Pensioni 2023, Assegno Unico e bonus famiglia: modifiche a cui sta lavorando il Parlamento

Pensioni 2023, Assegno Unico, Bonus Famiglia e non solo: le modifiche a cui sta lavorando in questi giorni il Parlamento. Su quali misure si sta discutendo?

Pensioni 2023, assegno unico e bonus famiglia

Pensioni 2023, Assegno Unico, Bonus Famiglia e non solo: ecco le modifiche a cui sta lavorando in questi giorni il Parlamento. Come cambieranno le misure? Ricordiamo, infatti, che l’attuale Legge di Bilancio è ancora emendabile dal Parlamento fino al prossimo 31 dicembre 2022.

Pensioni 2023, da Opzione Donna alle pensiono minime

Le modifiche a cui sta lavorando il Parlamento in tema pensioni sono differenti. Ad oggi l’uscita dal lavoro prevista in Legge di Bilancio è consentita con 62 anni di età anagrafica e 41 anni di contributi, chiamata a tal proposito Quota 103, mentre la proroga dell’Ape Sociale consente di ottenere ai lavoratori che hanno svolto mansioni gravose un’indennità mensile come anticipo pensionistico. Per queste due misure, però, non son previste modificazioni in Parlamento, nonostante la prima si rivolga per l’85% a uomini.

Sorte differente per Opzione Donna 2023, che ad oggi consente alle donne con 35 anni di anzianità contributiva e 58 anni, se lavoratrici dipendenti, o 59 se lavoratrici autonome, di uscire anticipatamente dal lavoro. Nonostante in Legge di bilancio il Governo Meloni ha dato l’ok ad una proroga di Opzione Donna, allo stesso tempo ha inserito numerosi paletti.

Nello specifico, potranno godere di Opzione Donna nel 2023 solo lavoratrici dipendenti di aziende in crisi, licenziate, caregiver e invalide civili. Per accedere alla misura si dovranno avere almeno 60 anni di età anagrafica, che sarà scontata in base al numero di figli, entro un massimo di due anni.

Al Parlamento, in tema Pensioni 2023, si lavora proprio su quest’ultimo punto della misura perché tale distinzione potrebbe violare il principio di uguaglianza, ma non solo, poiché tra le diverse ipotesi c’è anche quella di una proroga di Opzione Donna, non più estesa a tutto l’anno, ma solo ad alcuni mesi con gli stessi requisiti 2022.

Pensioni 2023, cosa succede alla pensione minima

Tra le modifiche a cui sta lavorando il Parlamento c’è anche quella di alzare le pensioni minime a 600 euro, nonostante queste abbiano già una rivalutazione maggiorata nel 2023 pari all’8.8% (ricordiamo che la rivalutazione è stata approvata al 7.3%), che salirà ulteriormente nel 2024 fino a raggiungere il 10%.

In sostanza, per le Pensioni 2023 minime aumenterebbero di 46 euro netti, arrivando a 570 euro, mentre nel 2024 supererebbero addirittura i 580 euro. Per Forza Italia, però, per i cittadini over 70 e con ISEE bassi, queste dovrebbero essere portate a 600 euro, mentre per il momento è stato accantonato il sogno di innalzare le Pensioni 2023 minime a 1.000 euro (irrealizzabile per ora).

Leggi anche: Pensioni, dal 2023 questi pensionati avranno un taglio sull’assegno fino 175 euro al mese

Assegno Unico e Quoziente Familiare

Accantoniamo, ora le Pensioni 2023, e passiamo alle modifiche a cui sta lavorando il Parlamento in tema Assegno Unico.

Per ora, la Legge di Bilancio, approvata dal Governo e giunta in questi giorni in Parlamento per gli eventuali emendamenti, prevede che l’Assegno Unico nel 2023 sia aumentato in questo modo:

  • di un importo pari al 50% del totale mensile per tutto il primo anno di vita del figlio;

  • di un importo pari ad un altro 50% del totale mensile per nuclei numerosi, con tre o più figli, per un totale di 3 anni;

  • dall’altro canto resta stabile l’aumento previsto per i figli disabili maggiorenni fino a 21 anni, che era stato introdotto da poco e solo per il 2022.

Inoltre, l’assegno unico sarà rivalutato sia per gli importi corrisposti (l’importo massimo dovrebbe passare dai 175 euro 2022 ai circa 190 euro), sia sull’ISEE minimo, che dovrebbe salire a 16 mila euro.

Per il 2023, inoltre è prevista un’altra novità in tema Assegno Unico e bonus per famiglie: il quoziente familiare. Cos’è il quoziente familiare? Si tratta di un indicatore che si ottiene dividendo il reddito complessivo del nucleo per il numero di componenti. Questo sarà il parametro per l’accesso ai trattamenti Inps, come i bonus famiglia 2023.

Bonus Famiglia 2023, ecco quanto previsto in Legge di Bilancio 2023

Tra le misure su cui potrà intervenire in questi giorni il Parlamento ci sono anche i bonus famiglia 2023 e altre misure approvate in Legge di Bilancio. Vediamole insieme:

  • Congedo per padri confermato a dieci giorni e con il 100% della retribuzione

  • Congedo lavoratori dipendenti aumentato da 6 a 9 mesi

  • Congedo di maternità più lungo di un mese, con retribuzione all’80% e non più al 30%

  • Fondo di 68 milioni di euro per famiglie in cui i genitori lavorano; questo fondo servirà per i centri estivi dei ragazzi

  • Nuovo bonus per i genitori di figli gemelli, che possono contare su 100 euro in più al mese per i primi tre anni di vita dei bambini

  • Taglio dell’Iva per assorbenti, pannolini e prodotti dell’infanzia al 5%, la cosiddetta tampon tax

  • Tra i bonus famiglie 2023 c’è anche la carta risparmio spesa per famiglie con redditi entro i 15 mila euro elargita dai Comuni

  • Potenziata la carta acquisti per famiglie con ISEE fino a 20 mila euro

  • Nuovo bonus sociale in bolletta 2023 rafforzato per il primo trimestre 2023, non più per chi ha ISEE entro 12 mila euro, ma bensì 15 mila euro, mentre rimane standard l’ISEE 20 mila euro per nuclei numerosi

  • Infine, il Governo Meloni ha prorogato per tutto il 2023 il Bonus Prima Casa Under 36

Queste le misure per la famiglia approvate in Legge di Bilancio 2023, su cui il Parlamento potrebbe apportare modifiche.