Tutti in pensione a 62 anni? Possibile, secondo il Governo Draghi. Infatti le ultime proposte da parte dell'attuale governo presieduto dall'ex Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, vorrebbero puntare a impedire l'uscita pensionistica a 67 anni, come già prevista dall'attuale riforma delle pensioni Fornero.

Anzi, stando anche al possibile calcolo dell'aspettativa di vita, previsto entro il 31 dicembre 2021, si teme anzi un aumento dell'età pensionabile, non più a 67 anni bensì a 70 anni! Cioè l'età attualmente prevista per chi ha meno di 20 anni di contributi.

L'idea quindi di ridurre almeno di 4 anni (o 7 anni) l'uscita potrebbe essere un sollievo, specie per chi, dopo decenni di contributi versati, ha il diritto sacrosanto di ritirarsi e godersi la vecchiaia. 

Infatti, anche fuori dalla proposta governativa, non mancano le opzioni per l'anticipo pensionistico, come Ape Sociale o i fondi complementari RITA.

Riforma delle pensioni Fornero: come funziona oggi

Al di fuori di Quota 100 e altre opzioni, qualora la proposta non dovesse andare in porto, toccherà rimanere con la Riforma delle Pensioni Fornero, così come determinata dall'articolo 24 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, che prevede due requisiti chiave:

  • 67 anni come età anagrafica;
  • 20 anni minimi di contributi versati.

I contributi servono, altrimenti toccherà attendere qualche anno prima di andare in pensione. Nel caso del possesso di soli dieci anni di contributi bisognerà aspettare i 70 anni d'età

Il problema è che quest'età potrebbe essere quella richiesta in caso di calcolo dell'aspettativa di vita. La riforma prevede un calcolo ogni due anni, infatti l'età anagrafica di 67 anni è stata disposta dall'adeguamento del 2019. Se a fine 2021 il calcolo porterà ad un aumento dell'aspettativa, si andrà a 70 anni.

Per tale motivo sono state proposte negli anni diverse misure per cercare, a chi avesse più contributi o condizioni lavorative particolari, di uscire prima e ritirarsi senza aspettare tutti questi anni.

Però due di queste sono una in scadenza, e l'altra nell'occhio di un ciclone "europeo".

Pensioni oggi: con la Riforma, addio a Quota 100 e Opzione Donna

Queste due opzioni pensionistiche, Quota 100 e Opzione Donna, sono sotto scacco per due motivi differenti.

La prima, nata col Decreto legge 4/2019 (poi Legge numero 26/2019), era una misura sperimentale che garantiva l'anticipo pensionistico a tutti i lavoratori e le lavoratrici, ma solo se si avesse raggiunto entro la fine dell'anno:

  • il compimento di 62 anni di età
  • il versamento di 38 anni di contributi.

Come "costo" richieva solo l'attesa di tre mesi o sei mesi (tra conferma del requisito e decorrenza della pensione) a seconda della propria posizione lavorativa:

  • tre mesi di attesa per i dipendenti privati;
  • sei mesi di attesa per i dipendenti del settore pubblico.

Essendo una misura sperimentale, aveva una durata programmata di 3 anni, quindi dal 1 gennaio 2022 non sarà più disponibile. Solo chi ottiene i requisiti entro il 31 dicembre 2021 (anagrafici e contributivi) potrà averla nel 2022.

Se però sei una lavoratrice puoi tentare con Opzione Donna, che garantisce l'uscita anticipata in questo caso solo per il gentil sesso, e solo se:

  • hai maturato almeno 35 anni di contributi;
  • hai raggiunto il 58° anno d'età se dipendente;
  • hai raggiunto il 59° anno d'età se autonoma.

Entrambe chiedono molti contributi, ma danno, in particolare quest'ultima, molti meno anni d'attesa. Se Quota 100 è ormai alla sua fine, Opzione Donna è stata messa in discussione a causa degli alti costi che ingenera, almeno da quanto riportato dall'ultimo report "Studi economici dell'OCSE: Italia 2021", dell'Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa.

Anche lei è dell'idea di aumentare l'età pensionabile, a causa:

“[delle] pressioni sulla spesa legate all’invecchiamento demografico e agli interessi sono elevate e destinate ad aumentare nel lungo termine”.

Però il Governo non s'è rassegnato, e vuole tentare quanto possibile per garantire un'uscita anticipata.

Riforma in arrivo! Tutti in pensione a 62 anni! Ecco come

La proposta chiave è quella di garantire un'uscita a 62 anni per tutti, come richiesto anche dai sindacati della CISL, a seguito delle incertezze dovute alla fine di Quota 100 e al rischio di dire addio anche a Opzione Donna

Come requisito contributivo sarà però necessario aumentare la quota, passando dai 38 anni della Quota 100 ai 41 anni, ovvero una Quota 41.

Come proposta è ben vista dai sindacati, anche per cercare di impedire un eventuale blocco lavorativo, che impedisca nuove assunzioni nei confronti della popolazione NEET (acronimo per Not in Education, Employment or Training) che in Italia sono oltre 3 milioni di ragazzi tra i 15-34 anni.

Se volete ulteriori approfondimenti sulla Riforma, vi suggerisco il video di Pensioni & Aggiornamenti.

Il problema è che già in precedenza la Quota non era ben vista dal Presidente dell'INPS, Pasquale Tridico, il quale anzi ha parlato di un costo enorme, maggiore rispetto a Quota 100: Quota 41 richiederebbe almeno il 0,4% in più del PIL, rispetto a quanto già è costata Quota 100.

