Sono attimi di preoccupazione quelli che si stanno presentando a chi sta ricevendo dall'Inps la richiesta di dover comunicare la propria situazione reddituale al fine di conservare l'assegno della pensione di invalidità. Ci sono alcune prestazioni assistenziali erogate dall'Inps che richiedono la conferma annuale della conservazione dei requisiti reddituali. In assenza di comunicazione, o di possesso dell'informazione direttamente da parte dell'Inps grazie ai database con l'Agenzia delle Entrate, il titolare della prestazione corre il rischio di vedersi bloccare il pagamento dell'importo. Se l'obbligo annuale di comunicazione dei redditi, che non può più essere fatto tramite i CAF, è disatteso dal percettore della pensione di invalidità, l'Inps invia un sollecito, come sta avvenendo per gli anni 2017 e 2018. Se anche dopo il sollecito, il beneficiario della pensione non da riscontro, l'Inps revoca la prestazione. Ecco cosa bisogna fare per evitare.

Pensione invalidità: obbligo di comunicare i redditi

Le prestazioni assistenziali e previdenziali erogati dall'Inps e collegati ai redditi personali, possono continuare ad essere percepiti solo se il titolare della pensione di invalidità, conferma la sussistenza dei requisiti economici. Non solo per la pensione di invalidità, ma anche le pensioni di inabilità, gli assegni di frequenza, le pensioni non reversibili per ciechi e sordomuti ed anche l'assegno mensile per gli invalidi parziali. 

Per tutte queste prestazioni di assistenza, ci sono dei limiti reddituali personali che non devono essere superati per non perdere il pagamento.

Ad esempio per le pensioni di inabilità, il requisito reddituale annuale personal del beneficiario non deve superare 16.982,49 euro; per l'indennità di frequenza il tetto reddituale del minore non deve essere superiore a 4.931,29 euro.

Nel primo anno di erogazione della prestazione, l'Inps richiede un'autocertificazione relativamente ai redditi percepiti ed una stima per l'anno successivo. Dall'anno dopo quello di prima erogazione, l'Inps richiede che vengano comunicati i redditi effettivamente percepiti nell'anno precedente. Questo è richiesto solo nel caso in cui l'Inps non riesce ad avere l'informazione dai sistemi dell'Agenzia delle Entrate o dal ministero del lavoro per quanto riguarda sia le dichiarazioni reddituali che la situazione occupazionale. In assenza, il titolare deve comunicarli mediante il modulo RED.

Nel 2019 l'Inps ha varato la cosiddetta campagna RED (campagna redditi) per il 2018 e la campagna RED 2018 solleciti, per i redditi del 2017. Con il messaggio n° 2756 del 28-07-2021, l'Inps ha comunicato che per tutti coloro che non hanno fornito informazione sul reddito, i pagamenti della pensione di invalidità e degli assegni assistenziali saranno stoppati, e le prestazioni revocate.

Pensione invalidità: cosa dichiarare come redditi

Per non sbagliare o rendere dichiarazioni incomplete, si deve seguire quanto richiede la legge in merito ai redditi da comunicare per confermare le prestazioni assistenziali collegate ai redditi stessi. IN particolare il D. L n. 78 del 2010 al comma 6 dell’articolo 13 convertito con modificazioni dalla legge 122/2010, dispone

Ai  fini  della razionalizzazione degli adempimenti  di  cui  all'articolo 13  della legge 30 dicembre 1991, n. 412, i titolari di  prestazioni  collegate al reddito, di cui al precedente comma  8, che non  comunicano integralmente all'Amministrazione finanziaria la situazione reddituale incidente sulle prestazioni in godimento, sono tenuti ad effettuare la comunicazione dei dati reddituali agli Enti previdenziali che erogano la prestazione.

In altri termini per chi effettua la dichiarazione dei redditi, singolarmente o congiuntamente, e quindi l'Inps può recupare i dati reddituali dall'Agenzia delle Entrate, non c'è alcun obbligo. Per gli altri che non dispongono di alcuna dichiarazione reddituale, devono effettuare la dovuta comunicazione relativamente ai redditi dall'anno precedente. Vanno dichiarati i redditi da

  • Lavoro dipendente e assimilati prestato in Italia e all’estero;
  • Arretrati di lavoro dipendente in Italia e all’estero riferiti ad anni precedenti;
  • Redditi da lavoro autonomo (redditi prodotti da: lavoro autonomo, professionale e d’impresa,  coltivatori diretti, mezzadri e coloni,  imprenditori agricoli a titolo principale, artigiani ed esercenti attività  commerciali, iscritti alle gestioni previdenziali amministrate dall'Istituto; ogni altro reddito da lavoro autonomo prestato in Italia o all’estero, anche occasionale, indipendentemente dalle modalità di dichiarazione a fini fiscali;  reddito agrario nel caso in cui il titolare del reddito sia intestatario di partita IVA);
  • Arretrati di integrazione salariale riferiti ad anni precedenti (Cassa integrazione guadagni);
  • Importo delle trattenute di lavoro effettuate dal datore di lavoro;
  • Prestazioni coordinate e continuative – lavoro a progetto.

