Anche le pensioni finiscono sotto l'occhio del ciclone dei pignoramenti. Debiti dimenticati, pendenze con il fisco: non importa. Il recupero crediti parte. La domanda che molti nostri lettori, comunque, si porranno è se le pensioni siano pignorabili o costituiscano una rendita inviolabile ed inattaccabile. A volte gli assegni previdenziali sono così bassi, che pensare che arrivino a pignorare il quinto di quanto viene erogato mensilmente spaventa. Partendo, proprio, da questo dubbio di fondo, forse, è necessario cercare di capire cosa sia il cosiddetto minimo vitale, sotto il quale il pignoramento è sempre illegittimo.

La domanda successiva è la seguente: come si calcola il quinto della pensione. Ma soprattutto cosa potrò accadere se vi è già un precedente pignoramento od una cessione del quinto. Quest'oggi cercheremo di capire se sia possibile bloccare l'assegno che ogni mese viene versato dall'Inps, ma soprattutto cercheremo di scoprire quali siano i soggetti che sono legittimati a farlo.

Il pignoramento anche sulle pensioni!

Quando un soggetto si trova nella necessità di recuperare un credito, deve provvedere ad attivare una complessa procedura, che porti alla condanna del debitore e al pagamento della somma che spetta al creditore. In un secondo momento sarà possibile procedere a pignorare i beni del debitore, compresi gli eventuali crediti che questo abbia presso terzi. Tra questi ultimi rientra anche la pensione.

Non sempre è necessario avere arrivare alla condanna - che ricordiamo passa dalla sentenza di giudice o da un decreto ingiuntivo -, ma è sufficiente che il creditore abbia tra le mani una cambiale od un assegno, che siano già stati protestati. Questi due documenti permettono di ottenere il pignoramento immediato. Stesso valore lo ha una cartella esattoriale, alla non si sia provveduto a fare opposizione entro 60 giorni dalla sua notifica: in questo caso è come se ci trovassimo davanti ad una vera e propria condanna e quindi non è necessario un ulteriore giudizio.

Sono definiti titoli di credito i seguenti documenti: sentenza, decreto ingiuntivo, assegno, cambiale, cartella di pagamento. Siamo davanti a delle vere e proprie pezze d'appoggio che certificano a tutti gli effetti che esiste un credito, se lo si vede dalla parte del creditore. O un debito, se lo si vede dalla parte di chi deve pagare. Nel caso in cui non si sia in possesso di un titolo di credito, non è possibile procedere al pignoramento. Giusto per avere un'idea: il fatto che venga emessa una fattura od una bolletta, non è sufficiente perché si possa procedere a pignorare la pensione.

Nel momento in cui il creditore si trovasse in possesso di questo titolo di credito, potrà rivolgersi all'ufficiale giudiziario e gli chiederà il pignoramento dei beni del debitore. Sarà lo stesso creditore ad individuare i beni che potranno essere assoggettati ad esecuzione forzata.

Pignorare la pensione presso l'Inps!

Anche la pensione rientra tra i beni che il creditore può andare a pignorare, per vedersi saldare il credito. Per procedere con il pignoramento è possibile intraprendere due strade.

La prima strada che il creditore può intraprendere è quella di aggredire la pensione prima che questa venga pagata dall'Inps al debitore. In questo caso l'atto di pignoramento dovrà essere notificato direttamente all'istituto di previdenza e al debitore stesso. Proprio a seguito di questo atto di notifica, l'Inps provvederà a trattenere il quinto della pensione, che dovrebbe erogare mensilmente al debitore. Questo quinto verrà poi versato direttamente al creditore dalla stessa Inps, fino ad esaurimento totale del debito. Il pignoramento del quinto della pensione avviene non appena l'Inps riceve l'atto di pignoramento. Ovviamente il creditore, prima di mandare il tutto all'Inps deve essersi recato da un giudice ed il tribunale deve aver autorizzato lo storno.

La seconda strada che può percorre il creditore è quella di pignorare la pensione dopo che questa sia stata pagata e versata sul conto corrente del pensionato. La procedura è simile a quella che abbiano analizzato fino a questo momento, ma la notifica invece di arrivare all'Inps arriva all'intermediario finanziario presso il quale il debitore ha aperto il proprio conto. Questa soluzione potrebbe risultare più rischiosa per il creditore, perché il debitore potrebbe aprire un nuovo conto sul quale farsi accreditare la pensione. A questo punto il creditore dovrebbe scoprire l'esistenza di questo ulteriore conto corrente e provvedere al pignoramento anche di questo.

Ok! Il quinto della pensione è pignorabile!

Non importa che il creditore provveda a pignorare direttamente la pensione all'Inps o in banca (o alla posta, se viene accreditata lì). Il tetto massimo che può pignorare è il 20% dell'importo che il debitore riceve ogni mese come pensione. Qui è necessario, poi, fare un ulteriore chiarimento: il quinto viene calcolato sull'importo netto che percepisce il debitore. Ma soprattutto nel quinto pignorabile non si tiene conto di eventuali precedenti cessioni del quinto, perché non sono equiparabili ad un pignoramento. Ma sono atti volontari.

Il sito La Legge per Tutti spiega che:

Quando la pensione viene pignorata presso l’Inps, il quinto pignorabile viene determinato previa decurtazione dall’assegno mensile del cosiddetto minimo vitale, un importo pari a una volta e mezzo l’assegno sociale (per come aggiornato annualmente). Ad esempio, per il 2021, l’assegno sociale è pari a 460,28 euro. Quindi, il minimo vitale della pensione è di 690,42 euro. Ad esempio, su una pensione di 1.000 euro netti il quinto da pignorare si calcola sulla differenza tra 1.000 e 690,42 euro (minimo vitale) ossia su 309,58 euro. Il quinto pignorabile è pari quindi a 61,92 euro. Tale sarà l’importo che mensilmente l’Inps trattiene sulla pensione fino ad estinzione del debito.