E' stato battezzato incremento al milione: ci riferiamo all'aumento riservato ai percettori della pensione di invalidità e la porta a 651,12 euro. No, signori. Questa non è una novità legata al Governo guidato dal premier Mario Draghi: è una maggiorazione degli importi degli assegni che affonda le radici nel Governo Conte II, ma della quale alcuni nostri lettori ci chiedono aggiornamenti.

Sintetiziamo un po' la vicenda. La Corte di Cassazione, con la sentenza 152 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 30 del 22 luglio 2020, aveva imposto che la maggiorazione della pensione di invalidità a 651,12 potesse essere applicata anche ai disabili che avesseo superato i 60 anni. Il Governo Conte aveva inserito in quello che, nel 2020, era stato battezzato come Decreto Agosto, il cosiddetto incremento al milione a quanti fossero portatori di handicap con percentuale al 100%. I soggetti coinvolti sono non vedenti, sordi e quanti siano titolati di pensioni di inabilità indipendentemente dall'età anagrafica.

Pensioni di invalidità: a chi spettano gli aumenti!

La vasta platea dei percettori della pensione di invalidità, purtroppo, non è costituita unicamente da quanti abbiano un handicap al 100%. A loro cosa può succedere? Tutti gli altri casi, compresi quanti abbiano un'invalidità civile con una percentuale compresa tra il 74 ed il 99%, devono sottostare a delle limitazioni anagrafiche. Alcuni aumenti spettano a quanti ricevano anche una misura assistenziale per la propria invalidità. Qualche soldo in più li potranno ricevere quanti stiano beneficiando di un pensione di tipo previdenziale, che generalmente viene assegnate a quanti abbiano un capacità lavorativa ridotta (di almeno due terzi), e che abbia provveduto a versare almeno cinque anni di contributi. Per l’integrazione al trattamento minimo, invece, si arriva fino a 515,58 euro, perché riconosciuta solo ai trattamenti previdenziali e non agli invalidi civili.

Questo non è tutto. L'incremento al milione spetta anche a quanti stiano beneficiando della pensione di inabilità ed abbiano compiuto i 18 anni. Per poterlo ottenere, però, è necessario soddisfare alcuni requisiti. Quanti, invece, ricevono l'assegno di invalidità per ottenere l'aumento devono attendere il compimento dei 60 anni. Questa differenza è dettata dal fatto che nel corso del 2019, l'Inps ha riconosciuto la maggiorazione sociale - indipendentemente dall'età che abbiano compiuto - a quanti siano titolati di una pensione di invalidità civile totale, a quanti stiano percependo una pensione per ciechi, per sordi o a quanti stiano ricevendo un qualsiasi tipo di pensione di inabilità di tipo previdenziale. L'Inps provvederà a riconoscere l'aumento della pensione di invalidità, con la maggiorazione al milione, per tutte le tredici mensilità.

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Pensioni che spariscono per colpa del Covid!

Ovviamente ci sono dei limiti di reddito per vedersi accreditati gli aumenti relativi alla pensione di invalidità. Nel caso in cui il beneficiario sia non coniugato questo è pari a 8.476,26 euro. Nel caso in cui si dovesse parlare di un beneficiario coniugato il reddito sale a 14.459,90 euro annui. In questa sede è necessario sottolineare che per determanare la soglia del requisito reddituale concorrono tutti i redditi a qualsiasi titolo: quelli assoggetabili all'Irpef, quelli tassati alla fonte, quelli esenti da Irpef.

Nei vari conteggi per calcolare il reddito annuo si deve escludere:

  • casa di abitazione;
  • pensione di guerra;
  • indennità di accompagnamento;
  • trattamenti di famiglia;
  • indennizzo in favore dei soggetti danneggiati da complicazioni irreversibili causate da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati.

Per poter ottenere l'aumento della pensione di invalidità di tipo previdenziale è di 6.702,54 euro per il pensionato non sposato e di 12.686,18 euro per il pensionato coniugato.

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Pensioni, tutti gli aumenti previsti!

In questa sede è bene ricordare  che la pensione di invalidità viene erogata nel momento in cui il diretto interessato, a seguito della presentazione di una domanda, abbia un'invalidità pari al 100%. Ovviamente questa indennità viene erogata quando si manifestino delle patologie gravi permanenti o che necessitino di cure perpetue. Per poter ottenere la pensione di invalidità è necessario passare un esame medico, che certifichi le patologie. Una volta superato questo esame, l'Inps provvederà ad erogare un assegno mensile pari a 287,09 euro al mese per un totale di 13 mensilità.

A questa cifra si possono aggiungere alcuni incentivi, come ad esempio la maggiorazione sociale, che potrebbero portare l'assegno a 651,12 euro (il milione di cui abbiamo parlato nei paragrafi precedenti). Nel caso in cui venga riconosciuta un'invalidità al 100%, il titolare della pensione potrebbe ricevere un'indennità di accompagnamento pari a 522,10 euro al mese, per dodici mensilità. Un totale di 1.173,22 euro, che rappresentano il tetto massimo ottenibile. Qualora, naturalmente, si rientri in tutte e tre le circostanze. Certo, la speranza è che tali circostanze non debbano mai verificarsi.

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