Non tutti (forse) sanno che è possibile andare in pensione a 51 anni utilizzando la formula della pensione di vecchiaia anticipata. Precisiamo che non è stata modificata in alcun modo l’età pensionabile, né i requisiti che portano verso la pensione di vecchiaia ordinaria. In questo articolo ci occuperemo di evidenziare quelle condizioni che permettono ai lavoratori di poter richiedere la pensione di vecchiaia anticipata con le circostanze previste per il biennio 2021/2022. 

In buona sostanza, parliamo di regole previste dalla Legge Fornero, che come ben sappiamo ha inasprito i requisiti per la pensione, non consentendo più un’uscita agevolata ai lavoratori.

Causa l’avvicinarsi dello scalone quinquennale di Quota 100, molti lettori hanno richiesto maggiori informazioni sulla possibilità di poter anticipare l’uscita dal lavoro, ancor prima dell’introduzione della Riforma pensioni. Non sono pochi i lavoratori che si chiedono come e quando andare in pensione attraverso una formula che  anticipi l’uscita prima dei 67 anni.

Occorre, sottolineare che si tratta di una agevolazione pensionistica accessibile a pochi aventi diritto. In quanto, l’adesione a coloro su cui cadono le deroghe Amato che prevedono vincoli meno restrittivi sul fronte contributivo.

Il legislatore ha tutelato una cerchia di lavoratori, consentendo l’adesione alla pensione di vecchiaia agevolata nei requisiti. Ecco, perché, parliamo di una formula di pensione di vecchiaia anticipata che offre particolari tutele per gli invalidi civili e non vedenti. A coloro per cui l’INPS ha riconosciuto un’invalidità che si attesta dall’80%. Quest’ultimo criterio non è l’unico che garantisce l’accesso a questa particolare formula agevolata.

Pensione di vecchiaia anticipata: l’uscita agevolata per i lavoratori

I cittadini annotati nel Fondo pensioni dipendenti (FPLD), a cui l’INPS ha convenuto un’invalidità che si attesta nella percentuale dall’80%, possono richiedere l’uscita anticipata con la pensione di vecchiaia. Un’agevolazione che permette alle donne di poter uscire con la pensione di vecchiaia anticipata con 56 anni di età, mentre per gli uomini l’asticella del requisito anagrafico si sposta su 61 anni di età. Innescando le condizioni regolamentate dall’articolo 1 co. 7 del decreto Legislativo n. 503/1992.

In buona sostanza, i lavoratori possono ritirarsi dal lavoro per andare in pensione con la pensione di vecchiaia se hanno perfezionato un montante contributivo minimo di 20 anni. Tuttavia, per i lavoratori per cui si applicano le regole disposte nelle deroghe Amato tale requisito viene ridimensionato a 15 anni di contribuzione.

La sola invalidità non è l’elemento chiave per la pensione di vecchiaia anticipata, ma è particolarmente rilevante che non solo il lavoratore sia in possesso di un’invalidità dall’80%, ma che affiancata a essa sia presente l’annotazione nell’Assicurazione generale obbligatoria (AGO) o, ancora, che sia iscritto nei fondi di previdenza sostitutiva legata a un montante contributivo al 31 dicembre 1995.

Sono esclusi dalla pensione di vecchiaia anticipata i lavoratori del comparto pubblico o autonomi. Questa particolare agevolazione permette al lavoratore di poter godere di un’uscita anticipata flessibile attraverso la formula della pensione di vecchiaia riservata ai dipendenti o, ancora, ai lavoratori sostitutivi che hanno maturato una contribuzione nei Fondi pensione.

Pensione di vecchiaia anticipata: l’ordinamento giuridico per i non vedenti

Il legislatore ha regolamentato le tutele per i lavoratori, che possono godere della pensione di vecchiaia anticipata falciando di gran lunga i requisiti previsti per la formula di vecchiaia ordinaria. Ecco, perché i lavoratori non vedenti a cui è stata approvata una forma di cecità assoluta o, ancora per coloro con un campo visivo residuo inferiore di 1/10.

Come riportato dalla Leggepertutti, tutti coloro che appartengono alla categoria di lavoratori non vedenti, invalidità riconosciuta ancor prima della decorrenza dell’attività lavorativa, godono di condizioni particolarmente privilegiate per il biennio 2021/2022, tra cui:

  • possono accedere alla pensione di vecchiaia anticipata le donne con un’età di almeno 51 anni. Se hanno perfezionato una contribuzione minima non inferiore agli anni 10. Prevista una finestra mobile di più di 12 mesi;
  • possono accedere alla pensione di vecchiaia anticipata gli uomini con un’età di almeno 56 anni. Se hanno perfezionato una contribuzione minima non inferiore agli anni 10. Prevista una finestra mobile di più di 12 mesi.

I lavoratori non vedenti, la cui invalidità è stata riconosciuta dopo la decorrenza del primo lavoro, ossia dopo la prima contribuzione accreditata presso l’INPS. I lavoratori sono ammessi alla pensione di vecchiaia anticipata in presenza del perfezionamento di una contribuzione non inferiore ai 10 anni, susseguenti allo scoprire della forma di cecità.

