Aumenti nel cedolino della pensione di novembre in pagamento a fine ottobre, per i percettori della pensione di invalidità. Chi ha una invalidità superiore al 34% e percepisce il relativo importo della prestazione assistenziale, nel cedolino della pensione di novembre si troverà 263,67 euro in più. Ma questo importo non è riconosciuto a tutti i titolari della pensione d'invalidità.

L'importo in questione, pagato mensilmente, è l'assegno di incollocabilità che è riconosciuto agli invalidi di guerra o per servizio, che dopo accertamento medico-legale, non hanno più possibilità di essere ricollocati nel mercato del lavoro. L'assegno di inocollocabilità è riconosciuto però solo se la percentuale di invalidità è superiore al 34%, e appunto solo se le condizioni psico-fisiche non permettono più di svolgere attività lavorativa. Questa condizione non si esaurisce nell'incapacità soggettiva a svolgere una mansione, ma nel fatto che la persona possa arrecare danno o pregiudizio a se, agli altri e agli impianti, a seguito della propria condizione di salute. 

Per questa maggiorazione, il riconoscimento dell'incollocabilità è autorizzata dall'INAIL.

Anche l'importo è pagato dall'INAIL ma solo se il titolare dell'invalidità è riconosciuto inabile a qualsiasi tipologia di lavoro. La misura dell'importo è calcolata in base al livello di invalidità. 

Pensione invalidità: i beneficiari dell'assegno di incollocabilità

Bisogna fare un salto di oltre 40 anni per ritrovare nel panorama dei trattamenti integrativi della pensione di invalidità, l'assegno di incollocabilità. Questo infatti è stato introdotto dall'dall'articolo 20 del DPR 915/1978 e dall'articolo 104 del DPR 1092/1973

I beneficiari dell'assegno di incollocabilità non sono tutti i titolari di pensione d'invalidità, ma solo coloro che hanno una pensione d'invalidità di guerra ed una pensione privilegiata. A queste due categorie si aggiungo anche i percettori dell'assegno rinnovabile per infermità riconosciuta da INAIL, collocandosi nelle categorie dalla seconda all'ottava in base alle tabelle previste dall'Inail per l'invalidità da lavoro.

Si comprende facilmente che l'assegno di incollocabilità è una misura straordinaria riconosciuta a chi, già avendo una pensione "speciale" non è in grado di poter svolgere un lavoro e per vivere ha quindi bisogno di un trattamento integrativo. L'accertamento di non collocabilità nel mondo del lavoro è effettuato dall'INAIL che deciderà in base al grado di invalidità, l'ammontare dell'assegno. 

Diverso invece il percorso per i titolari della pensione di invalidità civile sulla loro residua capacità di lavorare. In questo caso l'ente che accerta l'abilità al lavoro è l'Inps che deciderà se la persona con disabilità o invalidità civile potrà esser abile al lavoro ed in quali mansioni oppure no. Nel primo caso ci sarà la possibilità per quella persona di poter essere iscritta alle liste di collocamento mirato, ai sensi della legge 69/99.

L'assegno di incollocabilità è quindi connesso alla condizione di non poter essere inserito nel mondo del lavoro. Ma non basta. Non si deve aver superato i 65 anni di età. Dopo questa soglia infatti scatta direttamente la pensione Inps.

Pensione invalidità di guerra per ricevere l'assegno di incollocabilità

Il riconoscimento dell'assegno di incollocabilità è collegato a due particolari prestazioni economiche già in corso di erogazione, con il cedolino di novembre: si tratta della pensione di guerra oppure della pensione privilegiata

Quest'ultima è la pensione assegnata a chi, per lo svolgimento della propria attività, abbia subito un infortunio oppure abbia contratto una malattia da lavoro. Da questi due eventi ne sia conseguita un'invalidità da cui, mediante accertamento INAIL ne sia derivata una pensione particolare, appunto chiamata privilegiata.  Lo stabilisce l'articolo 6 della legge 222/1984 ed è rivolto a tutti i lavoratori del settore privato iscritti all'assicurazione obbligatoria, ossia il datore di lavoro paga il premio all'INAIL. 

Se l'invalidità quindi è collegata al lavoro, infortunio o malattia, il conseguente trattamento INAIL prende il nome di pensione privilegiata di inabilità o assegno privilegiato di invalidità.

Il privilegio è riconosciuto nel fatto che non si devono aver maturati almeno cinque anni di iscrizione all'Inps nè di aver dovuto versare cinque anni di contribuzione. Queste condizioni invece sono richieste per chi ha invece diritto alla  pensione di inabilità o all'assegno di invalidità.

Pensione invalidità privilegiata: più soldi nel cedolino

Veniamo ora al "quantum" dell'assegno di incollocabilità che si somma alla pensione di invalidità privilegiata o alla pensione di invalidità di guerra, erogate con il cedolino di novembre.

Per i titolari di questi trattamenti, l'importo dell'assegno di incollocabilità ammonta a 263,67 euro al mese. Questo è l'importo riconosciuto per il 2021. 

Per chi invece ha un'invalidità derivante dal servizio, il trattamento economico è variabile e dipende dal trattamento privilegiato. Nello specifico, 

è pari alla differenza tra il trattamento corrispondente alla pensione privilegiata di 1^ categoria comprensivo dell'assegno di superinvalidità di cui alla tabella E, lettera H, allegata al d.P.R. n. 915/1978, e successive modificazioni, esclusa l’indennità di assistenza e di accompagnamento, e l'importo della trattamento complessivo di cui gli invalidi risultano titolari. 

