L’argomento pensioni 2022 è uno dei temi più scottanti del nuovo anno. Abbiamo da poco salutato Quota 100, e già ci prepariamo ad accogliere una novità, ossia l’aumento dei trattamenti pensionistici.

Ormai è infatti ufficiale: i pensionati italiani potranno contare su degli assegni più ricchi per l’anno corrente.

Il Governo Draghi è infatti ben consapevole della difficile situazione economica che il nostro Paese si trova ad affrontare e, oltre alle numerose misure a sostegno del reddito pensate per giovani e lavoratori, ha pensato bene di concedere delle pensioni 2022 più elevate.

I trattamenti pensionistici saranno più ricchi per due motivazioni differenti, che analizzeremo nel dettaglio nel corso dell’articolo.

Ovviamente, gli aumenti alle pensioni 2022 dipenderanno in larga parte dal reddito del pensionato stesso, ma potranno raggiungere cifre abbastanza elevate: il massimo ottenibile è pari a 700 euro.

Pensioni 2022: l’aumento dovuto all’inflazione

Il primo aumento alle pensioni 2022 è quello che deriva dall’inflazione: grazie ad essa, i trattamenti pensionistici subiranno un aumento che può arrivare all’1,7%.

Spieghiamoci meglio: il tasso di inflazione, come molti sapranno, è aumentato.

Si è reso dunque necessario aumentare le pensioni per adeguarle all’inflazione: in altre parole, le pensioni 2022 sono state rivalutate secondo un meccanismo che prende il nome di perequazione.

Chiaramente, l’aumento dato dalla rivalutazione dovuta all’inflazione non è uguale per tutti, ma dipenderà da quanto il pensionato stesso percepiva prima della rivalutazione.

L’aumento dell’1,7% sarà garantito soltanto ai percettori di pensione minima o a chi è titolare di trattamento fino a tre volte la cifra della pensione minima.

Per i restanti pensionati, sono invece previste percentuali differenti: per chi percepisce fino a cinque volte la pensione minima, si potrà avere un aumento dell’1,53%.

Per tutti gli altri, l’aumento sarà pari all’1,275% calcolato sul valore della pensione.

La perequazione, però, non vedrà la luce subito: la rielaborazione dei cedolini è prevista non prima della prossima primavera.

Infatti, per far sì che le pensioni di gennaio 2022 venissero erogate per tempo e senza alcun ritardo, l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale ha calcolato i trattamenti utilizzando la vecchia percentuale di perequazione, con la conseguenza che, per le pensioni 2022 di questo mese, non si è avuto alcun aumento.

Tra l’altro, anche se la percentuale di aumento è più alta per chi percepisce pensioni più basse, è opportuno fare una considerazione: dato che la percentuale va calcolata sull’importo delle pensioni percepite, saranno coloro che percepiscono importi più alti a poter fruire di aumenti più sostanziosi.

Pensioni 2022: aumenti grazie al taglio Irpef

Il secondo aumento che riguarda le pensioni 2022 è quello che deriva dal taglio dell’Irpef, che il Governo ha previsto per l’anno corrente.

Taglio che, dunque, non viene riservato solamente ai lavoratori, ma che interesserà anche i pensionati e i loro trattamenti pensionistici.

Anche in questo secondo caso, l’entità dell’aumento dipenderà in larga parte dall’importo che il pensionato percepisce ogni mese.

In media, si stima che l’aumento pensioni 2022 derivante dal taglio dell’Irpef sia pari circa 178 euro, ma per redditi più alti la maggiorazione sale, anche di molto.

Per redditi superiori ai 40.000 euro annui, infatti, l’aumento previsto va dai 500 euro annui, fino al massimo di cui parlavamo in apertura, ossia ben 700 euro totali.

Gli aumenti di cui abbiamo parlato fino ad ora non saranno solamente sull’importo lordo delle pensioni; infatti, dato che saranno previste meno tasse grazie al taglio dell’Irpef, i pensionati potranno contare su un netto più elevato.

