Novità importanti per i pensionati che riscuoteranno la pensione di settembre. Continua ancora l'anticipazione dei pagamenti allo sportello secondo uno scaglionamento per cognome e date, come accade ormai da oltre un anno, per ridurre il rischio di diffusione del coronavirus. 

Ma a settembre, il cedolino pensione presenterà delle novità perchè gli importi saranno maggiori. Ma non per tutti. A cosa è dovuto il maggior importo per il cedolino di settembre? Sarà un aumento costante o solo per il prossimo mese? Continua nella lettura per trovare la risposta.

Pensione settembre: Inps anticipa i pagamenti 

Si ripete anche per la pensione del mese di settembre, l'iter di anticipare il pagamento a partire dagli ultimi giorni di agosto per chi si reca agli uffici postali per ritirare l'assegno. Lo prevede l’ordinanza n.787 del 23 agosto 2021 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che permette a coloro che riscuotono la pensione presso Poste Italiane SpA di recarsi in anticipo nei giorni indicati in base alle iniziali del proprio cognome. Una modalità ormai consolidata che per via dell'emergenza sanitaria si protrae da oltre un anno. Un modo che però consente in tutta sicurezza di poter ritirare l'assegno della pensione. Ma quali sono le date previste per potersi recare agli uffici postali ed incassare la pensione di settembre?

Il calendario dei pagamenti è il seguente, in base alle iniziali del cognome:

A-B, giovedì 26 agosto;

C-D, venerdì 27 agosto;

E-K, sabato (mattina) 28 agosto;

L-O, lunedì 30 agosto;

P-R, martedì 31 agosto;

S-Z, mercoledì 1° settembre.

Trattandosi esclusivamente di un’anticipazione del pagamento, il diritto al rateo di pensione si matura comunque il primo giorno bancabile del mese.

Di conseguenza, nel caso in cui, dopo l’incasso, la somma dovesse risultare non dovuta, l’INPS ne richiederà la restituzione.

Non cambia nulla per chi riceve la pensione sul conto corrente bancario o postale, perchè l'accredito avverrà l'1 settembre, essendo un giorno lavorativo.

Pensione di settembre: quali sono le novità Inps

Il cedolino della pensione Inps di settembre, visibile tramite Spid dai servizi online dell'ente previdenziale, riflette diverse novità.

Le novità riguardano in modo diverso i pensionati interessati. Lo approfondiremo per tipologia di novità, ma qui riportiamo in sintesi quali sono le novità.

La prima interessa i pensionati che rischiano la sospensione del loro assegno se questo è collegato all'obbligo della dichiarazione del reddito ed il pensionato, nonostante i solleciti Inps, non ha fornito l'informazione reddituale.

Per i pensionati che hanno figli a carico, avranno un assegno al nucleo famigliare maggiorato, per effetto delle nuove disposizioni a seguito dell'introduzione dell'assegno unico ai figli.

La terza novità riguarda la liquidazione o la trattenuta del conguaglio Irpef, per effetto della dichiarazione dei redditi 2021 relativi al 2020.

Pensione settembre: a rischio sospensione Inps

Non saranno contenti alcuni pensionati che si troveranno una decurtazione della pensione, in quanto non in regola con le dichiarazioni dei redditi degli anni 2017 e 2018. Si tratta delle pensioni erogate in collegamento con il reddito prodotto. Ad esempio i trattamenti come l'integrazione al trattamento minimo, maggiorazione sociale, pensione ai superstiti sono erogati in collegamento al non superamento di un tetto reddituale. Per chi non effettua le dichiarazioni dei redditi, singolarmente o congiuntamente, o nel caso in cui l'Inps non possa avere contezza di tutti i redditi prodotti (ad esempio le plusvalenze da vendita di azioni, oppure gli interessi su titoli di stato, od ancora proventi da attività estere), c'è l'obbligo di comunicare all'Inps con il cosiddetto modulo RED, i redditi ulteriori che sommati a quelli già conosciuti dall'Inps potrebbero determinare la perdita della pensione. A settembre, l'Inps tratterrà 14 euro per le pensioni integrate al minimo, o, per quelle di importo superiore, la trattenuta sarà pari al 10% della pensione. La brutta sorpresa toccherà a coloro che hanno ricevuto i solleciti dall'Inps per comunicare la situazione reddituale degli anni 2017 e 2018, ma non hanno risposto all'invito. 

Per chi non comunicherà entro il 15 settembre i dati reddituali dei due anni indicati, l'Inps sospenderà l'erogazione della pensione con il rischio di revocarla.

