Si continua a parlare di pensione, uno degli temi più noti degli ultimi tempi. Dal Governo arrivano quotidianamente notizie e informazione che dovranno concretizzarsi a partire dal 2022. 
 
Nell'attesa di capire l'evolversi della situazione, i cittadini non perdono occasione di reperire informazioni da articoli che si trovano online. Ma quali sono le notizie attendibili al riguardo?
 
In questo articolo vogliamo riportare i punti cardini del tema pensioni e in particolare soffermare l'attenzione sull'opzione donna, un altro aspetto molto importante da analizzare. Prima di entrare nel merito della questione, approfondiamo l'argomento partendo dalle origini

Pensione: dalle origini ad oggi

Quando si parla di pensione, si indica una quantità di soldi che tutti coloro che lavorano dovranno prendere dopo la cessazione dell'attività lavorativa. Si tratta di
una ricompensa valida per tutti quelli, che dopo la cessazione del servizio lavorativo, hanno fatto la domanda. 
Si definisce quindi un versamento che tutti i lavoratori fanno dal momento che firmano un contratto di lavoro con un'impresa o aprono la partita iva diventando così liberi professionisti. Nello specifico è una quota che viene accumunata mese dopo mese durante il servizio.
 
Se parliamo in termini giuridici, bisogna affermare che essa è un'obbligazione tra una persona e un ente o società. Lo stato assegnerà la pensione attraverso istituzioni come INPS, INPDAP, ENPALS.
 
Ma quando è nato questo termine e chi lo ha inventato? Il primo a parlare di pensione fu lo statista e cancelliere tedesco Otto Von Bismark nel 1889. L'esperto divulgò  una legge che prevedeva un trattamento previdenziale post servizio lavorativo. L'obiettivo era quello di ridurre le tensioni sociali nella classe operaia  in Germania. 
 
In Italia il primo fondo pensionistico nacque nel 1898,  con la “Cassa Nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai”. L’iscrizione divenne obbligatoria a partire dal 1919  quando il fondo si trasformò in “Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali”.
 
Solo nel 1933  venne istituito l’INPS, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale e nel 1969 venne introdotta la pensione sociale. 

Pensione: calcolo e aspetti

Ogni cittadino dovrà fare riferimento ad alcuni punti per calcolare la propria pensione. Infatti, la somma non è uguale per tutti e ognuno dovrà applicare alcune varianti che sono:
  • anzianità contributiva
  • gestione previdenziale alla quale il diretto interessato è iscritto
  • possibilità di avvalersi di particolari opzioni e agevolazioni.
Un altro aspetto da non sottovalutare è il fatto di sapere che esistono tre tipi di calcolo, essi sono:
  • sistema retributivo: fa riferimento ai soggetti che dal giorno del 31.12.1995 possono presentare minimo 18 anni di servizio utile. Per utilizzare questo calcolo è necessario comprendere che ci sono due quote di anzianità maturata dal diretto interessato: A e la B.
  • sistema contributivo: vale per tutte le persone lavoratrici che possiedono l'assicuraizone dal 1° gennaio 1996. Per eseguire questo calcolo bisogna conoscere due fattori: il tasso di capitalizzazione e il montante contributivo.
  • sistema misto: è valido per tutti i lavoratori che hanno concesso un servizio con gli anni di retribuzioni che non superano i 18 a partire dal 31 dicembre 1995. In questo caso i soggetti interessati dovranno applicare il sistema retributivo per le anzianità contributive maturate fino al 31.12.1995 e il sistema contributivo per le anzianità contributive maturate dopo questa scadenza. La quota a cui si fa riferimento  riguardante la pensione sarà l'insieme delle quote A e B inerente al sistema retributivo e la quota C inerente al sistema contributivo.

Pensione: tutte le novità 

Il Governo sta lavorando affinché vengano apportati alcuni cambiamenti che dovrebbero andare in vigore a partire dal 2022 per l'argomento sulle pensioni. Ci sono buone probabilità che verranno confermate le riforme Quota 102, la proroga Opzione donne e l'Apesociale.
 
Analizziamo Quota 102. Secondo quanto si legge sul sito dell'Ansa
 
La proposta di Quota 102 vale per un solo anno con in più un fondo per aiutare i lavoratori più svantaggiati. La durata breve sembra aprire alla possibilità di una riforma più mirata per la flessibilità in uscita, con attenzione ai diversi lavoratori e meno rigidità delle quote. O, nella lettura della Lega, di consegnare al governo che verrà dopo quello di Draghi, nel 2023, di rimettere mano all'intera legge Fornero.
 
Essa andrebbe a prendere il posto di Quota 100, ma possiede requisiti differenti che sono:
  • avere minimo 64 anni all'anagrafe;
  • aver accumulato 38 anni di contributi.
 
Secondo quanto riportano gli esperti, non ci sarebbe una penalizzazione per i cittadini riguardo alla somma spettante, inoltre è previsto un fondo al MISE con l'obiettivo di favorire l’uscita anticipata dal lavoro, su base convenzionale, dei soggetti dipendenti di piccole e medie imprese in crisi, che abbiano raggiunto almeno 62 anni.
 