Però va detto che il calcolo potrebbe risultare ridotto visto che la prima proposta di Quota 41 verteva solo sui contributi, lasciando quindi non vincolante il requisito anagrafico. 

In poche parole, nella prima proposta, se avevi 41 anni di contributi, potevi andare in pensione a 57 anni, se iniziavi (a titolo d'esempio) a 16 anni.

Con l'aggiunta di un limite anagrafico potrebbero esserci delle compensazioni, che, come s'è visto, scattano se si riduce uno dei requisiti. Altrimenti una valida opzione rimane l'Ape Sociale. E forse è più fattibile.

Pensioni a 62 anni con l'Ape Sociale: ecco come funziona

La proposta di estendere l'Ape Sociale, per garantire l'uscita a 62 anni è attualmente sostenuta dal sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Tiziana Nasini, che parla di un "Fondo nazioanle per la flessibilità in uscita dal mercato del lavoro", così da supportare l'uscita tra i 62, 63 anni massimo.

Nel caso dell'Anticipo PEnsionistico, qualora non ci fosse alcun'estensione, si rimarrebbe con questi due requisiti:

  • aver già compiuto 63 anni di età;
  • aver raggiunto 30 anni di contributi versati, o i 36 anni di contributi versati se per lavori gravosi.

Per lavoro gravoso si intende quel tipo di lavoro particolarmente pesante, specie se richiede una certa dose di responsabilità, come curare i malati (inferimere) o muovere dei macchinari industriali (addetto macchinista). 

Oltre ad anticipare l'uscita, si vorrebbe aumentare la platea dei lavori che possano avere questa agevolazione, in particolare per le categorie che hanno subito notevoli pressioni e carichi di lavoro a causa della crisi generata dalla pandemia da Covid.

Il problema per l'Ape Sociale rimarrebbe in merito per i caregiver, quelli che hanno dovuto assistere un proprio caro (coniuge, parente di primo grado) in stato di disabilità grave. L'accesso per loro richiederebbe comunque una quota contributiva di 30 anni

E in generale, per chi ha subito un licenziamento anticipato (purtroppo comune durante gli ultimi 18 mesi di Covid), questo è possibile solo se:

  • fatto tramite un provvedimento collettivo o individuale; 
  • siano delle dimissioni per giusta causa; 
  • prodotto dalla scadenza di un contratto a tempo determinato. 

Quindi l'Ape va livellata, altrimenti non saranno in pochi a dover aspettare i 67 anni, o i 70 anni.

Pensioni a 62 anni: è possibile con la RITA anche nel 2022!

Se non ti convince l'Ape Sociale, c'è sempre la RITA, cioè la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, che è praticamente un fondo complementare pensionistico. Almeno hai modo di andare in pensione a 62 anni, anche se con i dovuti distinguo.

Intando devi essere iscritto ad un fondo, e quindi bisogna essere in una di queste categorie lavorative:

  • lavoratori dipendenti;
  • lavoratori autonomi;
  • liberi professionisti;
  • precettori di redditi diversi dal lavoro.

A questo aggiungi anche il dover:

  • aver cessato l'attività lavorativa;
  • aver maturato i requisiti d'accesso alla pensione.

E quando devi cessare l'attività? Entro 57 anni. 

E quando devi aspettare per maturare la pensione? 5 anni

Cioè a 62 anni andresti in pensione con la RITA, ma almeno hai come obbligo contributivo solo 20 anni. In pratica una Quota 100 ma personalizzata.

Se proprio vuoi tentare i 57 anni, puoi farlo ma solo se sei inoccupato da 24 mesi, cioè che non hai più alcun contratto di lavoro.

Potresti tentare anche con l'anticipo o il riscatto, ma ti suggerisco di approfondire la questione nel mio articolo, in cui ti spiego anche tutte le condizioni previste per avere ora l'anticipo, ora il riscatto.

Riforma delle pensioni a 62 anni, o arriva lo scalone! Ecco cos'è

Il Governo Draghi troverà la misura idonea per mandare tutti in pensione a 62 anni dal 2022, anche perché dal 2022 si rischia lo scalone, in particolare per chi non può più usufruire di Quota 100 od Opzione Donna, e al peggio di non rientrare nelle nuove categorie per Ape Sociale.

Per scalone si intende il rischio di un aumento immediato e secco del requisito anagrafico o contributivo, che accade all'indomani della fine di una riforma pensionistica e dell'introduzione di un'altra, specie se più restrittiva. Accade dai tempi della Riforma Dini del 1995, e negli ultimi decenni non sono mancate.

La peggiore è stata quella della all'indomani dell'introduzione della riforma Fornero del 2012, che portò a 350.000 famiglie a non poter accedere all'indennizzo di mobilità per via del cambio radicale degli accessi pensionistici. 

Ma già si teme che questa in arrivo sia peggiore addirittura della riforma Maroni (Legge 243/2004) che portò ad uno stacco netto di tre anni lavorativi tra chi maturava la pensione il 31 dicembre 2007 e chi il 1 gennaio 2008. In questo caso, tra il 31 dicembre 2021 e il 1 gennaio 2022, si parla invece di 5 anni, cioè da 62 a 67 anni.

O peggio 8 anni, se OCSE e calcolo dell'aspettativa della vita dell'ISTAT dicono invece 70 anni. Ci mancherebbe invece continuare a lavorare anche dopo i 70 anni, oramai!