Quota 100 se ne andrà via. La misura pensionistica che doveva garantire un'opzione, un'alternativa all'attuale riforma delle pensioni Fornero (dal nome dell'ex ministro del Lavoro e delle politiche sociali del Governo Monti, Elsa Fornero), sembra sia destinata alla pensione

Come notizia è già stata affrontata in un mio precedente articolo. Ma c'è qualcosa di nuovo, una novità in merito ad un'altra formula pensionistica, anch'essa opzione alternativa alla Fornero. Stiamo parlando di opzione Donna: anch'essa sembra destinata a scomparire, e sempre secondo quanto stabilito dall'attuale Governo Draghi

Questo purtroppo comporterà alla sola alternativa possibile per andare in pensione: andare con l'attuale riforma delle pensioni Fornero. Però è meglio non fare confusione tra le due pensioni, Quota 100 e Opzione Donna. Entrambe hanno delle profonde differenze, specie negli importi.

Opzione donna: come funziona col governo Draghi

Il punto cruciale per Opzione Donna è il fatto che garantisce alle lavoratrici la possibilità di andare in pensione prima dei 67 anni previsti dall'attuale riforma Fornero, come stabilito dall'art. 16 del Decreto Legge 4/2019 e tutt'ora in vigore col Governo Draghi.

Ad essere più precisi, è un valido supporto a coloro che si trovano in difficoltà in merito alla fine del proprio periodo lavorativo, e che devono anticiparlo in ogni modo.

Anche per il 2021 tale opzione funziona secondo i seguenti requisiti:

  • la lavoratrice ha maturato almeno 35 anni di contributi;
  • la lavoratrice ha raggiunto il 58° anno d'età se dipendente;
  • la lavoratrice ha raggiunto il 59° anno d'età se autonoma.

Altrimenti c'è sempre la possibilità di richiedere la Pensione Sociale (oggi Assegno sociale) o la Pensione di Cittadinanza, ma a pari requisiti richiesti, anche sul piano degli anni di contributi.

E come detto, con questo sistema si può ottenere l'accesso alla pensione in maniera anticipata, rispetto a quella stabilita dall'attuale riforma Fornero. E questa è una delle opzioni d'anticipo, ma ce ne sono diverse, tra cui la già citata Quota 100.

Opzione Donna e Quota 100: cambia richiedente e importo

A parte il fatto che Opzione Donna riguardi solo le lavoratrici, cioè il genere femminile, le principali differenze con Quota 100 sono nella figura del richiedente, a livello anagrafico e contributistico, e negli importi.

Stando al Decreto legge 4/2019 (poi Legge numero 26/2019), con quota 100 si è garanti dell'accesso alla pensione con criteri di maggior sicurezza e di possibilità di anticipo per tutti i lavoratori e lavoratrici, quindi senza alcuna distinzione di genere. Ma sempre secondo alcune disposizioni.

La prima è l'obbligo a sottostare ad un sistema di "finestra mobile" che prevede:

  • tre mesi di attesa per i dipendenti privati tra conferma del requisito e decorrenza della pensione;
  • sei mesi di attesa per i dipendenti del settore pubblico tra conferma del requisito e decorrenza della pensione.

Dopo questo scatta la seconda disposizione: la somma, cioè 38 più 62. Ovverosia, stando all'art. 14:

  • il compimento di 62 anni di età
  • il versamento di 38 anni di contributi.

E' abbastanza evidente che la differenza, oltre al genere, è nella richiesta angrafica e nel versamento dei contributi. Invece di 62 anni di Quota 100, con Opzione Donna si può andare in pensione quattro anni prima (o tre se lavoratrice autonoma). E, a differenza dei 38 anni contributivi della Quota, per l'Opzione ne bastano tre di meno, cioè 35.  

E di conseguenza anche negli importi. Se con Quota 100 si ha la garanzia dell'importo completo, con Opzione Donna l'importo equivale al 30% in meno dell'importo previsto, come segnalato nel suo articolo da Andrea Cerasi.

Motivo? Meno anni di contributi e meno anno previsti per il requisito anagrafico. E' un sistema di compensazione che purtroppo non ha fatto mancare le critiche da parte dei richiedenti stessi. Così come non sono mancate le critiche per la sospensione di Quota 100.

Quota 100 scade entro il 31 dicembre 2021

Da mesi è stabilito che Quota 100 scadrà entro il 31 dicembre 2021, finendo così il suo triennio sperimentale. Fondamentalmente questa opzione pensionistica è nata come esperimento per valutare una possibilità ai futuri pensionati di andare in pensione anche a costo di dover garantire più anni di contributi di quanti previsti con la Fornero.

Anche davanti all'interesse dell'attuale segretario della Lega, nonché ex ministro degli Interni col Governo Conte I, Matteo Salvini, di mantenere Quota 100 con una proroga nel 2022, la decisione del Governo Draghi è attualmente la seguente: 

Quota 100 scade entro il 31 dicembre 2021. 

Pertanto, chiunque riesca a raggiungere i requisiti e a fronteggiare le finestre mobili citate, potrà godere per il 2022 dei benefici di Quota 100. Laddove invece si ottenga il raggiungimento dei requisiti dal 1° gennaio 2022, dovrà successivamente predisporsi a quelle previste dalla Riforma Fornero, che per inciso prevede:

  • 67 anni come età anagrafica;
  • 20 anni minimi di contributi versati.

E questo secondo l'adeguamento dell’aspettativa di vita calcolato dall'ISTAT a cadenza biennale. E constatando che l'ultimo adeguamento è stato nel 2019, è probabile che l'età anagrafica, col nuovo ricalcolo, verrà modificata.