L'Inail rivaluta ogni anno tali importi e per il 2021 il tasso di rivalutazione è stato di 0,5% rispetto al 2020. Nel 2022 si dovranno verificare i coefficienti di rivalutazione in base all'inflazione, che a settembre si è attestata a +2,6%. Su questo aspetto tutte le pensioni saranno oggetto di rivalutazione, anche quelle di invalidità.

Per approfondire il tema si consiglia la lettura dell'articolo Novità Legge 104: aumenta la pensione d'invalidità per tutti.

Assegno incollocabilità: come funziona nel pubblico

Il settore pubblico non è equiparato nella sua totalità al settore privato. In quest'ultimo qualsiasi sia l'attività svolta ed il settore in cui è svolta, in caso di pensione privilegiata, l'INAIL riconosce il trattamento dell'assegno di incollocabilità.

Nel settore della pubblica amministrazione invece, con la legge Fornero, ed in particolare all'art.6 (legge 201/2011) possono ricevere l'assegno di incollocabilità come trattamento integrativo, solo  i dipendenti appartenenti alle Forze Armate, all’Arma dei Carabinieri, alle Forze di Polizia ad ordinamento civile (Polizia di Stato, Corpo forestale dello Stato e Polizia Penitenziaria) e militare (Guardia di finanza), al comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico.

Non sono invece inclusi i dipendenti civili del pubblico impiego per i quali funziona invece l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali. Ma anche in questo caso a poter avere accesso a trattamenti economici per il subentro di invalidità collegate al servizio, sono solo i dipendenti del pubblico impiego che prestano attività lavorativa in ambiti considerati pericolosi da parte dell'INAIL. 

Pensione invalidità privilegiata: domanda per l'assegno di incollocabilità 

Il riconoscimento dell'assegno di incollocabilità può avvenire in due modi.

Un'erogazione d'ufficio, che si attua quando l'accertamento dell'incollocabilità è fatta durante lo svolgimento dell'attività stessa, per cui si procede con la risoluzione del rapporto di lavoro. L'assegno di  incollocabilità è erogato immediatamente.  

Negli altri casi per poter avere il riconoscimento dell'assegno di incollocabilità, si deve procedere con l'inoltro della domanda all'ente che eroga la pensione di guerra o di inabilità. Per non perdere l'assegno di incollocabilità, si deve rispettare il requisito di non aver superato i 65 anni di età. Ma ci sono anche vincoli temporali per la presentazione della domanda che sono rappresentati da cinque anni dalla cessazione del lavoro e dalla manifestazione della malattia, qualora questa sia comparsa dopo avere terminato risolto il rapporto di lavoro.  A sancirlo la Corte Costituzionale con sentenze n. 323 del 30 luglio/1° agosto 2008 e n. 43 del 19/3/2015

nei casi in cui la malattia insorga dopo i cinque anni dalla cessazione del servizio, l’istanza di trattamento pensionistico di privilegio è ammessa qualora non siano decorsi cinque anni dalla manifestazione della malattia stessa.

Pensione privilegiata di invalidità: quando è cumulabile

Ricevere l'assegno di incolocabilità a fronte della pensione privilegiata o di guerra non preclude la possibilità di poter percepire altri trattamenti. In particolare, alla pensione privilegiata si possono sommare altri redditi o trattamenti di quiescenza ricevuti in connessione allo svolgimento di altra attività lavorativa che non ha determinato l'invalidità e di conseguenza l'erogazione della pensione privilegiata.

A riconoscere la cumulabilità ci pensa la legge. Tra i trattamenti che possono sommarsi alla pensione d'invalidità privilegiata ci sono l'equo indennizzo, il rimborso delle spese di degenza e i cd. assegni accessori (assegno di superinvalidità, indennità di assistenza e accompagnamento, assegno d'integrazione per i familiari a carico, assegno di cumulo per infermità, indennità speciale annua, assegno di incollocabilità).

Sul fronte della reversibilità, la pensione privilegiata ma anche quella di guerra sono riversibili, anche a favore del figlio invalido purchè si dimostri che il figlio sia fiscalmente a carico e che sia stato mantenuto dal pensionato deceduto. Nello specifico i figli maggiorenni inabili devono avere un reddito non superiore a quello fissato per il diritto alla pensione di invalidità al 100% (ovvero circa 1250 euro mensili)

Assegno di incollocabilità: come riceverlo

Per poter ricevere l'assegno di incollocabilità, si deve indicare nel modulo della domanda in che modo si vorrà essere pagati. Le modalità sono diverse e sono: 

  • Accredito su conto corrente bancario o postale
  • Accredito su libretto di deposito nominativo bancario o libretto di deposito nominativo postale
  • Accredito su carta prepagata dotata di codice Iban
  • Tramite gli Istituti di credito convenzionati con l’Inps per i titolari di rendita che riscuotono all’estero
  • Per importi non superiori a 1.000,00 euro, con pagamento in contanti localizzato presso sportello bancario o postale.

Per approfondimenti sulle novità introdotte nel 2022 sulla pensione di invaldiità, potete leggere l'articolo Pensione d'invalidità: novità nel 2022. Ecco quale