Ogni giorno c'è un tema nuovo che mette in fibrillazione il Governo guidato da Mario Draghi, e l'ampia maggioranza che lo sostiene. E questo non è il tema pensione. In questi giorni il tema che sta tenendo banco è l'IMU e la nuova patrimoniale che potrebbe essere introdotta dal 2026. 

Ho approfondito questa notizia nell'articolo Patrimoniale e IMU: ok di Draghi! Nuove tasse in arrivo?

Ritorniamo allora al tema pensione che per il momento non è nei pensieri di Mario Draghi nè delle altre forze di maggioranza. Eppure tra tre mesi Quota 100 non ci sarà più e nel 2022 tutti dovremo andare in pensione a 67 anni se non vengono approvate nuove modalità di pensionamento anticipato o l'estensione e proroga di quelle esistente. 

Attualmente infatti è possibile andare in pensione anticipata con 35 anni di contribuzione ma solo con alcune formule che però se non vengono rinnovate, non potranno più essere utilizzate. E si torna alla pensione a 67 anni come previsto dalla Legge 201/2011, ossia la legge Fornero. Lo scalone di 5 anni che scatterà il 2022 fa molta paura. Passare da 62 a 67 anni non è una passeggiata per chi ha per esempio già lavorato tanto. Ma per ora, in assenza di una riforma della pensione, non possiamo che affidarci alle soluzione di anticipazione della pensione. 

Tra le forme di anticipazione che continueranno ad esistere c'è quella contributiva, che permette di andare in pensione a 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini. Una vita passata a lavorare che potrebbe essere accorciata con alcune soluzione di anticipazione. Vediamo quali sono.

Opzione Donna: ma l'OCSE dice no al rinnovo

Una prima opzione è destinata alle donne. Più precisamente era destinata alle donne. Perchè questa opzione scade quest'anno per chi aveva raggiunto i requisiti nel 2020.

Purtroppo però non ci sono buone notizie sul suo rinnovo in quanto l'OCSE nell'outlook sull'economia italiana di settembre ha caldamente suggerito di non rinnovare Opzione Donna.

Opzione Donna richiedeva oltre ai 35 anni di contributi anche un vincolo di età anagrafica che per chi ha avuto la possibilità di aver inoltrato la domanda l'anno scorso, era di 58 anni di età per le donne lavoratrici dipendenti. Per le lavoratrice autonome questo vincolo è fissato ad un anno in più, portandolo quindi a 59 anni. 

L'altro requisito è quello di non svolgere più l'attività lavorativa. Vincolo valido per le lavoratrici dipendenti ma non per quelle a partita IVA.

La domanda di pensionamento anticipato andava presentata solo se i requisiti erano soddisfatti al 31 dicembre 2021. E per poter ricevere l'assegno, si deve aspettare 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per quelle autonome.

Ciò che scoraggia nell'anticipazione della pensione con Opzione Donna è che l'assegno è pagato esclusivamente con il sistema contributivo, che è entrato in vigore dal 1996. 

Non resta che attendere la versione della legge di bilancio 2022 per capire se con un colpo di coda l'esecutivo guidato da Mario Draghi, riesca a rinnovare la misura nonostante il "niet" dell'OCSE.

Pensione con 35 anni di contributi per lavori usuranti

Un'altra categoria per la quale è concesso di anticipare la pensione con 35 anni di contribuzione è quella dei lavori usuranti. Si tratta di lavori che presentano determinati requisiti e rientrano in particolari categorie lavorative.

Ad inquadrare la tipologia di lavori usuranti ci ha pensato il decreto legislativo 67/2011 che collega queste tipologie di lavoro ad un aumento del livello di stress ed infortuni sul lavoro.

Fanno parte dei lavori usuranti ad esempio chi lavora in galleria, cava o miniera e quindi prevalentemente sottoterra; i lavoratori impiegati dove ci sono forni ad alte temperature; chi è impiegato nell'asportazione dell'amianto e chi conduce veicoli destinati a servizio pubblico di trasporto collettivo, con una capienza superiore a nove posti. Sono solo delle tipologie esplicative, cui si aggiungono i lavori notturni. Per questi ultimi le caratteristiche devono prevedere che siano impiegate almeno 78 notti annue. Per chi ne ha svolte meno, aumenta il numero di anni per andare in pensione. 