Pensione di invalidità: rischio sospensione dei pagamenti

Con la campagna RED 2019, sia sui redditi 2018 che sui solleciti relativi ai redditi 2017, l'Inps ha posto il termine per coloro che non faranno le comunicazioni d'obbligo, previste per legge, dei redditi personali su cui convalidare o meno l'erogazione della pensione. Con la circolare n° 2756 del 28-07-2021, l'Inps identifica i soggetti che sono chiamati, se in presenza di altri redditi percepiti oltre alla prestazione assistenziale, a dover comunicare la propria situazione reddituale. A dover rispondere all'Inps sono coloro che percepiscono:

  • pensione di inabilità (di cui all’articolo 12 della legge 30 marzo 1971, n. 118, di conversione in legge del D.L. 30 gennaio 1971, n. 5);
  • assegno mensile di assistenza (di cui all’articolo 13 della legge n. 118/1971);
  • pensione ai ciechi civili (di cui alla legge 27 maggio 1970, n. 382);
  • pensione ai sordi (di cui all’articolo 1 della legge 26 maggio 1970, n. 381);
  • assegno sociale (di cui all’articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e all’articolo 19 della legge n. 118/1971).

Per tutti i percettori di queste prestazioni, l'Inps aveva già inviato una comunicazione per rilevare i redditi del 2017. Con la campagna RED 2019, l'Inps sollecita la comunicazione dei redditi relativi all'anno 2017 e richiede anche la comunicazione dei redditi degli anni 2018. Stiamo parlando di oltre 68.000 percettori che per il 2017 l'Inps invita a regolarizzare la posizione pena la sospensione e poi la revoca delle relative pensioni da invalidità civile.

Pensione di invalidità: come avviene lo stop dei pagamenti

Le attività di controllo dell'Inps per arrivare a dare lo stopo ai pagamenti della pensione di invalidità, sono piuttosto automatizzate. Per le prestazioni assistenziali collegate ai redditi personali, essendo personali, l'Inps ha le informazioni personali dei beneficiari, ed in particolare l'età anagrafica. L'Inps quindi estrae l'elenco dei soggetti in età lavorativa attiva (fascia di età da 18 a 65 anni e 7 mesi) che ricevono una pensione o assegno di invalidità, e verifica chi di essi ha fatto la comunicazione dei redditi oppure chi ha fatto una dichiarazione dei redditi. Per differenza, l'Inps sta inviando un preavviso di stop del pagamento della prestazione, mediante raccomandata A/R. Dalla data di ricevimento della comunicazione (fa fede la data con cui il postino rilascia la comunicazione facendo firmare l'accettazione) il titolare della pensione di invalidità ha 60 giorni di tempo per regolarizzare la posizione, accedendo al servizio sul sito Inps “Ricostituzione reddituale per sospensione art.35 comma 10 bis D.L. 207/2008”. Se il titolare della pensione di invalidità non da riscontro nei termini, l'Inps procede con la sospensione dei pagamenti della pensione. Lo stop ai pagamenti è comunicato al beneficiario della pensione con un'altra raccomandata. In questa comunicazione l'Inps concede altri 60 giorni per comunicare i redditi. Trascorso inutilmente anche questo tempo, l'Inps revoca di fatto la pensione di invalidità e chiede il rimborso delle somme erogate tra il 2017 e 2021. 

Stop pagamenti pensione di invalidità: come evitare

L'unico modo per evitare prima la stop dei pagamenti della pensione di invalidità e poi la revoca, è quello di comunicare i redditi percepiti per gli anni oggetto della comunicazione di Inps, entro i termini previsti. La comunicazione va fatta in via telematica usando il modello RED che può essere usato anche da chi ha fatto la dichiarazione dei redditi, ma ha altre forme di reddito da dichiarare. Questi redditi sono da riportare:

  • Reddito da collaborazione coordinata e continuativa o assimilato; 
  • Reddito derivante da indennità di funzione e gettoni di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni;
  • Pensioni estere dirette, pensioni estere ai superstiti, pensioni estere da infortunio sul lavoro;
  • Reddito da lavoro autonomo, anche occasionale;
  • Redditi da interessi bancari, postali, dei BOT, dei CCT e altri titoli di Stato, proventi di quote di investimento, soggetti a ritenuta d’acconto alla fonte a titolo d’imposta o sostitutiva dell’IRPEF.

Il modello RED è desumibile accedendo con lo SPID al sito dell'Inps nella sezione myInps e scegliere Stringhe di emissione campagne RED e dichiarazioni di responsabilità.