Sulla base dei dati diffusi dall'Inps a marzo, si è appreso che in Italia nel 2020 l'importo medio mensile della pensione di vecchiaia è di poco meno di 1.300 euro e precisamente di 1.271,04 euro, con punte più alte nel nord Italia dove si arriva quasi a 1.340 euro.

Per molti pensionati questa cifra potrebbe non essere sufficiente a coprire tutte le spese che bisogna affrontare una volta usciti dal mondo del lavoro.

Pensione: come aggiungere 1.000 euro al mese?

Come spiegato da James Brumley sulle pagine di The Motley Fool, c'è una buona notizia: non ci vuole un patrimonio così grande per aggiungere alla propria pensione un'ulteriore entrata di 1.000 euro al mese attraverso i dividendi delle azioni.

Secondo Brumley, un simile obiettivo potrebbe essere raggiunto con un portafoglio di 300.000 euro costruito con azioni da dividendo e supponendo un rendimento medio di circa il 4%.

Il segreto per raggiungere questo allettante traguardo consiste nell'adoperarsi per tempo a costruire un futuro migliore.

Ecco di seguito 4 mosse importante da seguire per massimizzare il reddito da dividendi una volta che si è pensione.

Partire con un piano calcolato e poi aggiornarlo ogni anno

Molti investitori commettono l'errore di non pensare per tempo ad avviare e incrementare progressivamente un piano di risparmio per la pensione.

La cosa però appare meno complicata di quanto si possa pensare e se si iniziare a risparmiare da giovani, potrebbe essere necessario meno di quanto si pensa per finanziare completamente gli anni della pensione.

Come regola generale bisogna considerare che per mantenere il proprio tenore di vita anche quando si è in pensione, si ha bisogno di una riserva di circa 10 volte l'attuale stipendio.

Non per tutti sarà semplice farlo, ma chi per rientra nella classe media, sarà sufficiente accantonare mensilmente il 10%-15% del proprio stipendio, destinandolo al piano di risparmio per la pensione.

Iniziando ad esempio a 20-30 anni e spuntando un rendimento medio annuo dell'8%-9% all'anno sulle somme accantonate e investite, si potrà raggiungere l'obiettivo dei 300.000 euro.

Prima priorità alla crescita del gruzzolo, poi si passa ai dividendi

Durante gli anni in cui si è ancora al lavoro, la crescita del capitale risparmiato non deve essere focalizzata sulla massimizzazione del reddito corrente.

La priorità è infatti la crescita del portafoglio, da realizzare puntando su titoli azionari affidabili che magari offrono dividendi modesti.

Con il passare degli anni e man mano che ci si avvicina all'età della pensione. la strategia deve cambiare.

In pratica bisogna spostarsi gradualmente dai titoli azionari di crescita ad altri che pagano dividendi più corposi e affidabili, come ad esempio nel caso delle utility.

Reinvestire i dividendi, ma non per sempre

Una volta costruito un portafoglio con titoli azionari che pagano dividendi, sarà importante che i guadagni ottenuti da queste cedole siano reinvestiti nelle stesse azioni da cui provengono, attraverso un piano di reinvestimento dei dividendi, noto in America con l'acronimo DRIP.

Questa strategia può fare davvero la differenza, visto che il reinvestimento dei dividendi può far lievitare anche in maniera rilevante il valore del portafoglio.

Una volta raggiunta l'età della pensione, si potrà sospendere il DRIP, ossia il piano di reinvestimento dei dividendi, ma non si dovranno vendere le azioni in portafoglio, continuando così ad incassare le cedole.

Rendere automatici i versamenti per il piano pensione

Per raggiungere l'obiettivo che ci siamo prefissati è necessario avere disciplina e seguire regole ben precise.

Una di queste è rendere automatici i versamenti da destinare al piano di risparmio per la pensione, in modo da essere sicuri di accantonare mensilmente la somma prevista.

L'obiettivo è quello di non saltare nessun mese e di non rischiare di destinare magari quei soldi a spese di altro tipo che magari potrebbero essere non così necessarie.

Anche accantonando mensilmente 200-300 euro si possono raggiungere risultati molto interessanti anche nell'arco di un ventennio, potendo contare su rendimenti medi.

Inutile dire che il traguardo dei 300.000 euro si potrà avvicinare più agevolmente aumentando l'entità dei versamenti mensili o allungando ad esempio a 30 gli anni in cui accumulare le somme.