Pensioni riscatto degli anni di laurea ai fini del TFS, una panoramica di domande e risposte, tra dubbi e verità. Iniziamo nel chiarire alcuni dubbi posti dai lettori sul riscatto della laurea ai fini del raggiungimento di una prestazione previdenziale e del valore intrinseco alla buonuscita. 

La definizione semplice del riscatto della laurea ai fini del trattamento di fine servizio, più conosciuto come TFS, abbraccia sia l’indennità riferita alla buonuscita che al premio di servizio. Permette di valorizzare i periodi di servizio privi di contribuzione. 

Per il riscatto della laurea ai fini del trattamento di fine rapporto, più conosciuto come TFR, viene utilizzato per valorizzare i periodi considerati di somma da accantonare e rappresenta parte di quote di TFR. 

Un discorso spiegato anche da PensioniOggi.it, che sottolinea il rilevante vantaggio della richiesta del riscatto se eseguita anticipatamente. Un beneficio inteso come minor onere legato al costo dell’operazione. 

Per comprendere le varie sfaccettature che ruotano intorno al riscatto della laurea iniziamo con la risposta alla domanda di un lettore: 

“Buongiorno, mi chiamo Alberto lavoro nella P.A. sono pronto per collocarmi in quiescenza con un’età di 43 anni e 4 mesi attraverso la pensione anticipata ordinaria. Il problema ruota sulla buonuscita, in quanto secondo l’Amministrazione di riferimento la laurea è stata riscattata 4 anni orsono per cui è stata inserita pienamente ai fini del trattamento pensionistico, ma non rientra come valore di liquidazione di buonuscita e, quindi, non è stata conteggiata ai fini del TFS. cosa posso fare? Grazie della risposta".

E, ancora, altra domanda posta da lettore, quale: 

"Buongiorno mi chiamo Michele lavoro presso un'Amministrazione locale, ho presentato richiesta di pensionamento nei termini nel 2022, faccio presente che il riscatto della laurea l’ho chiesto all’INPS nel periodo 1984, all’epoca la spesa dell’intera operazione mi è costata più o meno 10 milioni di Lire. Mi chiedo considerato che sono ancora attivo in servizio a chi dovrei rivolgermi per ottenere il riscatto ai fini della buonuscita, la richiesta la devo presentare all’INPS, oppure, la competenza cade sull’Amministrazione? Altra cosa, se per il conteggio della buonuscita si prende in considerazione la data di presentazione dell’istanza con una procedura lunga rischio di non rientrare con i termini per il pensionamento? Grazie della risposta".

È importante comprendere che ai fini legali il riscatto della laurea viene previsto sia per il perfezionamento dei requisiti necessari per il trattamento previdenziale che ai fini della buonuscita e, quindi, del TFS.

In particolare, il riferimento legislativo cade sull’articolo 15 del Dpr n. 1032/1973. Il lavoratore richiede l’attivazione di una operazione che a sua volta produce il pagamento di un impegno economico indicato come onere, automaticamente connesso a diversi elementi, tra cui:

  • viene presa in considerazione la retribuzione contributiva annua alla data di esibizione della richiesta;
  • viene considerata l’età anagrafica del lavoratore riferita agli anni interi, senza considerare le frazioni pari o sotto i sei mesi, mentre viene considerata la parte superiore a sei mesi come anno intero ai fini del computo;
  • viene considerata l’età dell’accesso alla pensione (collocamento a riposo) o l’età maturata di servizio.

Pensione, riscatto anni di laurea ai fini del TFS!

Il lavoratore deve considerare il periodo temporale in cui presentare la richiesta, secondo quanto disposto dall’articolo 24 del DPR n. 1032/1073, le indicazioni normative portano alla presentazione della domanda ancora prima dell’atto della cessazione dal servizio. 

Occorre, sottolineare, che il pagamento dell’intera operazione può essere eseguito normalmente in un'unica tranche entro un periodo temporale di non meno 90 giorni con decorrenza dalla data in cui il lavoratore ricevere la comunicazione di presa in carico del riscatto.

In sostanza, il pagamento può essere effettuato in un’unica quota procedendo con l'estinzione anticipata attraverso il modello F24 (ordinario) o, ancora, laddove non è possibile procedere con un’unica soluzione si può optare per la modalità rateale.

In quest’ultimo caso, vengono eseguite delle trattenute applicate con cadenza mensile sulla busta paga. Il periodo di trattenute dello stipendio deve corrispondere a quello riferito al riscatto della laurea. In ogni caso, il limite massimo di trattenute applicabile non deve risultare più alto di 180 mesi

È possibile che il contributo del riscatto della laurea venga trattenuto dalla buonuscita? Si, assolutamente. Se il lavoratore registrato presso il Fondo dei dipendenti Statali procede tranquillamente con la cessazione dal servizio ancor prima che siano passati i 90 giorni dalla data di decorrenza della notifica relativa alla procedura di riscatto, senza la presenza dell’atto con cui informa o avvisa attraverso una comunicazione chiarificatrice della rinuncia al riscatto.

In questo caso, si attiva la procedura che porta a trattenere in un'unica quota il contributo relativo all’operazione di riscatto direttamente sulla liquidazione o all’atto della buonuscita. 

Medesimo discorso viene applicato nell’ipotesi di estinzione dell’iscritto. Infatti, se sopraggiunge il decesso dopo la data di presentazione dell’istanza di riscatto della laurea o in un periodo temporale registrata prima della conclusione dell’operazione di riscatto, gli aventi diritto possono accettare la procedura o l’atto entro un termine temporale tassativo di 90 giorni, con decorrenza dalla data di notifica della comunicazione.

In questo caso, il contributo riferito all’operazione di riscatto viene trattenuto in fase di liquidazione o all’atto della buonuscita maturata dall’iscritto deceduto. 

Il nocciolo della questione ruota sulla presentazione dell’istanza a tempo utile, infatti se il lavoratore nel 1984 avesse esibito la richiesta, avrebbe potuto aumentate l’anzianità di servizio utile ai fini della determinazione del trattamento di fine servizio – TFS. In ogni caso, resta un’operazione che incamera dei vantaggi. 

Riscattare la laurea per un aumento del TFS, è possibile?

È importante considerare un passaggio molto importante, in linea generale il riscatto della laurea viene chiesto dai lavoratori per perfezionare il montante contributivo utile all’ottenimento per la pensione.

In più occasioni il fine resta quello d'incrementare la contribuzione previdenziale per ottenere quel vantaggio contributivo necessario all’accesso alla prestazione pensionistica. Nello stesso modo, può essere richiesto per aumentare l’importo finale di servizio, in particolare il valore del trattamento di fine servizio. 

Il neo ruota sul riscatto laurea esclusivamente per aumentare il trattamento di fine servizio, in quanto bisogna considerare che ogni anno di riscatto produce un incremento del TFS del valore di una mensilità netta rapportata alla busta paga.

A questo riguardo, va detto che, sono valori variabili in virtù sulla base di diversi elementi, tra cui: anzianità, qualifica riconosciuta o rivestita all’atto della cessazione dal servizio. È possibile che l’onere del riscatto risulti essere maggiore del beneficio prodotto dall’intera operazione. 

Questo, perché, solitamente il TFS parte con il computo dell’intero anno se la frazione riferita al servizio risulti essere maggiore di sei mesi, viceversa si perdono.

A titolo di esempio, se prendiamo in considerazione 20 anni e cinque mesi di versamenti applicando la regola normativa viene computato un numero di 20 anni di contributi. Viceversa, per 20 anni e sette mesi si considerano 21 anni di versamenti.