Pensione casalinghe rilasciata dall'INPS secondo la modalità prevista dal Fondo di previdenza dedicato alle casalinghe. In alternativa, c'è la possibilità di aderire a un piano previdenziale per chi risulta essere privo di un numero idoneo di versamenti contributivi necessari al rilascio della pensione. Le condizioni per le casalinghe non sono sempre idilliache anzi sotto il profilo previdenziale tutto sembra collassare drasticamente.

Esistono la pensione casalinghe ordinaria, ovvero quella in cui le donne o uomini impiegati nella cura domestica della casa e dei familiari riesco a pagarsi i contributi per andare in pensione. Altri, invece, restano tagliati fuori dal mercato lavorativo e dalla sfera previdenziale, pesa nel profilo privato e pensionistico, l’assenza di una paga e come contropartita i versamenti contributivi.

Ecco alcune opzioni previdenziali che permettono anche in condizioni avverse di poter aderire a una formula pensionistica.

Il legislatore ha previsto due tipologie di pensione accessibili dalle casalinghe, donne impegnate nella cura della casa, pronte a coprire i fabbisogni giornalieri della famiglia. Donne non inquadrate come libere professioniste, autonome o dipendenti pubbliche o private, senza o pochissimi versamenti contributivi in cui rientrano anche la figura legata all’assistenza dei disabili, ovvero i “caregiver”.

 Pensione casalinghe: donne e uomini in primo piano!

Esiste la pensione per le casalinghe (donne o uomini) distribuita l’INPS per color che si registrano presso il Fondo casalinghe, ovvero uno specifico fondo che prevede la possibilità di agganciarsi a un piano previdenziale versando direttamente la contribuzione. 

Si tratta di una possibilità accessibile dai familiari che si occupano dell’assistenza dei disabili “caregiver”, dalle donne o uomini casalinghi che si occupano esclusivamente della cura della casa e del benessere della propria famiglia.

In ogni caso, parliamo di un’iscrizione prettamente facoltativa, contrariamente a quanto avviene per i versamenti assicurativi INAIL previsti per gli infortuni domestici imposta per i cittadini di età compresa tra i 18 ed entro i 65 anni.

Si ricorda che quest’ultima prestazione non permette di abbracciare una posizione pensionistica previdenziale.

Com'è possibile andare in pensione a 50 anni utilizzando strade diverse da quelle previste dal Fondo. Per maggiori informazioni,  ti consiglio di leggere questo link.

Quando si possono pagare i contributi al Fondo pensione casalinghe nel 2022?

La richiesta per la registrazione al Fondo casalinghe può essere inoltrata in tutte le modalità consentite dall’INPS per la gran parte delle prestazioni economiche.

Ciò significa che il richiedente può presentare l’istanza avvalendosi dei servizi del Contact center dell’Istituto (803 164 rete fissa gratuita o 06 164 164 rete mobile da cellulare, tariffa a pagamento), oppure, è possibile rivolgersi al Caf o Patronato.

E, infine, resta attiva la modalità online accessibile dal portale ufficiale INPS. È possibile precedere con i pagamenti contributivi, nel momento in cui l’INPS invia i bollettini postali.

Pensione a 57 anni grazie al Fondo di previdenza casalinghe 2022

È importante comprendere che il Fondo previdenziale per le casalinghe permette di ricevere un trattamento previdenziale con solo un quinquennio (cinque anni) di anzianità contributiva. 

Come spiegato da PMI.it, possono ottenere il trattamento previdenziale tanto gli uomini che le donne, se è presente un numero di versamenti contributivi non inferiore a cinque anni.

Ecco, spiegato, il motivo per cui si può ricevere un assegno pensione già a 57 anni attraverso la pensione di inabilità, oppure, è necessario raggiungere i 67 anni, se sono carenti i contributi necessari al rilascio di un assegno previdenziale maggiorato nella percentuale del 20% dell’importo dell’assegno sociale.

Quanto pesano i contributi silenti nella pensione delle casalinghe?

Nella normativa non è presente un importo fisso identificato per i versamenti contributivi. Esiste un valore minimo sotto cui non è possibile scendere. Ecco, perché, in linea sommaria è possibile versare almeno 26 euro mensili, tale da far registrare una contribuzione annua del valore di 310 euro.

Occorre, sottolineare, che in presenza di una contribuzione non sufficiente a garantire la pensione casalinghe, quanto versato come contribuzione viene perso, in quanto diventano versamenti silenti.

Questo, perché, i versamenti accreditati nel Fondo casalinghe non sono utili ai fini della totalizzazione, né tantomeno, per la ricongiunzione contributiva.

Pensione casalinghe: quanto mi spetta nel 2022?