I lavoratori autonomi che hanno perfezionato una contribuzione mista derivante sia dall’attività autonomia, che da quella subordinata possono richiedere l’accessibilità alla pensione di vecchiaia anticipata che per il biennio 2021/2022. In questo caso, l’asticella anagrafica subisce un rialzo di 5 anni con una finestra mobile superiore ai 18 mesi, rapportati ai criteri sopra indicati. Nello specifico, possono aderire alla pensione di vecchiaia anticipata i lavoratori, se presenti diversi criteri, tra cui:

  • per le lavoratrici l’accesso viene fissato a 56 anni. Se presente una contribuzione non inferiore a 10 anni. Prevista una finestra mobile di più di 18 mesi;
  • per i lavoratori l’accesso viene fissato a 61 anni. Se presente una contribuzione non inferiore a 10 anni. Prevista una finestra mobile di più di 18 mesi.

Ti suggeriamo questo canale YouTube di Campini net che spiega le condizioni previste per la pensione INPS di vecchiaia anticipata.

Pensione di vecchiaia anticipata: la variazione dei criteri

Per lavoratori che fanno parte della categoria dei dipendenti non vedenti, ma che non rientrano nelle condizioni espresse nei paragrafi innanzi descritti, con un’anzianità contributiva che si attesta sotto i 10 anni di contribuzione versati dopo il verificarsi dello stato di cecità, possono aderire alla pensione di vecchiaia seguendo le disposizioni previste dall’articolo 22, Co.3, D.lgs.503/1992 (legge Amato). Nello specifico possono aderire a questa formula i lavoratori in presenza dei seguenti requisiti, tra cui:

  • 61 anni di età per gli uomini con una finestra mobile di almeno 12 mesi. Per i lavoratori autonomi l’età si sposta a 66 anni, con una finestra mobile di almeno 18 mesi;
  • 56 anni per le donne con una finestra mobile di almeno 12 mesi. Per le lavoratrici autonome l’età si sposta a 61 anni, con una finestra mobile di almeno 18 mesi.
  • montante contributivo non inferiore a 15 anni.

Attenzione! Non sono ammesse agevolazioni particolari per i lavoratori appartenenti al comparto del pubblico impiego.

Oltre, ai requisiti i lavoratori non vedenti devono rientrare in particolari condizioni, tra cui:

  • ammessa la maggiorazione contributiva non superiore a 4 mesi applicata su ogni anno di lavoro;
  • ammesso un incremento non superiore a 4 mesi applicato su ogni anno di lavoro.

Pensione di vecchiaia: con un’anzianità contributiva minima di 15 anni

Secondo quando regolamentato dall’articolo 2 del decreto Legislativo n. 503/1992, che pone in rilievo le disposizioni previste nella Legge Amato, alcune categorie di lavoratori possono anticipare l’uscita attraverso la pensione di vecchiaia con appena 15 anni di contributi, contro gli attuali 20 previsti nel provvedimento ordinario. In particolare, le 3 deroghe permettono l’adesione alla pensione di vecchiaia con un montante contributivo ridotto, rispetto quello ordinario. In particolare, possono godere di quest’ultima agevolazione i lavoratori che rientrano in determinate condizioni, tra cui:

  • se in possesso di una contribuzione riconosciuta prima del 13 dicembre 1992. In questo caso, si attiva la prima deroga Amato, che consente un’uscita con la pensione di vecchiaia anticipata con 15 anni di contribuzione. Una formula che ammette un montante contributivo tra: contributi volontari da ricongiunzione, figurativi, obbligatori, riscatto e così via. Prevista l’annotazione del lavoratore nell’elenco dell’AGO, ex Enpals, ex Inpdap;
  • se in possesso dell’autorizzazione alla contribuzione volontaria con provvedimento antecedente al 24 dicembre 1992. In questo caso, si attiva la seconda deroga amato che permette un’uscita con la pensione di vecchiaia anticipata con un minimo di contributi pari a 15 anni. Una formula accessibile agli autonomi, lavoratori annotati nell’AGO o, ancora, nell’ex Enpas. I lavoratori impiegati presso Poste italiane o settore pubblico, le norme sulla contribuzione volontaria sono attive dal 12 luglio 1997. Una formula che ammette un montante contributivo tra: contributi volontari da ricongiunzione, figurativi, obbligatori, riscatto e così via
  • se in possesso di almeno 52 settimane versate negli ultimi 10 anni, si attiva la terza deroga Amato. I lavoratori regolarmente registrati nell’elenco dell’AGO, fondo esonerativi o, ancora, fondo sostitutivo.

La deroga Amato permette di aderire alla pensione di vecchiaia ordinaria a 67 anni di età nel 2022 e la pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori in possesso d'invalidità

In alcune circostanze la contribuzione di 15 anni può essere raggiunta con il cumulo contributivo.

Pensione di vecchiaia: quando bastano 5 anni di contribuzione?

I 70enni con un’anzianità contributiva non inferiore a 5 anni possono richiedere la pensione di vecchiaia, se non dispongono di accrediti contributivi al 31 dicembre 1995. Quest’ultima formula per il biennio 2021/2022 prevede il perfezionamento di 5 anni di contribuzione e un’età pari a 71 anni.

Altre informazioni sulla pensione con la Rendita Integrativa Rita, sono disponibili qui.