Pensioni 2022: oltre all’aumento, tante novità

Quella degli aumenti non è l’unica news che riguarda le pensioni 2022.

Abbiamo infatti da pochissimo assistito alla cancellazione della Quota 100, che è stata sostituita dalla nuova Quota 102, la quale durerà però solamente fino alla fine del 2022.

Per tutto l’anno corrente, coloro che vorranno accedere alle pensioni sfruttando il nuovo meccanismo Quota 102 dovranno in sostanza attestare 38 anni di contribuzione. Il secondo requisito di accesso, poi, è di tipo anagrafico, ossia 64 anni di età minima in modo da raggiungere, per l’appunto, la Quota totale di 102.

Per ulteriori informazioni su Quota 102, si consiglia ai lettori il video YouTube che la Consulente Lucia Pirruccio ha recentemente condiviso sul suo canale in merito all’argomento:

Pensioni 2022: pensione anticipata per le donne

Altra notizia che riguarda le pensioni 2022 e che si affianca alla questione degli aumenti di cui abbiamo parlato ampiamente è quella della conferma di Opzione Donna.

Una conferma davvero sofferta, che è comunque arrivata dopo mesi di incertezze e discussioni, che hanno visto come protagonisti sia il Governo che i sindacati.

L’Opzione, spesso criticata per la sua onerosità, tanto per lo stato quando per le donne che accedono alle pensioni utilizzando questo metodo, consentirà comunque, per tutto l’anno 2022, l’accesso alle pensioni a 58 anni di età (59 solo per le lavoratrici autonome) e con 35 anni di contributi.

Come nel caso di Quota 102, comunque, anche Opzione Donna sembra destinata ad una conferma temporanea, per il solo 2022.

Entro la primavera, in effetti, si attende la già prevista Riforma Pensioni 2022, che riformerà tutto il sistema pensionistico italiano.

E, dato che l’Opzione non gode di molti favori, soprattutto perché molto onerosa per le casse statali italiane, molto probabilmente si tratta di una delle forme di pensionamento anticipato che non vedranno alcun seguito oltre il 2022.

Pensioni 2022: si punta tutto su APE Sociale

Un destino molto differente spetterà invece alla forma di pensionamento anticipato chiamata APE Social, che sembra essere la vera protagonista tra tutte le novità relative alle pensioni 2022.

L’Anticipo Pensionistico, altro nome per l’APE Sociale, è infatti stato addirittura potenziato per l’anno corrente, ampliando le categorie che a questo anticipo possono accedere.

Come lascia intendere il nome stesso della forma di pensionamento, in questo caso non si accede al trattamento pensionistico diretto, ma solo ad un suo anticipo, che viene corrisposto fino a che il pensionato non raggiunge i 67 anni richiesti per la pensione ordinaria.

Tornando all’ampliamento, quello relativo ad APE Social sarà, molto probabilmente, destinato ad essere ulteriormente potenziato nei mesi a venire: nelle intenzioni del Governo sembra infatti esserci un ulteriore modifica all’APE Social, che serva a rendere l’anticipo pensionistico ancora più accessibile.

Al momento, comunque, tra coloro che potranno accedere alle pensioni 2022 sfruttando APE Social ricordiamo non soltanto i lavoratori impiegati in mansioni gravose, ma anche i dipendenti sanitari e scolastici.

Per completezza di informazioni, analizziamo infine tutti i requisiti di accesso alle pensioni 2022 grazie ad APE Sociale.

Innanzitutto, il lavoratore interessato dovrà attestare una contribuzione pari a 30 anni o più; c’è poi un requisito relativo all’età, che è fissata ad un minimo di 63 anni.

Inoltre, ovviamente, occorre anche dimostrare l’appartenenza ad una delle categorie lavorative che danno diritto all’Anticipo Pensionistico Sociale.

Per qualsiasi novità in merito alle pensioni 2022, si invitano i lettori a consultare in maniera frequentemente queste pagine: non tarderemo a darvi notizie aggiornate qualora dovessero presentarsi ulteriori news, sia su aumenti che sulla futura Riforma.