La pensione è uno dei temi più noti degli ultimi tempi. Da qualche mese, infatti, il Governo sta lavorando per ufficializzare alcune ipotesi al riguardo. Gli italiani sono sempre più curiosi di scoprire cosa succederà dal prossimo anno, visto che le sorprese non mancheranno.
 
Da quota 100 a quota 102, per poi passare a quota 104. Ma cosa si intende con questi termini? E' il momento di capire nel dettaglio di cosa parlano i media quando fanno riferimento a ciò. 
 
Il Premier Mario Draghi tende la mano ai sindacati, cosa significa? Quali sono le decisioni prese? Analizziamo questo argomento sotto ogni punto di vista. 

Pensione: che cos'è e come si calcola?

La pensione è una ricompensa che spetta ai lavoratori dopo la cessazione dell'attività lavorativa, una remunerazione valida per tutti coloro che hanno mostrato la domanda, dopo aver concluso il periodo di lavoro. 
 
Se facciamo riferimento al mondo giuridico, dovremmo parlare
di un'obbligazione tra una persona e un ente o società. La pensione verrà assegnata dallo stato attraverso istituzioni come  INPS, INPDAP, ENPALS.
Nel corso degli anni lavorativi, tutte le volte che i dipendenti ricevono la busta paga potranno far riferimento alla voce "contributi previdenziali" pagati dagli stessi nella percentuale dell'8,9% e dal datore di lavoro pari al 23,81%, quest'ultimi però non saranno visibili in busta paga. 
 
Il calcolo della pensione è diverso a seconda del sistema adottato e varia per alcuni aspetti che sono:
  • anzianità contributiva
  • gestione previdenziale alla quale il diretto interessato è iscritto
  • possibilità di avvalersi di particolari opzioni e agevolazioni.
Esistono tre tipi di sistema di calcolo: 
  • retributivo: riguarda le persone che alla data del 31.12.1995 possono far esibire almeno 18 anni di servizio utile. Per questo sistema bisognerà conoscere le due quote di anzianità maturata dal diretto interessato, vale a dire la A e la B. 
  • contributivo: si riferisce ai lavoratori assicurati dal 1° gennaio 1996. Per questo sistema bisogna fare riferimento a due varianti: il  tasso di capitalizzazione e il montante contributivo.
  • misto: Vale per tutte le persone che hanno lavorato con gli anni di retribuzioni che non superano i 18 a partire dal 31 dicembre 1995. In questo caso bisogna applicare il sistema retributivo per le anzianità contributive maturate fino al 31.12.1995 e il sistema contributivo per le anzianità contributive maturate dopo questa data. La quota inerente alla pensione sarà la somma delle quote A e B relative al sistema retributivo e la quota C relativa al sistema contributivo.

Pensione: Quota 100

Attualmente il Governo sta lavorando per mettere in atto delle riforme riguardanti la pensione. Prima di analizzare nel dettaglio quali sono le ipotesi sul tavolo, bisogna far riferimento alla Quota 100, una sistema messo a disposizione con il Governo Conte a partire da Dicembre 2019. 
 
Si tratta di una pensione che unisce l'età anagrafica ai contributi versati, ottenendo come risultato 100. Nello specifico, si è parla di un'agevolazione per coloro che hanno raggiunto la somma, in quanto hanno potuto usufruire della pensione anticipatamente. 
 
I requisiti da rispettare per tale Quota sono:
  • minimo 62 anni di età e 38 anni di contributi, sono validi quelli di qualsiasi tipo. 
  • si può richiedere l'accumulo di contributi presso più gestioni, così da ottenere i 38 anni minimi. La regola non vale se già attraverso una gestione di prende la pensione. 
  • Coloro che vanno in pensione con Quota 100 non possono svolgere lavoro dipendente o autonomo. 
Secondo quanto si evince dalle fonti provenienti dal Governo, il 2021 sarà l'ultimo anno per accedere a tale possibilità, in quanto il Premier Mario Draghi starebbe pensando ad altre leggi da adottare. 

Pensione: Quota 102

Una delle proposte presentate sul tavolo da parte del Governo è Quota 102. Essa andrebbe a sostituire Quota 100 e verrebbe inserita nella Manovra finanziaria a cui si sta lavorando. Secondo quanto si evince dalle informazioni degli esperti, essa prevede le stesse modalità di quella attuale ma con requisiti differenti. 
 
Essi sono:
  • età anagrafica minima 64 anni
  • 38 anni di contributi. 
  • Anche in questo caso, non dovrebbero presentarsi svantaggi sull'importo finale della pensione e andrebbe in  vigore a partire dal 2022 fino al 2023. Secondo le stime andrebbero in pensione circa 50mila persone ogni anno. 
 Secondo quanto si legge sul sito dell'Ansa
La proposta di Quota 102 vale per un solo anno  con in più un fondo per aiutare i lavoratori più svantaggiati. La durata breve sembra aprire alla possibilità di una riforma più mirata per la flessibilità in uscita, con attenzione ai diversi lavoratori e meno rigidità delle quote. O, nella lettura della Lega, di consegnare al governo che verrà dopo quello di Draghi, nel 2023, di rimettere mano all'intera legge Fornero.

