La pensione di reversibilità, come diverse altre misure previdenziali previste da sempre dallo Stato italiano, rappresenta una delle garanzie di sostentamento ed aiuto economco alle categorie più fragili della popolazione.

Tutte le misure del welfare italiano sono volte a garantire un minimo di aiuto per  dare uno stile di vita decoroso a cittadini ed i nuclei familiari più in difficoltà, soprattutto in un periodo così complesso come quello dell'emergenza sanitaria causata dalla pandemia Covid 19.

Settembre è stato un mese davvero ricco di grandi novità per il mondo delle pensioni: le casse dello Stato devono essere riempite a tutti i costi per poter permettere i grandi piani di investimento previsti dal Governo guidato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi.

Non solo quota 100 o Opzione Donna: i tagli alle pensioni che dovrebbero alleggerire le casse dello Stato riguardano in maniera significativa anche le pensioni di reversibilità.

La necessità di apportare grandi cambiamenti al sistema pensionistico italiano ha un'origine ben precisa: è stato infatti l'Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) a sollevare diversi dubbi e perplessità riguardo sia il numero e le categorie di beneficiari sia le cifre erogate per le pensioni di reversibilità.

Cerchiamo ora di approfondire il tema e capire meglio in cosa consistono questi importanti tagli alla pensione di reversibilità.

Pensione di reversibilità: cos'è?

La pensione di reversibilità ha origini molto antiche e particolari: è un intervento previdenziale introdotto per la prima volta nel 1939.

Lo scopo principale di questo intervento previdenziale era quello di aiutare tutte le donne che non avrebbero potuto garantirsi l'autosostentamento nel caso di morte improvvisa del coniuge.

La pensione di reversibilità è un trattamento pensionistico che consente un contributo versato a congiunti di un defunto.

Pertanto il vero e primario beneficiario di una pensione di reversibilità deve essere una persona deceduta.

Nella maggior parte dei casi la pensione di reversibilità viene erogata direttamente dall'INPS ma ci sono casi in cui 'ente erogatore potrebbe essere sia l'Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Cosulenti del Lavoro (ENPACL) o dalla Cassa Forense.

La pensione di reversibilità è dunque un assegno cosiddetto previdenziale, ossia:

un riconoscimento erogato sottoforma di assegno mensile che viene riconosciuto al soggetto in base ai contributi versati durante la propria attività lavorativa ed il relativo versamento dei contributi previsti.

Più in particolare, la pensione di reversibilità , come si legge sul sito INPS, si distingue in:

  • pensione di reversibilità di pensionato (diretta): nel caso in cui il dante causa era già pensionato;
  • pensione di reversibilità di assicurato (indiretta): questo è il caso in cui il dante causa non era già titolare di pensione ma possedeva i requisiti di legge per il diritto alla pensione di invalidità o vecchiaia.

Proprio questo intervento previdenziale sarà oggetto di significativi tagli nei porssimi mesi.

In questo video di Grattalanotizia, viene spiegato in modo chiaro in cosa consisteranno e a quanto amminteranno i tagli alla pensione di reversibilità così come la conosciamo oggi:

A chi spetta la pensione di reversibilità

I beneficiari (o familiari superstiti) della pensione di reversibilità quindi sono per forza eredi di persone decedute.

Ecco chi sono i principali:

  • coniuge;
  • coniuge separato: solo nel caso in cui il dante causa risulti iscritto all'Ente prima della sentenza di separazione. Nel caso in cui la separazione sia avvenuta con addebito (cioè per colpa), la pensione di reversibilità può essere percepita solo se il coniuge separato era titolare dell'assegno di mantenimento;
  • coniuge divorziato: solo se il dante causa fosse iscritto all'Ente prima della sentenza e se il titolare dell'assegno di divorzio non abbia contratto nuovo matrimonio;
  • figli (siano essi legittimi, legittimati, adottivi, naturali, legalmente riconosciuti): minori di 18 anni, inabili di tutte le età o studenti, fino ai 26 anni, che siano iscritti all'Università e non abbiano alcuna attività lavorativa in corso di svolgimento;
  • genitori (in mancanza del coniuge, dei figli e dei nipoti) : che abbiano almeno 65 anni di età,non siano titolari di pensioni dirette o indirette e che fossero a carico del dante causa al momento del decesso;
  • fratelli celibi o sorelle nubili (in mancanza del coniuge, dei figli, dei nipoti e dei genitori): inabili al lavoro o a carico del dante causa prima del decesso.

Come specificato dalla sezione del sito INPS dedicata alla pensione di invalidità, la condizione di "a carico" è definita come:

uno stato di bisogno determinato dalla non autosufficienza economica e dal mantenimento abituale da parte del dante causa quando il superstite percepisce un reddito non superiore all’importo del trattamento minimo di pensione maggiorato del 30%.

Pensione di reversibilità: come richiederla

Prima di tutto è necessario presentare all'INPS la domanda di richiesta di pensione di reversibilità.

La domanda può essere presentata agli uffici (sia centrali che periferici) dell'INPS ma anche rivolgendosi al Patronato oppure seguendo le procedure online di presentazione della domanda in formato digitale.