Per le pensioni di invalidità, che corrono il rischio di sospensione si legga l'articolo Pensione invalidità: Inps sospende i pagamenti. Ecco a chi

Rimborso Irpef nella pensione di settembre

Per i pensionati che hanno presentato la dichiarazione dei redditi 2021 relativi al 2020, e che hanno un credito o un debito verso l'erario, il cedolino della pensione di settembre potrebbe contenere più soldi ma anche meno. Nel primo caso si è di fronte ad un rimborso Irpef a favore del contribuente pensionato che tra Irpef pagata nell'anno di riferimento e detrazioni o deduzioni fiscali è riuscito a poter avere un rimborso dell'Irpef trattenuta. Ma può anche succedere il contrario, ossia che il pensionato sia a debito con il fisco e quindi, se non ha optato per la rateizzazione, troverà la trattenuta nel cedolino di settembre. Ovviamente, i pensionati interessati sono coloro per i quali i prospetti di liquidazione sono stati pervenuti dall’Agenzia delle Entrate dopo il giorno 30 giugno. 

A questo proposito, si specifica che i contribuenti che hanno provveduto ad indicare l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale come sostituto d’imposta per quanto riguarda l’effettuazione dei conguagli del modello 730/2021, questi potranno effettuare le verifiche e controllare le cosiddette risultanze contabili a seguito della dichiarazione 730 con i relativi esiti, mediante l’accesso direttamente al servizio online "Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino", che è reso disponibile anche attraverso l’app INPS Mobile.

Pensione di settembre: la novità ANF

La misura urgente di riforma del welfare per le famiglie approvata con il decreto n. 79 dell'8 giugno 2021, introduce, in vai temporanea, due assegni distinti ed incompatibili tra di loro ma che segnano la novità degli aiuti ai figli che ci sarà da gennaio 2022. Oltre all'introduzione dell'assegno temporaneo ai figli, per chi non può contare dell'assegno unico ai figli, per chi invece può ancora contare sull'ANF, ci sarà un aumento. Lo stabilisce l’articolo 5, decreto-legge 8 giugno 2021, n. 79 in via temporanea per il solo periodo dal 1° luglio 2021 al 31 dicembre 2021, a tutte le pensioni per le quali sussiste il diritto all’ANF di cui all’articolo 2, decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, in legge 13 maggio 1988, n. 153.

Gli incrementi sono pari a:

  • 37,50 euro per ciascun figlio, per nuclei fino a due figli;
  • 55 euro per ciascun figlio, per nuclei con almeno tre figli.

La maggiorazione non viene riconosciuta se, sulla base delle disposizioni vigenti in relazione alla composizione e numerosità del nucleo familiare, ai livelli reddituali e alla composizione del reddito complessivo del nucleo stesso, l’importo ANF spettante non sia superiore a zero.

La maggiorazione sarà corrisposta sulla mensilità del mese di settembre 2021 in uno con gli arretrati per i mesi di luglio e agosto 2021, se dovuti.

Pensione settembre: trattenute fiscali

Al pari di chi percepisce uno stipendio, anche il pensionato è soggetto alla tassazione fiscale Irpef. Sia per quanto riguarda gli scaglioni conosciuti anche da chi prende una busta paga, che per quanto concerne le addizionali regionali e comunali Irpef. In base al reddito imponibile certificato dell'anno precedente, i contribuenti soggetti a tassazione Irpef devono anche versare al proprio comune e regione un'addizionale che viene trattenuta l'anno successivo in rate. Per l'addizionale regionale e comunale la rateizzazione è in 11 mesi, da gennaio a novembre. Mentre l'acconto dell'addizionale comunale, che continua ad essere versata anche nel cedolino pensione di settembre, è suddivisa in nove rate tra marzo e novembre. 

Pensione di settembre: le gestioni pubbliche

Sul rateo della pensione di settembre, come previsto dall'articolo 1, comma 1, della legge del 27 dicembre 2002, l'Inps liquida un importo aggiuntivo per i grandi invalidi. Si tratta del trattamento dell'accompagnatore militare. 

L'Inps effettuerà il versamento legato all'assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare sulla mensilità della pensione di settembre, comprendente anche gli arretrati in riferimento al periodo dal primo gennaio al 31 agosto di questo anno.

In questo senso, anche le prossime mensilità degli assegni pensionistici saranno coinvolte dal rateo degli assegni sostitutivi dell'accompagnamento militare, nei casi in cui vengano rispettate specifiche condizioni.

Relativamente agli importi dell'assegno sostitutivo dell’accompagnatore questi sono differenti in base al grado di invalidità del percettore della pensione, andando da un minimo di 450 euro ad un massimo di 900 euro; in particolare 

  • 900 euro mensili per i pensionati affetti dalle invalidità di cui alla lettera A), numeri 1), 2), 3), 4), secondo comma e A-bis della tabella E allegata al D.P.R. 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni;
  • a 450 euro mensili per i pensionati affetti dalle invalidità di cui alla lettera B) numero 1); C); D) ed E), numero 1 della tabella E.