Pensione: Opzione donna

Un argomento a cui bisogna fare attenzione è l'Opzione donna. L'Inps la definisce

Un trattamento pensionistico calcolato secondo le regole di calcolo del sistema contributivo ed erogato, a domanda, in favore delle lavoratrici dipendenti e autonome che hanno maturato i requisiti previsti dalla legge entro il 31 dicembre 2020.
 
Secondo la bozza della Manovra essa sarà prorogata fino al 2022. Nel dettaglio si legge che
 
la proroga per l'anticipo pensionistico delle donne va dal 31 dicembre 2021 fino al 28 febbraio 2022.
 
I requisiti restano gli stessi adottati fino ad oggi, vale a dire:
  • Le donne dovranno averraggiunto, entro il 31 dicembre 2020, un’anzianità contributiva uguale o maggiore a 35 anni
  • dovranno avere compiuto minimo 58 anni, nel caso delle lavoratrici dipendenti. Dovranno avere un'età pari o uguale a 59 anni, nel caso del lavoro autonomo.
  • Sul sito dell'Inps si legge che
  • Le lavoratrici conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi: 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti; 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi. 
 
Anche questa riforma ha i suoi difetti. Infatti chi deciderà di usufruirne deve tenere conto della perdita di denaro che si presenterà. L'Opzione donna prevede un abbassamento di soldi tra il 25 e il 20% dell'assegno pensionistico che si maturerebbe se si andasse in pensione in modo regolare.

A tal proposito, in questi ultimi due anni sono in poche quelle che hanno scelto tale opzione. I dati riportano circa 33 mila donne in totale,  21mila nel 2019 e 13mila l'anno successivo.

Pensione: l'Ape sociale

Anche l'Ape sociale subirà una proroga. Si tratta di un altro modo per fare richiesta della pensione anticipata. Attraverso questo tipo di riforma i cittadini potranno avere la possibilità di terminare il periodo lavorativo e uscire definitivamente da questo mondo all'età di 63 anni e con 30 anni di contributi, 36 per i lavoratori usuranti.
 
La bozza prevede che l'agevolazione venga offerta a più categorie rispetto a quest'anno, esse sono: 
  • benzinai;
  • panettieri;
  • maestre di scuola elementare;
  • bidelli;
  • macellai;
  • magazzinieri;
  • saldatori;
  • falegnami;
  • commessi;
  • tassisti;
  • conduttori di autobus e tranvieri;
  • cassieri;
  • portantini;
  • forestali;
  • verniciatori industriali;
  • operatori sanitari qualificati.
Rientrano tra le categorie privilegiate : 
  • Tutti coloro che non hanno più un lavoro e hanno perso il proprio ruolo involontariamente: che sia a causa  di licenziamento, dimissioni per giusta causa o annullamento consensuale, dopo aver terminato i tre mesi di disoccupazione.
  • Gli invalidi e diversamente abili, e i parenti di primo grado che sussistono da minimo 6 mesi al momento della domanda dell'aiuto, il coniuge o un parente di primo grado che convive con handicap ed affronta un caso grave. In questa situazione l'invalidità deve essere superiore al 74%;
  • I lavoratori usuranti che abbiano alle spalle almeno un  minimo di sette anni negli ultimi dieci di un'attività usurante. 

Pensione: cosa dicono i politici

Sono in tanti a parlare di pensione, c'è chi è d'accordo con quanto detto dal Governo e chi si distacca completamente. Giorgia Meloni a Skytg24 ha affermato che 
Con Draghi ho parlato di pensioni. Prima di impattare sulle pensioni comuni è arrivato il momento di affrontare le questioni dei privilegi di un sistema pensionistico ingiusto, le pensioni d'oro, e le discriminazioni per artigiani e commercianti con il minimo contributivo. 
Hanno preso la parola anche giornalisti come Marco Travaglio, direttore de “Il Fatto Quotidiano” che è stato ospite ad una delle puntata di  “Otto e Mezzo” ed ha affermato che
Salvini ha ottenuto il miracolo di far tornare la legge Fornero fra un anno.  Non so a che titolo s’intesti questo capolavoro, visto che aveva preso un sacco di voti promettendo: "mai più la legge Fornero". 
Poi facendo riferimento a Mario Draghi conclude
Tutti i partiti avevano detto "mai più legge Fornero" e adesso arriva il genio. Meno male che abbiamo un genio perché se avevamo una pip*a chissà che cosa si inventava.
Nonostante alcuni punti della bozza sembrano arrivare alla concretizzazioni, non è ancora detta l'ultima parola. Infatti le carte sono ancora in tavola e in questi giorni potrebbero presentarsi dei cambiamenti che ribalterebbero la situazione attuale.
 
Anche i sindacati in questo momento si scagliano contro il Governo e si dicono pronti a scendere a manifestare qualora non si trovasse un compromesso tra tutte le categorie di lavoratori e i piani alti.
 
La tutela e il diritto sono sempre al primo posto. Ancora una volta il tema pensione torna ad essere il centro di discussione e non si parla d'altro: come finirà?