Si torna a parlare di Pensione di Reversibilità. E per chi la riceve le notizie non sono assolutamente buone. L'Ocse nel suo recente report “Economic Survey” dedicato interamente all'Italia elenca una serie di azioni che andrebbero intraprese per favorire la ripresa economica e contenere allo stesso tempo le spese dello Stato.

Tra queste misure altamente consigliate da parte dell'Ocse c'è una revisione della spesa pensionistica con sonora bocciatura della misura Quota 100.

Ma è anche altamente consigliabile un intervento sugli assegni e sulle pensioni di reversibilità. Ma andiamo con ordine e vediamo tutta la vicenda nel suo complesso.

Pensione di Reversibilità: di che cosa si tratta?

Prima di parlare della possibile eliminazione vediamo di che cosa si tratta quando si parla di pensione di reversibilità. La pensione di reversibilità è un trattamento pensionistico che viene riconosciuto a persone, a superstiti in caso di decesso di una persona pensionata oppure di un assicurato.

La pensione di reversibilità non viene assegnata in maniera integrale rispetto a quanto prendeva il pensionato vivente, ma è pari ad una quota percentuale rispetto alla pensione della persona. Ci sono diverse persone che hanno diritto al trattamento pensionistico in caso di decesso.

Ha diritto al trattamento pensionistico il coniuge o la persona unita in una unione civile con la persona defunta. Ma anche il coniuge divorziato con la condizione che sia il titolare dell'assegno divorzile, che non sia passato a nuove nozze. Inoltre la data di inizio del rapporto assicurativo del defunto deve essere precedente alla data della sentenza che afferma la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Se la persona che è scomparsa aveva contratto un nuovo matrimonio dopo il divorzio, le quote spettanti al coniuge divorziato e al coniuge superstite vengono stabilite con una sentenza da parte del Tribunale. 

Pensione di Reversibilità: non solo il coniuge ne ha diritto

Non solo il coniuge della persona scomparsa ha diritto a ricevere da parte dello Stato di una pensione di reversibilità. Ad esempio hanno diritto a ricevere l'assegno anche i figli minorenni alla data della morte, i figli inabili al lavoro e a carico del genitore al momento della scomparsa.

Questo aspetto è indipendente dall'età che ha la persona in questione. E ancora: i figli maggiorenni che siano studenti e che siano a carico del genitore al momento della scomparsa. Si tratta di persone che non prestano attività lavoarativa e frequentano corsi di formazione o scuole entro il ventunesimo anno di età.

E ancora i figli maggiorenni, studenti che sono a carico del genitore al momento del decesso che non svolgono attività lavorative e che sono in corso di frequentazione di un percorso universitario. Questo avviene fino al limite finale della durata del corso di studi ma mai oltre i 26 anni di età. 

Secondo l'ordinamento italiano il superstite in questo modo viene considerato a carico della persona assicurata o del pensionato deceduto in maniera che l'assegno possa essere fonte di sussistenza economica. Per l'accertamento assume grande importanza la convivenza del defunto col superstite. 

Possono, in assenza del coniuge e dei figli a determinate condizioni essere ricettori dell'assegno anche i genitori del pensionato o dell'assicurato. E anche fratelli celibi e sorelle nubili che siano, al momento della scomparsa, non abili al lavoro, non titolari di pensioni e a carico del lavoratore deceduto.

La pensione ai superstiti è pari ad una quota percentuale della pensione già liquidata o che sarebbe spettata all'assicurato deceduto. La pensione ai superstiti viene erogata dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del pensionato o dell'assicurato. 

Pensione di Reversibilità: la misura nel mirino dell'Ocse

Fatta questa lunga ma doverosa presentazione e premessa sulle Pensioni di Reversibilità, vediamo perche sono entrate nel mirino dell'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico con sede centrale a Parigi che si occupa di effettuare studi economici per i paesi membri.

Una sorta di ruolo consultivo che permette di confrontarsi sull'applicazione delle politiche pubbliche, cercare soluzioni a problemi comuni e coordinare politiche su base locale e internazionale dei paesi membri.

L'Ocse ha sottolineato senza giri di parole nel suo report che l'Italia per facilitare la sua ripresa economica, deve rivedere le sue spese. Sono consigliabili tagli e interventi sul sistema pensioni a partire dalle Pensioni di Reversibilità. Leggiamo le parole esatte contenute nell'Economic Survey.

Ocse interviene sul sistema pensionistico dell'Italia e attacca Quota 100

Nel Report sul capitolo pensioni si legge che in presenza di una scarsa crescita demografica l'indice di dipendenza degli anziani rimarrà tra i più alti se riferito ai paesi dell'area Ocse. Si legge che nel 2019 sono state introdotte dall'allora governo delle misure per rinviare al 2026 la correlazione tra età pensionabile e speranza di vita.

Poi l'affondo su Quota 100.