Pensione: i sindacati contro Quota 102

Sono in arrivo importanti novità da parte del Governo che in queste ore continua a lavorare per ufficializzare delle riforme sulla pensione. La legge di bilancio è quasi pronta e il passaggio da Quota 100 a Quota 102 sta per essere confermato. 
 
Nonostante più volte il Premier Mario Draghi abbia ribadito la sua vicinanza ai sindacati e alle persone con più difficoltà, questi dal canto loro non sono favorevoli alla riforma. 
 
Il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, a Isoradio ha annunciato:
Se dovesse essere confermata al Consiglio dei ministri la scelta di Quota 102 sulle pensioni, la Uil non ci sta ed è pronta se necessario a scendere in piazza. 
Poi ha affermato
Sabato ci vedremo con i colleghi di Cgil e Cisl e valuteremo quali strumenti di mobilitazione mettere insieme sapendo che, siccome è una discussione che durerà all'interno delle Camere un mese, dovremmo avere la forza di fare pressione, mobilitazioni per un mese e un giorno in più di quanto dura la discussione, per convincere il Parlamento a cambiare le scelte che ha assunto.

Pensione Ape sociale: di che si tratta?

Un altro modo per richiedere la pensione anticipata è l'Ape sociale. La norma dà la possibilità di uscire dal mondo del lavoro a 63 anni e con 30 anni di contributi, 36 per i lavoratori usuranti.
 
Ci sono proprio determinate categorie che possono usufruirne e sono:
  • disoccupati che restano involontariamente senza lavoro a causa di licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, dopo aver esaurito i tre mesi di disoccupazione. 
  • invalidi e disabili, e i  parenti di primo grado che danno assistenza da almeno 6 mesi al momento della richiesta dell'agevolazione, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap che si trova in una grave situazione, l'invalidità deve superare il 74%;
  • lavoratori usuranti che abbiano svolto per un minimo di sette anni negli ultimi dieci, un'attività usurante.
  • Con l'arrivo del 2022, anche l'Ape sociale sarà modificata, vale a dire che verrà ampliata la platea dei possibili richiedenti.

Si aggiungeranno alla lista:
  • benzinai;
  • panettieri;
  • maestre di scuola elementare;
  • bidelli;
  • macellai;
  • magazzinieri;
  • saldatori;
  • falegnami;
  • commessi;
  • tassisti;
  • conduttori di autobus e tranvieri;
  • cassieri;
  • portantini;
  • forestali;
  • verniciatori industriali;
  • operatori sanitari qualificati. 
Dalle 15 attività previste si dovrebbe passare ad un numero molto più alto: circa 75. 

 Opzione donna: pensione anticipata

Anche l'opzione donna rientra nella lista delle pensioni  anticipate. L'Inps riporta che 
Si tratta di trattamento pensionistico calcolato secondo le regole di calcolo del sistema contributivo ed erogato, a domanda, in favore delle lavoratrici dipendenti e autonome che hanno maturato i requisiti previsti dalla legge entro il 31 dicembre 2020.
Le lavoratrici potranno richiedere tale agevolazione solo se è trascorso un anno dalla data di maturazione dei requisiti, solo se si parla di dipendenti e il trattamento pensionistico viene risolto a carico delle forme di previdenza di quella categoria.

Per quanto riguarda le lavoratrici autonome dovranno trascorrere 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, facendo riferimento alle regole imposte a quella categoria.

La data non può precedere il 2 gennaio 2021. Inoltre, tutte quelle che hanno ottenuto i requisiti entro il 31 dicembre 2020 potranno recepire il trattamento pensionistico anche dopo la prima decorrenza a disposizione.

I requisiti per accedere a Opzione donna sono:



cb03e34d8bf165dbac9f09a3e01bb083



Per quanto riguarda la categoria delle lavoratrici dipendenti, per ricevere la pensione bisognerà terminare qualsiasi  tipo di rapporto lavorativo da dipendente, invece, nel caso delle lavoratrice autonome, questa clausola non è richiesta poiché si parla di attività autonoma.  

La quota pensionistica viene calcolata in base a delle linee di calcolo del sistema contributivo di cui al decreto legislativo 180/1997.

La domanda avverrà online attraverso il sito INPS o prendendo contatto con un numero che si troverà sullo stesso sito o presso enti di patronato e intermediari dell'Istituto attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.
 
L'opzione donna sarebbe dovuta cessare alla fine del 2021, ma il Governo dopo un incontro con i sindacati ha annunciato la proroga per il 2022.
 
Ci saranno dei cambiamenti al riguardo: soltanto alcune categorie di lavoratrici potranno ottenere la pensione agevolata, a seconda dei requisiti. Per il momento si tratta di ipotesi che potrebbero essere confermate a partire dal 2022.s