La pensione di invalidità e tutti gli altri assegni e prestazioni assistenziali che l'Inps eroga, collegate però alla situazione reddituale, è sospesa nel momento in cui mancano le dichiarazioni reddituali ovvero le informazioni reddituali che permettono all'ente nazionale di previdenza sociale di continuare a pagare la prestazione. Questo sta accadendo ai percettori di assegni e pensioni assistenziali che, nonostante i solleciti inviati dall'Inps, non abbiano comunicato i dati reddituali. In questi giorni l'Inps sta ancora invitando chi nel 2017 e 2018 non aveva comunicato i redditi, di provvedere quanto prima. Il prossimo passo, in assenza di risposta è la revoca della prestazione e quindi del pagamento, oltre al recupero delle somme percepite per gli anni in cui la comunicazione dei redditi doveva essere fatta. Diventa quindi importante, per coloro che hanno una pensione, assegno o prestazione assistenziale, collegata al reddito, provvedere annualmente alla comunicazione dei redditi qualora tale informazione non sia già in possesso dell'Inps.

Pensione invalidità: il reddito personale va dichiarato

La procedura per l'assegnazione della pensione di invalidità parte dal riconoscimento dello stato di salute da parte della commissione medico-legale dell'ASL di competenza, che accerta lo stato di invalidità e la percentuale della stessa. In base alla normativa vigente, la pensione di invalidità, è riconosciuta a partire da una percentuale superiore al 74%. Ma non è sufficiente la certificazione di invalidità! La pensione, come erogazione economica può essere percepita solo su domanda. Infatti dopo l'ottenimento dell'invalidità almeno superiore al 74%, il beneficiario deve presentare domanda dichiarando la propria situazione reddituale. Con le nuove procedure Inps, mentre prima era necessario compilare il modulo AP70, ora si può direttamente fare richiesta della prestazione economica insieme alla domanda di invalidità. 

Come è stato scritto, la domanda deve indicare la situazione economica. Quindi la pensione di invalidità, o inabilità totale al lavoro, è collegata al reddito. Ogni prestazione assistenziale prevede una soglia di reddito, oltre la quale la pensione non è erogata. Ecco perchè è importante comunicare ogni anno, nel caso in cui il beneficiario della pensione di invalidità non faccia la dichiarazione dei redditi, singolarmente o congiuntamente, la propria situazione reddituale. 

I requisiti economici non sono richiesti solo per la pensione di invalidità, ma anche per le pensioni di inabilità, gli assegni di frequenza, le pensioni non reversibili per ciechi e sordomuti ed anche l'assegno mensile per gli invalidi parziali. 

Pensione di invalidità: quando l'Inps la sospende

Il pagamento della pensione di invalidità è a cura dell'Inps. Tuttavia, l'importo pagato ogni mese, può essere sospeso nel caso in cui la condizione di invalidità cambia, facendo venire meno il diritto all'erogazione. Questo può accadere nel caso di dichiarazioni di invalidità soggette a revisione. Ma l'Inps può sospendere il pagamento mensile della pensione di invalidità anche nel caso in cui il beneficiario non comunichi i propri redditi laddove la prestazione è collegata al reddito. Ad esempio per le pensioni di inabilità, il requisito reddituale annuale personale del beneficiario non deve superare 16.982,49 euro; per l'indennità di frequenza il tetto reddituale del minore non deve essere superiore a 4.931,29 euro.

Questi dati reddituali vanno comunicati annualmente all'Inps per poter avere la garanzia che la pensione sia pagata con regolarità. 

Nel primo anno di erogazione della prestazione, l'Inps richiede un'autocertificazione relativamente ai redditi percepiti ed una stima per l'anno successivo. Dall'anno dopo quello di prima erogazione, l'Inps richiede che vengano comunicati i redditi effettivamente percepiti nell'anno precedente. Questo è richiesto solo nel caso in cui l'Inps non riesce ad avere l'informazione dai sistemi dell'Agenzia delle Entrate o dal ministero del lavoro per quanto riguarda sia le dichiarazioni reddituali che la situazione occupazionale. In assenza, il titolare deve comunicarli mediante il modulo RED.

Pensione invalidità: a chi l'Inps sospende il pagamento

Ad essere interessati dalla sospensione della pensione di invalidità sono coloro che non hanno dato risposta all'Inps in merito ai redditi del 2017 e 2018. Nel 2019 l'Inps ha varato la cosiddetta campagna RED (campagna redditi) per il 2018 e la campagna RED 2018 solleciti, per i redditi del 2017. Queste campagne avevano lo scopo di richiedere ai beneficiari di prestazioni di assistenza collegati al reddito, di comunicare i dati reddituali, che risultavano assenti nei sistemi dell'Inps. L'istituto, con il messaggio n° 2756 del 28-07-2021, ha comunicato che per tutti coloro che non avessero fornito informazione sul reddito, i pagamenti della pensione di invalidità e degli assegni assistenziali sarebbero stati bloccati, e poi successivamente avrebbe revocato le prestazioni. 