In particolare per chi ha svolto lavori notturni per un periodo tra 72 a 77 giornate all’anno, deve aggiungere un anno all'età della pensione di anzianità. Passano a due anni per chi ha prestato attività notturna per un numero di notti annue comprese tra 64 e 71 anni. 

Per andare in pensione si deve aver raggiunto 61 anni e 7 mesi di età anagrafica, rispettando ovviamente il requisito dei 35 anni di contributi. 

Ultimo requisito da rispettare è quello di aver svolto il lavoro usurante per almeno sette anni su dieci di attività lavorativa, per le decorrenze dal 31 dicembre 2017, oppure per almeno la metà della vita lavorativa per le decorrenze dal 31 dicembre 2018. 

Pensione anticipata con APE Sociale

Cambiano invece i requisiti per accedere alla prestazione anticipate sociale, chiamata APE Sociale. Questa forma di pensionamento anticipato scadrà il 31 dicembre 2021, ma con molta probabilità sarà rinnovata e non solo. Sono infatti fondate le voci che indicano nell'APE sociale una misura di anticipazione pensionistica da rendere strutturale per poter risolvere lo scalone dei 5 anni che dal 2022 interesserà gli italiani e italiane che dovranno andare in pensione.

Quota 100 è stato un disastro, secondo quanto si apprende dalla lettura del XX Rapporto annuale dell'Inps sulla previdenza sociale. Ma lo stesso lo sostiene l'OCSE che insieme ad Opzione Donna boccia drasticamente anche Quota 100. E lo afferma la Corte dei Conti che ritiene Quota 100 una misura economicamente non sostenibile. 

La caratteristica dell'APE sociale è quella di richiedere solo 30 anni di contributi versati e l'inclusione in alcuni stati soggettivi del richiedente. 

Come scritto sopra, l'APE sociale però potrebbe essere rivista andando ad ampliare la platea dei beneficiari e permettere ad altre categorie deboli lavorativamente parlando nell'alveo di chi può fare domanda. 

APE Sociale: beneficiari attuali e i nuovi secondo Draghi

Chi può ancora chiedere l'APE sociale, con l'ultima finestra disponibile il 30 novembre? Quelle che l'attuale norma include in questa misura di anticipazione della pensione.

Fermo restando i vincoli di 30 anni di contributi e 63 anni di età anagrafica, a poter richiedere questo accompagnamento all'effettiva pensione ai 67 anni sono le seguenti categorie.

Il lavoratore che non ha occupazione perdendolo in modo involontario. Tuttavia nei tre anni antecedenti la richiesta dell'APE sociale lo stesso lavoratore deve vantare almeno 18 mesi di lavoro anche non continuativo disoccupato che ha perso il lavoro in modo involontario a condizione che abbiano avuto, nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi. Devono tuttavia aver terminato completamente la percezione della prestazione di disoccupazione.

Tra i beneficiari dell'APE sociale i lavoratori che da almeno sei mesi assistono un famigliare in condizione di disabilità ai sensi della legge 104/1992. Possono accedere solo i famigliare stretti intesi come il coniuge, la persona in unione civile o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità. Ad essi si aggiungono colo che assistono un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età.

Anche i lavoratori con un livello di disabilità superiore al 74% possono richiedere l'APE sociale.

Per tutti vale la condizione di essere iscritti ad una forma previdenziale, nelle sue diverse configurazioni. 

Tra i nuovi potenziali beneficiari cui sta pensando il Governo di includere nell'APE sociale ci sarebbero i lavoratori fragili, ossia coloro che sono privi d'invalidità, ma sono affetti da patologie gravi, i disoccupati NASpl e tutte quelle categorie di lavoratori che risultano esclusi a priori da questa formula pensionistica.  

Pensione con 35 anni di contributi: altri beneficiari

Scorriamo la lista di chi può ancora godere della pensione con 35 anni di contributi, senza dovere quindi attendere i 67 anni.

Questi sono i lavoratori del comparto difesa, sicurezza  e soccorso. Ad essi è concesso di andare in pensione don 35 anni di contributi e con 58 anni di età. La richiesta della pensione segue però lo schema della finestra mobile dei 12 mesi. 

Anche gli avvocati possono andare in pensione con 35 anni di contributi. Loro versano i contributi presso la cassa forense. Averne versati per ben 35 anni consente di chiedere la pensione di vecchiaia. A loro spetta anche il vantaggio di non applicare il calcolo contributivo. Ma l'età anagrafica da rispettare è piuttosto alta, ossia 70 anni.