Quale pensione anticipata mi spetta con l’invalidità? Questa è (forse) una delle domande più frequenti poste dai lettori associata al diritto della pensione anticipata con l’invalidità e i diritti riconosciuti dalla Legge 104 articolo 3 comma 3.

Spesso si lega la presenza dell’invalidità con il diritto alla pensione, si mescolano confusamente diritti inespressi e dovuti con le diverse agevolazioni economiche e non. Ecco, perché, cercheremo di analizzare nel dettaglio la richiesta di una lettrice che ci chiede:

 “Buongiorno, mi chiamo Marta vivo a Roma sono impiegata da circa 18 anni in un’azienda, mi hanno riconosciuto la Legge 104 un’invalidità al 67%, vorrei sapere quale pensione mi spetta. Grazie della risposta”. 

La presenza dell’invalidità nella misura al 67% non permette di agganciarsi alla pensione anticipata. Avendo tralasciato d'indicare diversi elementi utili, come l’età anagrafica e il numero effettivo di contribuzione con l’eventuale primo anno di riferimento, appare difficile poter indicare delle alternative. 

In questo caso, come in tanti altri viene abbinata la percentuale d'invalidità con l’accesso alla pensione INPS. Spiace dover sottolineare che non è una condizione automatica e spesso non è sempre riconosciuta la pensione per invalidità.

L’esistenza delle percentuali d'invalidità da una misura piccola al massimo ottenibile mostra la necessità di associare diversi elementi differenti tra loro, quali: percentuale d'invalidità accertata e tipologia di lavoro. E, ancora, la classificazione dell’invalidità pensionabile, riconosciuta e le condizioni di disabilità che possono essere più o meno gravi. 

Intanto, l’invalidità al 67%, se sussistono le condizioni permettono di ricevere un assegno mensile erogato dall’INPS, come è possibile rientrare in altre agevolazioni disposte dalla normativa. 

Legge 104 e invalidità al 67%: quale pensione mi spetta?

Se la Commissione attribuisce alla persona disabile un’invalidità nella misura al 67% non si ha diritto alla pensione, ma scattano le premesse per l’assegno ordinario d'invalidità. 

Ad oggi, la vigente normativa prevede in presenza di un’invalidità accertata nella percentuale al 67% il rilascio dell’assegno ordinario d'invalidità. In sostanza, il legislatore ha previsto una misura economica poco assistenziale più previdenziale anche con un percentuale d'invalidità ridotta, se sussistono diversi criteri d'identificazione registrati nei requisiti.

È necessario che sia presente accertata un’invalidità riconosciuta in forma specifica al lavoro nella misura dei 2/3, ovvero tale da far emergere il requisito d'invalidità.

Ecco, perché, viene posta in rilievo l’influenza della disabilità sulla capacità lavorativa, correlata alle mansioni eseguite dal lavoratore, comparata con la competenza professionale e le eventuali attitudini al lavoro.

Compare un punto di differenza con l’invalidità civile riconosciuta in forma globale e richiesta dai cittadini come forma assistenziale economica

Per poter ottenere l’assegno ordinario d'invalidità è necessario che la Commissione ponga in rilievo la presenza di un una forma d'infermità fisica o mentale o un difetto associabile a tale condizione che produca una diminuzione della capacità a esercitare quotidianamente una qualsiasi attività lavorativa nella misura di meno di 1/3. 

Dalla pensione all'assegno ordinario d'invalidità al 67% e Legge 104, ecco come viene calcolato

La norma colloca l’assegno ordinario d'invalidità come una prestazione previdenziale, non incamera il carattere economico assistenziale. 

Sotto questo aspetto, appare opportuno prendere in esame la presenza di altri criteri di giudizio previdenziale che abbracciano il rilascio dell’assegno ordinario d'invalidità, tra cui: 

  • la natura della prestazione economica riveste pienamente il carattere previdenziale, per cui sono necessari un minimo di cinque anni registrati come anzianità contributiva. Di questo quinquennio contributivo almeno tre anni di versamenti devono risultare registrati negli ultimi cinque anni; 
  • la presenza di un’invalidità certificata nella misura di 2/3, ovvero una diminuzione della capacità nell’esercitare un’attività lavorativa accertata a meno di 1/3;
  • nessuna limitazione anagrafica pregiudica l’ingresso alla prestazione economica. 

