L’INPS rilascia la pensione di reversibilità ai fratelli! Pazzesco, grazie a questa legge

L’INPS propone una prospettiva diversa della pensione di reversibilità, assicurando un aiuto concreto anche ai fratelli. La misura si attiva nel momento in cui viene a mancare il titolare della prestazione economica previdenziale, solo in questo caso si parla di reversibilità del trattamento pensionistico agli eredi superstiti.In sostanza, la pensione di reversibilità rientra a pieno titolo nella quota di sostegno economico per la famiglia in cui è avvenuta la perdita del coniuge, padre, fratello o sorella, se titolari di un trattamento economico previdenziale.

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L’INPS propone una prospettiva diversa della pensione di reversibilità, assicurando un aiuto concreto anche ai fratelli. La misura si attiva nel momento in cui viene a mancare il titolare della prestazione economica previdenziale, solo in questo caso si parla di reversibilità del trattamento pensionistico agli eredi superstiti.

In sostanza, la pensione di reversibilità rientra a pieno titolo nella quota di sostegno economico per la famiglia in cui è avvenuta la perdita del coniuge, padre, fratello o sorella, se titolari di un trattamento economico previdenziale. 

Occorre sottolineare, che la pensione indiretta viene rilasciata agli eredi solo in presenza della perdita del lavoratore che possiede una specifica anzianità contributiva. 

In linea generale, i superstiti vengono individuati nella figura del coniuge, i figli minori o disabili, ammessi anche gli studenti. In specifiche circostanza la pensione di reversibilità viene rilasciata anche ai familiari stretti, come appunto fratelli o sorelle, se rientrano nelle condizioni previste dalla normativa vigente. 

L’INPS rilascia la pensione di reversibilità ai fratelli! Pazzesco, grazie a questa legge 

Come cambia la normativa se il familiare superstite è un fratello o una sorella? Non sempre si esce dalle mura domestiche, spesso la famiglia resta unita anche negli anni maturi, specie se non sopraggiunge un’unione coniugale. Si resta insieme, vivendo sotto lo stesso tetto anche dopo la perdita dei genitori.

 Non è il primo caso, che due fratelli o fratello e sorella, restano uniti nella medesima abitazione in cui hanno vissuto da ragazzi. In questi casi, è importante stabilire cosa dice la normativa se uno dei muore. La questione potrebbe sembrare particolare, ma in verità è semplice. 

L’INPS dovrebbe riconoscere la pensione di reversibilità alla parte che risulta potenzialmente erede superstite, quindi diretta beneficiaria, se rientra nelle disposizioni previste dall’attuale normativa.

In linea sommaria, escludendo i coniugi, figli e genitori la pensione di reversibilità dovrebbe essere erogata in favore del fratello o sorella. 

 Pensione di reversibilità: i casi in cui il beneficiario è un fratello 

La questione, appare semplice se i due fratelli vivono nella stessa abitazione, se non risultano figli o eredi legittimi, il diritto alla pensione di reversibilità passa direttamente a beneficio del fratello superstite, se si rispettano le condizioni di legge.

Alla fine, se mancano i genitori, non esiste alcuna moglie, non sono presenti come linea temporale di parentela i figli, il diritto passa al fratello o sorella superstite.

Il vero problema, potrebbe subentrare se il fratello non risulta fiscalmente a carico. In altre parole, se non possiede uno stato di disabilità certificato.

La prima condizione che permette il rilascio della pensione di reversibilità al fratello è la presenza del riconoscimento dell’inabilità totale allo svolgimento del lavoro. Un certificato rilasciato nella fase della visita della Commissione medica ASL – INPS. 

Ciò che va detto però, per ciò che riguarda la pensione di reversibilità al fratello, è la presenza di un’invalidità nella percentuale del 100%

In questo modo, l’INPS procede al rilascio del beneficio economico della reversibilità in favore del fratello superstite. 

  D’altra parte, la pensione ai superstiti non è altro che un aiuto economico erogato dall’INPS come supporto al fratello di un de cuius.

Per questo motivo, la normativa prevede due condizioni per l’erogazione della pensione di reversibilità. La prima porta al riconoscimento della pensione di reversibilità in favore del coniuge o familiare superstite. L’altra, invece, viene definita pensione indiretta, in quanto sopraggiunge con la perdita del lavoratore

La differenza potrebbe sembrare minima, ma non è così. La pensione di reversibilità viene rilasciata per la scomparsa del pensionato. La pensione diretta viene riconosciuta per la scomparsa del lavoratore. 

Il trattamento economico previdenziale reversibile viene distribuito dall’INPS a tutela del coniuge o figli superstiti e, laddove vengono rispettate le regole normative anche ai familiari, come appunto, fratelli o sorelle. 

L’aspetto della pensione di reversibilità per l’ex coniuge 

In sostanza, la vita si complica sempre all’improvviso, e cosa succede se il superstite viene identificato nella figura dell’ex coniuge.

La regola principale porta la reversibilità nelle mani del coniuge in presenza dell’unione matrimoniale con il de cuius.

Tuttavia, esiste una particolare condizione normativa che permette anche l’erogazione del trattamento economico all’ex coniuge nel rispetto di specifiche condizioni di legge.

È, importante rispettare alcuni cavilli poco burocratici, molto normativi, per cui l’assenza dell’assegno divorzile porta alla perdita del diritto alla reversibilità.

E, ancora, la presenza di un secondo matrimonio non rientra tra le condizioni accettabili per il rilascio del benefico economico.

Oltretutto, l’ex coniuge per ottenere la pensione di reversibilità deve dimostrare che il primo contributivo sia stato versato prima dell’avvenuta sentenza divorzile.