Allegati alla domanda di richiesta di pensione di reversibilità, sarà necessario presentare alcuni documenti:

  • certificato di morte (autocertificazione);
  • certificato di matrimonio (autocertificazione);
  • stato di famiglia alla data del decesso (sempre in autocertificazione);

  • dichiarazione di non avvenuta pronuncia di sentenza di separazione con addebito e di non avvenuto nuovo matrimonio;
  • dichiarazione sul diritto alla detrazione d'imposta;
  • dichiarazione dei redditi;
  • indcazioni relative alle modalità di pagamento relative al versamento della pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità inizierà ad essere erogata dal mese successivo alla data del decesso del dante causa, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda.

Nel caso in cui il deceduto invece non avesse maturato i requisiti, siano essi contributivi o pensionistici, necessari a maturare la pensione di reversibilità, ai familiari superstiti spetta un'indennità una tantum.

Pensione di reversibilità: tutte le novità sui tagli 

Come antcipato all'inizio di questo articolo, sono in arrivo tagli molto significativi in merito alla pensione di reversibilità.

A decidere e fare pressione affinchè i tagli siano eseguiti al più presto, è l'Ocse, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.

La ragione di questa proposta, che potrebbe vedere i familiari superstiti vedersi dimezzata se non addirittura eliminata del tutto la pensione di reversibilità del parente deceduto, è molto semplice.

Per le casse dello Stato italiano il sisema pensionistico, così come organizzato oggi, è decisamente troppo oneroso.

Proprio per questo l'Ocse ha consigliato al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi di ridurre le spese della pensione di reversibilità così come quella di altre misure previdenziali come Opzione Donna o Quota100.

I tagli a questo sistema pensionistico potrebbero davvero dare nuovo ossigeno alle casse dello Stato per poter continuare con gli investimenti previsti per continuare a far crescere il PIL, così come la recente registrazione del 6%.

I tagli della pensione di reversibilità saranno davvero importanti: l'OCSE parla di non meno del 50% e di negare la possibilità di ereditare la pensione dal parente defunto ai familiari che si attestino in fasce d'età molto al di sotto dell'età pensionabile.

L'obiettivo perseguito dall'OCSE è sempre quello di garantire la maggior stabilità possibile alle diverse economie nazionali, in modo tale da poter garantire stabilità all'Europa intera.

Le altre nazioni d'Europa, in media, prevedono un onere legato alle pensioni che si attesta intorno all'1% del PIL. Per l'Italia questo onere pesa addirittura per il 2,4% .

Il consiglio dell'OCSE sicuramente non potrà essere ignorato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi che però potrebbe anche decidere di impostare nuove misure per evitare che, senza aiuti previdenziali come Opzione Donna o la pensione di reversibilità, migliaia di famiglie italiane possano evitare di ritrovarsi in grave crisi economica.

Pensione di reversibilità: quanto spetta ai familiari superstiti

Già da oggi la pensione del defunto non viene "girata" ai familiari superstiti per intero.

Possono ricevere l'importo totale soltanto alcune tipologie specifiche di familiari:

  • il coniuge con più di due figli;
  • alla presenza di più di due figlia, anche senza la presenza del coniuge;
  • alla presenza di un nucleo familiare che conti sette o più fratelli e/o sorelle

In tutti gli altri casi, la percentuale di pensione del defunto che si trasforma in pensione di reversibilità inizia a decrescere, e anche in modo molto significativo:

  • 90% in caso di sei fratelli e/o sorelle nel nucleo familiare;
  • 80% per il coniuge con un unico figlio o per un nucleo con presenti due figli senza coniuge;
  • 75% in caso di cnque o sei fratelli e/o sorelle;
  • 70% se si abita con un figlio superstite;
  • 60% in caso di quattro fratelli e/o sorelle o nel caso del solo coniuge del defunto;
  • 45% in caso di tre fratelli e/o sorelle;
  • 30% in caso di due fratelli e/o sorelle o nel caso in cui la pensione di reversibilità venga affidata ai genitori superstiti;
  • 15%  in caso di un solo fratello e/o sorella.

A tutto ciò andrà poi aggiunto il calcolo dell'inflazione, che andrà ulteriormente ad influire sulla cifra esatta di erogazione della pensione di reversibilità.

La crisi economica e finanziaria che ha colpito l'Europa ed in modo particolare l'Italia a seguito della devastante pandemia causata dal Coronavirus, anche detto Covid-19, ha reso davvero necessarie misure d'intervento drastiche quanto severe per trovare nuovi fondi.

Le casse dello Stato verranno presto riempite dai soldi provenienti dai fondi di aiuto stanziati dall'Europa ma è l'Italia stessa che , per prima, dovrà prendere decisioni di riforma e tagli anche molto importanti per garantire la ripresa.

Naturalmente,ad oggi, l'esigenza principale è quella di mantenere il delicato equilibrio tra gli interventi di ripresa per l'economia nazionale e la necessità assoluta di garantire uno stile di vita dignitoso e sopra la soglia minima di povertà per le migliaia di famiglie in difficoltà.