E a Quota 100 s'è unito anche Opzione Donna, e in maniera abbastanza improvvisa.

Opzione Donna sospesa nel 2021:  l'Ocse bacchetta il Governo Draghi

Precedentemente si è detto che Opzione Donna avrebbe avuto una possibilità di beneficiare, come per l'Ape Sociale (Anticipo PEnsionistico Sociale), di una proroga per il 2022. In realtà non sembra più così.

L'Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa (OCSE) ha accomunato Quota 100 e Opzione Donna allo stesso destino: devono andare via, scadere entro fine anno. E, come riferito da investireoggi.it, anche di aumentare l'età pensionistica a 70 anni (in effetti è quello il rischio col nuovo adeguamento).

Lo riporta nel documento sugli "Studi economici dell'OCSE: Italia 2021". Motivo di questa dichiarazione? Per via degli eccessivi costi sulla spesa pubblica.

“le pressioni sulla spesa legate all’invecchiamento demografico e agli interessi sono elevate e destinate ad aumentare nel lungo termine”.

In effetti, come segnala lo stesso articolo, per Quota 100 il rischio era evidente, constatando un progressivo aumento cumulativo che avrebbe raggiunto l'11% del PIL durante il periodo tra il 2020 e il 2045.

E con l'attuale situazione in cui versa l'INPS, nonché i Conti Pubblici, sia prima sia dopo la pandemia da Sars-Cov-2, in effetti è una spesa importante.

La notizia ha sconvolto non solo le parti sociali, ma anche la maggioranza parlamentare, proprio perché l'interesse, fino a poco tempo fa, era nel prorogare Opzione Donna, in vista anche della proroga ormai sicura per Ape Sociale. Ma generalmente, come riporta lo stesso articolo, quello che dichiara l'OCSE generalmente è dello stesso avviso delle autorità europee a Bruxelles.

Sarebbe sconfortante un'inversione a U anche in merito all'Ape, perché, come detto, rimarrebbero poche possibilità di alternativa per avere una pensione anticipata.

Opzione Donna e Quota 100: altre alternative per la pensione anticipata

Sulle alternative per Opzione Donna e Quota 100 si può valutare intanto la già citata Ape sociale, ovvero l'Anticipo PEnsionistico Sociale, così come stabilito dall'arti. 1, cc. 179-186, della Legge di Bilancio 2017.

E' un'alternativa a Quota 100 e a Opzione Donna, ma prevede comunque la maturazione di alcuni requisiti:

  • essere residente in Italia;
  • avere maturato almeno 30 anni di contributi;
  • avere maturato almeno 36 anni di contributi in caso di lavori gravosi.

Per lavori gravosi si intendono quelli riguardanti un notevole sforzo e una grande responsabilità nei riguardi del proprio lavoro e del proprio posto di lavoro. Una lista e ulteriori approfondimento sono già resi disponibili in un mio articolo.

Altrimenti, in caso di pochi anni di contributi, o proprio nessun anno di contributi versati, ci sarebbe la Pensione Sociale, ma ha come principale requisito la compilazione e la presentazione dell'ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). L'importo rimane dipendente al risultato dell'ISEE, avendo una disposizione per scaglioni di reddito. Non sarà comunque superiore a 460,28 euro

Altrimenti si può tentare il calcolo contributivo, come previsto dal 1995 con la Riforma Dini. I requisiti sono i seguenti:

  • 64 anni come età anagrafica;
  • 20 anni minimi di contributi versati.

Ma l'importo, come già detto, dati gli anni di età anagrafica e i contributi versati in meno, è basso: si può arrivare all'importo dell'assegno della pensione sociale moltiplicato 2,8 volte. E in caso di soli 63 anni di età anagrafica, la moltiplicazione scende a 1,2 volte.

Per ulteriori approfondimenti sulle novità riguardo alle pensioni, vi consiglio questo video a cura di Mr LUL lepaghediale.

Altrimenti si dovrà attendere i 67 anni della Riforma Fornero, sempre se per il 2022 non passi a 70 anni per via dell'adeguamento dell'aspettativa di vita. E' meglio cercare di far richiesta dell'Opzione prima che sia tardi.

Come richiedere Opzione Donna o Quota 100 prima della scadenza

Sia Opzione Donna sia Quota 100 hanno lo stesso identico modus operandi, cioè l'accesso presso il sito dell'INPS, tramite richiesta telematica.

Dato il periodo di forte digitalizzazione del paese, a tutti coloro che vogliono accedere in via telematica a questi strumenti pensionistici è richiesto almeno uno dei seguenti supporti per l'identità digitale, quali:

  • SPID (Sistema Pubblico di identità Digitale)
  • CIE 3.0 (Carta d'Identità Elettronica)
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

In caso di impossibilità di reperire o di utilizzare nessuno di questi trumenti, è possibile contattare il Contact Center dell'INPS, o fare una classica richiesta formale tramite gli uffici del CAF o dei patronati locali.

E tutto questo va fatto entro il 31 dicembre 2021. Salvo che il Governo Draghi non riservi qualche altra sorpresa, tipo una Quota 41, o una Quota 100 bis. Anche se si parla di due proposte molto difficili, per via dei costi esorbitanti richiesti, come già raccontati in questo articolo

Purtroppo il nodo delle pensioni non è un problema solo italiano: Grecia e Francia purtroppo lo hanno dimostrato ampiamente quanto sia un annoso dilemma per ogni stato europeo.