L’importo dell’assegno pensione viene calcolato sulla base dei versamenti reali effettuati. Basti, pensare che con un tetto di 35 anni di versamenti contributivi, l’INPS eroga un assegno mensile del valore di mille euro.

Si, precisa altresì, che il calcolo del valore dell’assegno viene legato al metodo contributivo considerato la rivalutazione ISTAT in relazione al PIL.

Anche per la pensione casalinghe l’INPS segue una formula di calcolo realizzata per quantificare l’importo dell’assegno spettante, tenendo conto del numero dei versamenti contributivi (montante) moltiplicato il coefficiente di rivalutazione suddiviso per le 13 mensilità.

Pensione casalinghe 2022: come si presenta la richiesta all’INPS?

La richiesta per la pensione casalinghe viene inviata online attraverso la compilazione di un apposito modulo disponibile nel portale INPS.

In sostanza, gli iscritti al Fondo casalinghe che hanno maturato i requisiti necessari per l’accesso al piano previdenziali possono presentare l’istanza online.

Chi non ha mai lavorato riceve la pensione casalinghe?

Due sono i quesiti più richiesti dai lettori:

 “Come vanno in pensione coloro che non sono state mai inserite in un contesto lavorativo, si sono registrato al Fondo, ma non ha completato i pagamenti?”. “Cosa deve fare chi è privo della contribuzione, quindi non possiede alcuna anzianità contributiva necessaria per le diverse tipologie di prestazione economica previdenziale”.

In questi casi, è possibile attivare le modalità previdenziali alternative.

Parliamo della possibilità tanto per le donne, quanto per gli uomini che non rientrano nella pensione casalinghe di poter ricevere in ogni caso, un trattamento previdenziale anche diverso dalla stessa pensione casalinghe. 

È possibile ottenere un assegno previdenziale con l’iscrizione al Fondo, ma senza aver pagato i contributi? Si, assolutamente. L’unica soluzione possibile è la pensione sociale. Ricordiamo, che parliamo di un trattamento previdenziale rilasciato dall’INPS in presenza di specifiche condizioni.

È importante considerare che rientrano in questo contesto non solo coloro che hanno richiesto il pagamento dei versamenti contributivi da far confluire nel Fondo casalinghe e non rispettato le scadenze. Ma, anche coloro che non hanno mai pensato di registrarsi al fondo casalinghe, con un’anzianità contributiva pari a zero.

In questi casi, è possibile richiedere la pensione sociale, se sussistono diverse condizioni, quali:

  • la presenza di un’età anagrafica non inferiore a 67 anni (donne - uomini);
  • la presenza della cittadinanza italiana. Ammessa anche quella di altro Paese U.E., se risulta la registrazione presso l’anagrafe del Comune di appartenenza. Ammesse i cittadini extracomunitari, se sussiste un permesso di soggiorno (lungo periodo);
  • in presenza di una residenza fissa, durevole e continua registrata sul territorio italiano da un minimo di 10 anni;
  • la presenza di un reddito basso sotto la soglia del bisogno documentato secondo gli aggiornamenti annuali.

C’è chi avrà 468 euro mensili per 13 mesi! Una pensione da integrare subito per aumentarne l’importo a 780 euro!

L’INPS alla voce pensione sociale rilascia un assegno dietro presentazione di un’apposita richiesta del valore corrispondente a 468 euro su base mensile.

L’Istituto eroga agli aventi diritti tale importo per un totale complessivo di 13 mensilità. Per cui, coloro che percepiscono la pensione sociale hanno diritto anche alla tredicesima mensilità.

Occorre, sottolineare che è possibile integrare l’importo della pensione sociale con la pensione di cittadinanza, ottenendo un assegno del valore non più alto di 780 euro mensili.

La pensione sociale è condizionata dalla presenza del reddito?

C’è chi ottiene un assegno pensione nella misura piena e chi in misura ridotta, il problema è strettamente legato alla presenza del vincolo reddituale oltre che da diversi aspetti di seguito elencati, tra cui: 

  • gli uomini e le donne casalinghe che non possiedono alcuna forma di reddito e non sono legate da unione tra i coniugi;
  • gli uomini e le donne casalinghe con un reddito prodotto annuo che rientri nella soglia pari all’importo di 6.079,45 euro. Limite che riguarda le coppie unite in matrimonio o atto civile. 

L’Istituto rilascia la misura ridotta in presenza delle seguenti circostanze, quali:

  • in presenza di un’unione con redditi cumulati (marito) fino al tetto massimo di 12.158,90 euro annui.
  • in assenza di un’unione con un reddito personale fino al tetto massimo di 6.079,45 euro.