che permette di ricevere il trattamento economico previdenziale con una ridotta anzianità contributiva.

Pensione, 17 anni di contributi: come andarci, quando è possibile e a quanto ammonta

In questo caso, la possibilità di pensionamento si apre attraverso il riferimento normativo della legge Amato.

Nel decreto legislativo n. 503/1992 sono contenute le disposizioni normative della riforma Amato, regole che permettono ai cittadini di poter richiedere il pensionamento con almeno 15 anni di contributi, se sono presenti le condizioni di legge.

Le 3 deroghe Amato contengono dei riferimenti normativi applicabili in via eccezionale solo in presenza di specifiche condizioni e requisiti.

C’è chi presenta la domanda di pensione 15 anni di contributi, si può fare? Si, assolutamente. Ma, occorre verificare la presenza degli elementi indispensabile che permettono il pensionamento con le deroghe Amato.

I cittadini che hanno raggiunto il 67esimo compleanno con 15 anni di contribuzione perfezionati entro il 31 dicembre 1992, possono richiedere la pensione secondo le disposizioni contenute nella prima deroga.

I cittadini che hanno entro il 31 dicembre 1992 hanno presentato all’INPS la richiesta per i versamenti dei contributi volontari, possono richiedere la pensione a 67 anni con 15 anni di contributi, secondo le disposizioni contenute nella seconda deroga.

L’INPS, ricorda, che nella terza deroga rientrano i cittadini che hanno raggiunto 67 anni di età, se è presente un’attività lavorativa non continuativa. In questo caso, cambiano le condizioni di pensionamento, a cui segue l’applicazione di diversi requisiti, tra cui:

  • un’anzianità assicurativa di 25 anni, di cui il primo versamento risalente a 15 anni prima della richiesta di pensionamento;
  • una contribuzione effettiva di 15 anni;
  • lavoratori occupati da un minimo di 10 anni, ammessi anche in forma discontinua, per periodi temporali più bassi di 52 settimane.

Pensione di vecchiaia senza le deroghe Amato, ecco quando bastano 17 anni di contributi

Non tutti i cittadini rientrano delle disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 503/1992, per cui ottenere un pensionamento diventa estremamente difficile.

L’unica opzione per i cittadini che non rientrano nelle deroghe Amato e possiedono 17 anni di versamenti contributi, resta la pensione di vecchiaia contributiva.

Ricordiamo, che la pensione di vecchiaia contributiva viene rilascia per coloro che risultano privi di contribuzione al 31 dicembre 1995 o per coloro che richiedono il computo della Gestione Separata INPS.

Condizioni che portano al pensionamento ordinario a 67 anni e 20 anni di versamenti, supportati da una condizione, ovvero la presenza di un trattamento il cui importi rientri nel valore di 1,5 volte il valore il trattamento minimo vitale. Tale condizione salta a 71 anni, se è presente un’anzianità contributiva effettiva di cinque anni. 

Ricordiamo, che per sapere l’importo anche presumibile della pensione occorrono diversi elementi, tra cui la retribuzione annua, il montante contributivo e il coefficiente di trasformazione. Considerando che ogni situazione previdenziale è a sé, diverso risulta essere l’importo dell’assegno pensione spettante.