Pensione invalidità: campagna RED, cosa è

La campagna RED, o campagna redditi, è la modalità con cui l'Inps richiede ai titolari di prestazioni economiche pagate dall'Inps e collegate ai redditi, di rispettare la legge, in particolare il D. L n. 78 del 2010 che al comma 6 dell’articolo 13 convertito con modificazioni dalla legge 122/2010, dispone

Ai  fini  della razionalizzazione degli adempimenti  di  cui  all'articolo 13  della legge 30 dicembre 1991, n. 412, i titolari di  prestazioni  collegate al reddito, di cui al precedente comma  8, che non  comunicano integralmente all'Amministrazione finanziaria la situazione reddituale incidente sulle prestazioni in godimento, sono tenuti ad effettuare la comunicazione dei dati reddituali agli Enti previdenziali che erogano la prestazione.

L'Inps richiede a chi non effettua la dichiarazione dei redditi, oppure non ha un CUD ed anche a chi invece ha sia il CUD che fa la dichiarazione dei redditi, ma ha altri redditi da dichiarare, di comunicare i propri dati reddituali, attraverso la procedure RED. Ma quali sono i redditi che devono essere obbligatoriamente dichiarati, laddove l'Inps non ha alcuna informazione desumibile da altre fonti?

  • Lavoro dipendente e assimilati prestato in Italia e all’estero;
  • Arretrati di lavoro dipendente in Italia e all’estero riferiti ad anni precedenti;
  • Redditi da lavoro autonomo (redditi prodotti da: lavoro autonomo, professionale e d’impresa,  coltivatori diretti, mezzadri e coloni,  imprenditori agricoli a titolo principale, artigiani ed esercenti attività  commerciali, iscritti alle gestioni previdenziali amministrate dall'Istituto; ogni altro reddito da lavoro autonomo prestato in Italia o all’estero, anche occasionale, indipendentemente dalle modalità di dichiarazione a fini fiscali;  reddito agrario nel caso in cui il titolare del reddito sia intestatario di partita IVA);
  • Arretrati di integrazione salariale riferiti ad anni precedenti (Cassa integrazione guadagni);
  • Importo delle trattenute di lavoro effettuate dal datore di lavoro;
  • Prestazioni coordinate e continuative – lavoro a progetto.

Pensione di invalidità: l'Inps avvia la sospensione

Con la circolare n° 2756 del 28-07-2021, l'Inps ha informato chi deve fornire i dati reddituali, prima che effettui la revoca della prestazione. Al momento l'Inps ha avviato la procedura di sospensione del pagamento della pensione di invalidità. I dati reddituali da comunicare sono quelli relativi ai redditi 2018 e 2017, mentre i soggetti che devono effettuare la comunicazione sono i titolari di 

  • pensione di inabilità;
  • assegno mensile di assistenza;
  • pensione ai ciechi civili;
  • pensione ai sordi;
  • assegno sociale.

La procedura di sospensione dei pagamenti delle prestazioni sopra riportate avviene in modo piuttosto automatizzata grazie all'incrocio di diversi archivi presenti sia presso l'Inps che l'Agenzia delle Entrate o Ministero del Lavoro. Il primo controllo che effettua l'Inps è quanti dei beneficiari di prestazioni collegate al reddito, come la pensione di invalidità, sono in età lavorativa, quindi tra 18 a 65 anni e 7 mesi. Di questi, l'Inps verifica la presenza o meno dei dati reddituali, sia mediante le dichiarazioni dei redditi che i moduli RED. Tutti coloro che ricevono la pensione di invalidità, ma non hanno comunicato i redditi, sono l'oggetto delle comunicazioni Inps di sospensione del pagamento della pensione. 

Pensione di invalidità: come arriva la revoca

La comunicazione di sospensione dei pagamenti della pensione di invalidità, da parte dell'Inps, avviene mediante raccomandata con ricevuta di ritorno. Dalla data di ricevimento della comunicazione (fa fede la data con cui il postino rilascia la comunicazione facendo firmare l'accettazione) il titolare della pensione di invalidità ha 60 giorni di tempo per regolarizzare la posizione, accedendo al servizio sul sito Inps “Ricostituzione reddituale per sospensione art.35 comma 10 bis D.L. 207/2008”. Se il titolare della pensione di invalidità non da riscontro nei termini, l'Inps procede con la sospensione dei pagamenti della pensione. Lo stop ai pagamenti è comunicato al beneficiario della pensione con un'altra raccomandata. In questa comunicazione l'Inps concede altri 60 giorni per comunicare i redditi. Trascorso inutilmente anche questo tempo, l'Inps revoca di fatto la pensione di invalidità e chiede il rimborso delle somme erogate tra il 2017 e 2021. 

Per evitare la sospensione dei pagamenti prima, e la revoca dopo, il titolare della prestazione deve semplicemente attenersi a quanto richiesto dall'Inps, ossia comunicare i dati reddituali. 

La comunicazione va fatta in via telematica usando il modello RED che può essere usato anche da chi ha fatto la dichiarazione dei redditi, ma ha altre forme di reddito da dichiarare come pensioni estere, reddito da lavoro autonomo, interessi bancari, proventi da investimento.