La natura della prestazione prevede l’accostamento del requisito medico – legale strettamente connesso al requisito contributivo, ed esclude un limite anagrafico. 

L’INPS procede al calcolo dell’assegno ordinario d'invalidità tenendo conto della contribuzione effettiva alla pari di un normale trattamento previdenziale, nello specifico:

  • viene applicato il calcolo retributivo considerando una bassa reddituale, ovvero la media delle ultime buste paghe registrate al 31 dicembre 2011, successivamente con il metodo contributivo, in cui si considera l’età pensionabile e i versamenti accreditati per coloro che vantano almeno 18 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995;
  • viene applicato il sistema misto che comprende il metodo retributivo per il periodo fino al 31 dicembre 1995, successivamente il metodo contributivo per coloro che hanno maturato un valore inferiore di 18 anni di versamenti al 31 dicembre 1995;
  • viene applicato il sistema integralmente contributivo per coloro che vantano una contribuzione accreditata al 31 dicembre 1995. 

I benefici di chi possiede un’invalidità al 67% 

Se viene riconosciuta un’invalidità al 67% spettano diverse agevolazioni o benefici. Infatti, è possibile richiedere il contrassegno per il parcheggio disposto per i disabili. Anche, in questo caso la Commissione deve rilasciare quest’agevolazione nella fase dell’accertamento della forma di menomazione rilevata nel verbale di accertamento. 

Ricordiamo che la presenza di un’invalidità dal 33,33% non apre l’accesso a un ampio portafoglio di agevolazioni, ma permette il diritto alle protesi e ausiliari associati alla patologia riscontrata dalla Commissione medica. 

Se l’invalidità accertata risulti superiore alla misura dei 2/3, spetta l’esenzione dal pagamento del ticket sia riferito alle prestazioni mediche specialistiche che per quelle strumentali di diagnosi.

Il disabile non dovrà versare alcun onere per la parte considerata come quota fissa applicata alla ricetta. In ogni caso, si consiglia di verificare la presenza delle disposizioni sull’esenzione parziale e totale disposta dalle autorità regionali e locali. 

Con l’invalidità al 67% mi spetta il congedo retribuito?

In presenza di un’invalidità che supera la misura del 50% è possibile richiedere un congedo retribuito associabile alle cure necessarie a tutela della salute sulla base dell’infermità riconosciuta. Il periodo temporale massimo richiedibile non può superare i 30 giorni annui. 

Il congedo o anche definito indennità non viene associato solo al periodo strettamente legato per le visite mediche, ma viene riconosciuto per permettere al lavoratore di eseguire un ciclo di cure, trattamenti connessi alla disfunzione invalidante accertata.

A titolo di esempio, rientrano nell’indennità il periodo legato alle terapie oncologiche, riabilitative, fisioterapiche e così via. 

Il rilascio del congedo al lavoratore è subordinato dalla presenza del certificato prodotto dal medico curante. L’indennità viene retribuita alla stregua della malattia. Si, precisa, altresì che il congedo non viene considerato come periodo di comporto, quindi esclude la conservazione del posto di lavoro. 

Collocamento e invalidità al 67%

In presenza di un’invalidità al 67% è possibile richiedere l’iscrizione al collocamento mirato, ovvero rientrare nelle categorie protette. 

In breve, si tratta della possibilità di essere inseriti nelle quote di riserva, ovvero dei posti che le aziende sono obbligate a rendere disponibili per i lavoratori inseriti nelle categorie protette. 

Infine, coloro che rientrano in un’invalidità dal 67% possono ottenere diverse agevolazioni come anche l’assegnazione alle case popolari, oltre all’esonero del vincolo della reperibilità disposto nelle visite fiscali, necessario per non inficiare il periodo di malattia.