Pensioni 2023, clamorosa svolta del governo Meloni: non ci sarà l'aumento da gennaio

Pensioni INPS stop agli aumenti ipotizzati da gennaio 2023. La rivalutazione degli importi previsti per l’adeguamento al costo della vita subisce una frenata e potrebbe slittare ad un momento successivo. Ecco perché.

pensioni-2023-clamorosa-svolta-del-governo-meloni-non-ci-sara-aumento-da-gennaio

Pensioni INPS stop agli aumenti ipotizzati da gennaio 2023. La rivalutazione degli importi previsti per l’adeguamento al costo della vita subisce una frenata e potrebbe slittare ad un momento successivo. Ecco perché.

Cattive notizie per i pensionati italiani. I tanto sbandierati aumenti dovuti alla rivalutazione degli importi molto probabilmente non ci saranno e slitteranno ad un momento successivo.

Gli aumenti derivanti dalla rivalutazione al costo della vita sono stati dichiarati necessari dal Governo Meloni anche alla luce dei dati Istat diffusi a novembre.

I dati dell’indice generale dei prezzi al consumo ha registrato un aumento dello 0,5% su base mensile e dell’11,8% su base annua.

Questo forte rialzo causato dall’aumento del costo della vita, dovuto alla crisi internazionale tra Russia e Ucrania che sta facendo sentire i suoi effetti sull’intero sistema economico italiano, aveva portato il governo di centro destra ad annunciare già da gennaio 2023 gli aumenti degli importi delle pensioni.

Ma dal Governo pare stia per arrivare uno stop alla rivalutazione che secondo indiscrezioni dovrebbe essere meno generosa di quanto annunciato nei mesi scorsi.

Ad annunciare gli aumenti era stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che aveva dichiarato una maggiorazione degli importi rispetto all’aumento generale del costo della vita determinato in base ai dati inflazionistici.

Il termine ultimo per l’approvazione della Legge di Bilancio, il 31 dicembre, si avvicina ma certezze non se ne vedono. Pertanto si sta rischiando il passaggio all’esercizio provvisorio.

Ma qual'è il motivo di questo stop e quali modifiche sono state annunciate alla Legge di Bilancio in termini di aumenti relativamente al sistema di indicizzazione delle pensioni? Vediamo la situazione nel dettaglio.

Pensioni 2023, clamorosa svolta del governo Meloni: non ci sarà l'aumento da gennaio

L’aumento delle pensioni in seguito alla rivalutazione molto probabilmente non ci sarà o quanto meno verrà rinviato a data da destinarsi.

L’aumento previsto per gennaio 2023 ed annunciato dal ministro dell’economia e delle finanze Giorgetti non ci sarà almeno per il momento.

La rivalutazione calcolata in base ai dati diffusi dall’Istat sugli aumenti dei prezzi al consumo subirà uno stop momentaneo.

Ormai è noto che l’intero sistema economico italiano è in forte crisi. A risentirne soprattutto le famiglie italiane sempre più in crisi.

Per far fronte a questa situazione di emergenza, il governo ha previsto nella bozza della Legge di bilancio un pacchetto di aiuti appositamente pensato per sostenerle.

Tra le varie misure è stata annunciata più volte l’adeguamento delle pensioni al costo della vita dal 1 gennaio 2023, per un aumento massimo pari al 7.3%.

Ma al momento questo aumento non ci sarà. A confermarlo anche il sottosegretario leghista al Lavoro Claudio Durigon. Divergenti però le opinioni all’intero della stessa maggioranza.

Forza Italia chiede che gli aumenti inizino già da gennaio per alcune categorie di pensionati, cioè gli over 70.

A frenare è il ministro Giorgetti, il quale sottolinea la necessità di calcolare l’entità delle risorse necessarie e l’età di partenza per far scattare gli aumenti.

Da ciò si evince come l’ostacolo maggiore per il cammino di questa proposta sia legato al reperimento delle risorse.

Pensioni Inps, stop agli aumenti ma previsto una rimodulazione del sistema di indicizzazione

Se da un lato si frena sugli aumenti delle pensioni Inps già da gennaio, dall’altro nella Legge di bilancio di prossima approvazione è previsto una modifica del sistema di calcolo degli aumenti, o per dirlo in termini tecnici del sistema di indicizzazione delle pensioni.

Il nuovo sistema a sei fasce andrebbe a sostituire quello vecchio che cosi come impostato prevede tre fasce di reddito con aumenti percentuali della rivalutazione differente del 100%, del 90% e del 75%.

Quello studiato dal governo invece ne prevede sei in base al reddito percepito con una percentuale decrescete all’aumentare dell’importo dell’assegno previdenziale.

A godere della maggiorazione piena dovuta alla rivalutazione del 7,3% soprattutto i percettori di pensione minima.

Nel dettaglio, i pensionati con reddito lordo mensile pari a 2.100 euro, ossia un valore 4 volte maggiore dell’importo minimo avranno una rivalutazione piena del 100 % cioè il 7,3% della cifra totale.

Pensioni Inps, queste le percentuali di aumenti previste nella Legge di Bilancio

Se da gennaio 2023 non sono previsti aumenti degli importi delle pensioni, certa è la modifica del sistema di indicizzazione con la suddivisione in sei fasce di reddito.

Per i trattamenti pensionistici di importi compresi tra 2.100 e 2.650 euro, la rivalutazione prevista sarà del 5,84 %;

Se la pensione mensile lorda è compresa tra 2.626 e 3.150 euro, la rivalutazione sarà del 4.01%.

Coloro che percepiscono pensioni comprese tra 3.150 e 4.201 euro avranno un aumento pari al +3,65 % .

Trattamenti pensionistici compresi tra 4.201 e 5.250 euro avranno un aumento pari a +2,92%.

Ultima fascia prevede per i trattamenti pensionistici di oltre a circa 5.251 euro un aumento pari al +2,55 %.