Andare in pensione a 62 anni grazie allo scivolo Brunetta è una speranza ed un'illusione, che ha accomunato molti lavoratori. Che adesso si domandano quando questo possa avvenire? La corsa dei dipendenti pubblici per poter usufruire di Quota 100 continua senza sosta: numeri confermati anche dall'Osservatorio sulle pensioni della gestione dei dipendenti pubblici diffusi proprio in questi giorni dall'Inps. Il quadro che ne esce è molto chiaro: anche nel 2021 viene confermato l'alto numero dei lavoratori della Pubblica amministrazione che hanno richiesto la pensione anticipata, anche se gli interessati sono diminuiti rispetto al 2019, anno in cui la sperimentazione è cominciata.

Sono molti, comunque, oggi che si domandano che fine abbia fatto la proposta di Renato Brunetta, che prevedeva di mandare in pensione anticipatamente i lavoratori della pubblica amministrazione. Il cosiddetto scivolo Brunetta avrebbe di fatto incentivato l'esodo volontario verso la pensione di molti lavoratori. Diciamo pure che stiamo parlando di uno scivolo parallelo rispetto a quello che Andrea Orlando, Ministro del Lavoro, aveva pensato per il mondo privato.

Pensioni per tre milioni di lavoratori!

Proviamo un po' ad andare a vedere quali sono i numeri delle pensioni liquidate ai dipendenti pubblici. Gli assegni liquidati sono aumentati dell'8,4% nel 2020 rispetto al 2019, passando a 179.230 dal precedente 165.327. Nel 2019, mediamente, gli importi mensili erano pari a 2.069,69 euro contro i 1.977,71 del 2020, registrando un decremento pari al 3,5%. Parlando sempre di pensioni per i dipendenti pubblici siamo passati ad un numero complessivo pari a 3.029.451 del 1° gennaio 2021 contro le 2.990.412 pensioni dell'anno precedente, registrando una crescita pari all'1,3%. Complessivamente sono stati erogati qualcosa come 76.750 milioni di euro di pensioni.

Ma adesso lasciamo un po' perdere i numeri e proviamo ad analizzare quali sono le prospettive per i dipendenti pubblici. Tra gli scenari che potrebbero arrivare a sostituire Quota 100 ha fatto parlare il cosiddetto scivolo Brunetta, che permetterebbe di andare in pensione anticipatamente di 5 anni. Per il momento, comunque, continuiamo a rimanere nel campo selle semplici ipotesi, ma sembra molto evidente che i dipendenti del settore pubblico stanno attendendo con molta ansia quanto è stato promesso qualche mese fa.

Quello che è atteso, in questo momento, è un vero e proprio tavolo di confronto tra Governo e parti sociali, che permetterebbe di introdurre questo famigerato scivolo Brunetta. Il dibattito, però, con ogni probabilità verterà sulle possibili penalizzazioni dell'assegno: il rischio è che possa arrivare un calcolo interamente contributivo dell'assegno previdenziale, un po' come avviene con Opzione Donna, che porterebbe a mettere lo scivolo Brunetta sulla stessa lunghezza d'onda dell'isopensione, che al momento risulta essere  consentita ai dipendenti del settore privato.

Scivolo Brunetta: un sogno o realtà!

Proviamo un po' a fare il punto della situazione sul cosiddetto scivolo Brunetta. Per il momento non è altro che un'idea, che ipotizzerebbe un meccanismo volontario attraverso il quale incentivare l'esodo volontario dei dipendenti pubblici vicini all'età della pensione. La misura sarebbe riservata a quelle persone con una profesisonalità non adeguata a sfruttare ed a cogliere tutte le opportunità offerte dall'innovazione tecnologica. La misrua è anche rivolta a quanti non siano più motivati a rimanere nel settore pubblico. Lo scivolo Brunetta è, a tutti gli effetti, lo strumento per mandare in pensione i lavoratori statali che non siano riusciti a rimanere a passo con i tempi, ma è anche la strada più veloce per migliorare l'efficienza della Pubblica Amministrazione. Oggi come oggi, i dipendenti pubblici hanno un età media superiore ai 50 anni. Il 17% del totale ha compiuto più di 60 anni.

La possibilità offerta ai dipendenti pubblici di andare in pensione anticipatamente è uno dei punti centrali per riformare il pubblico impiego e per favorire la staffetta generazionale nel 2022. Uno dei nodi principali da sciogliere, però, è la copertura finanziaria. Nodo che verrebbe sciolto da un'eventuale penalizzazione dell'assegno mensile. Quello che è ancora necessario capire, però, è quanto questa penalizzazione inciderà sul totale dell'assegno. Ovviamente l'assegno verrebe tagliato unicamente alle persone che abbiano deciso di andare in pensione prima dei 67 anni.

Pensioni, una vera e propria riforma!

Lo scivolo Brunetta permetterebbe di organizzare una vera e propria riforma della Pubblica Amministrazione. Verrebbe favorito il turn over, grazie al reclutamento di nuovo personale aggionato e motivato. Difficilmente, però, si riuscirà a trovare un accordo o a delineare un progetto definitivo prima di settembre.

Una flessibilità più diffusa di accesso alla pensione è assolutamente necessaria all'esaurimento di Quota 100 afferma Domenico Proietti, Segretario confederale Uil -. Quota 100 ha dimostrato che se si usa la flessibilità e la volontarietà si da ai lavoratori uno strumento utile per scegliere il loro futuro. La flessibilità pensionistica è necessaria anche come strumento per il processo di ristrutturazione del nostro sistema produttivo dopo la pandemia da coronavirus. C'è stato in questi anni un turnover limitato nella Pubblica Amministrazione a causa dei mancati concorsi. Oggi si aprono opportunità importanti per molti giovani anche grazie alla flessibilità pensionistica. La Uil invita nuovamente il Governo ad aprire un confronto con i sindacati per trovare soluzioni utili ai lavoratori e al Paese.

Per il momento, comunque, lo scivolo Brunetta è una delle tante ipotesi messe sul tavolo che dovrebbero andare a sostituire Quota 100, che ricordiamolo permette di andare in pensione a 62 anni, con 38 di contributi. Purtroppo al 1° gennaio 2022 si dovrà tornare alle regole della riforma Fornero, che prevede l'accesso alla pensione di vecchiaia a 67 anni.