“Lo schema pensionistico Quota 100  - si legge nel report Ocse – introdotto nel 2019 e con scadenza fissata per il 31 dicembre 2021 consente di uscire dal mondo del lavoro e avere il pensionamento anticipato quando si hanno 62 anni di età avendo maturato 38 anni di contributi versati. Se questa misura di Quota 100 venisse adottata in maniera permanente la spesa pensionistica dell'Italia avrebbe un aumento di 11 punti percentuali del Pil tra il 2020 e il 2045”.

Ocse sottolinea che sarebbe opportuno non rinnovare e lasciare scadere la misura Quota 100 a fine dicembre. Questa situazione è già stata accolta da parte del governo Draghi con il ministro dell'Economia Daniele Franco che ha già preannunciato che la misura non sarà rinnovata.

Pensione di Reversibilità: costo più alto in Italia rispetto agli altri paesi Ocse

Il Report dell'Ocse prosegue affermando che “per contenere ulteriormente i costi” "le pensioni di reversibilità permanenti – pari al 2,4% del Pil rispetto alla media Ocse (1%) non dovrebbero essere rese disponibili alle fasce fortemente al di sotto dell'età pensionabile”. 

Quindi tradotto dal linguaggio tecnico, l'Ocse sostanzialmente sprona e invita il governo guidato da Mario Draghi a intervenire sulle pensioni di reversibilità. Invita l'esecutivo ad agire sugli assegni di reversibilità che rappresentano a detta dell'Ocse una parte, ritenuta eccessiva, di spesa per lo Stato.

Questo istituto che regola l'erogazione di assegni come visto nei paragrafi precedenti, è troppo costoso. Dai documenti elaborati da Ocse questi pagamenti ai superstiti sono pari al 2,4% del Pil. Mentre la media Ocse è all'1%. Difficile paragonare paesi diversi tra di loro con storie diverse e sistemi pensionistici fortemente diversificati ma lo scostamento dell'1,4% dalla media che hanno Italia e Grecia su questa situazione ha portato all'elaborazione di questa segnalazione.

Per l'anno prossimo quindi nell'ambito della riorganizzazione necessaria del sistema pensionistico per Ocse occorrerebbe già dal 2022 agire in un'ottica di riduzione delle spese per le pensioni di reversibilità.

Leggendo tra le righe quindi il consiglio sarebbe quello di concedere l'assegno al coniuge superstite oppure ad altro parente superstite solo nel momento del raggiungimento dell'età pensionabile.

In questa maniera quindi si manterrebbe in equilibrio il sistema dell'Italia dal punto di vista pensionistico.

Pensioni di reversibilità: ci sarà davvero questo taglio da parte di Draghi?

Difficile dire al momento se ci sarà davvero questo taglio delle pensioni di reversibilità. Non si registrano ancora prese di posizioni ufficiali sul tema da parte del presidente del Consiglio Mario Draghi e del ministro dell'Economia Daniele Franco.

Di certo occorrerà nei prossimi mesi mettere mano ad un'organica riforma delle pensioni per l'avvicinarsi della scadenza di Quota 100 che non verrà rinnovata.

Tutto da valutare quello che succederà e se l'esecutivo deciderà di fare propri i consigli dell'Ocse che, con ogni probabilità, gli farebbero aprire un conflitto anche con le parti sociali e i sindacati.

Difficile anche pensare che si possa trovare un'intesa tra tutti i partiti che compongono l'eterogenea maggioranza che sostiene il Governo guidato da Mario Draghi su questo punto. 

Rapporto Ocse parla anche delle politiche dell'Italia

Il rapporto Ocse delinea anche che il sostegno del Governo Draghi a famiglie e imprese colpite dalla crisi in maniera molto dura dovrebbe continuare fino a che non ci sarà una ripresa fortemente consolidata. Lo Studio evidenzia che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza offre un'occasione speciale per creare un'economia più verde, più digitalizzata e più produttiva.

Il Governo, si legge , ha fissato un programma ambizioso che attribuisce  priorità alle riforme, della concorrenza e del settore pubblico e al rafforzamento dell’efficacia dei sistemi di giustizia civile allo scopo di affrontare l'incertezza, i ritardi e i costi che attualmente ostacolano gli investimenti.

La competitività, continua l'elaborazione curata da Ocse, delle imprese italiane può essere migliorata attraverso investimenti nelle infrastrutture verdi e nella banda larga.

Ocse e Italia: le dichiarazioni del segretario generale Cormann

Alla presentazione dello studio – evento al quale ha presenziato anche il Ministro dell'Economia e delle Finanze Daniele Franco, il segretario generale dell'OCSE Mathias Cormann ha rilasciato la seguente dichiarazione: 

"Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dell'Italia - ha osservato - stimola una crescita forte, verde, equa e più digitalizzata. Il rafforzamento dell'efficacia del settore pubblico è un elemento cruciale per garantire la riuscita del PNRR, che deve essere integrato da riforme a sostegno della crescita, che prevedano maggiori investimenti nelle infrastrutture verdi e nel settore della Ricerca e Sviluppo". 

"Nonché - ha concluso - da riforme che promuovano un’efficace trasformazione digitale dell’economia italiana”.