Continua la trepidante attesa degli italiani in merito alla tanto attesa Riforma Pensioni 2022, che promette di cambiare totalmente il destino dei futuri pensionati.

Le novità sulle pensioni sono infatti attese a breve, per una motivazione ben precisa: il 31 dicembre del 2021, insieme alla Legge di Bilancio per l’anno corrente, scadrà anche la Quota 100, ossia la tanto dibattuta opzione di pensionamento che concede ai lavoratori di accedere al trattamento pensionistico con almeno 62 anni di età e con almeno 38 anni di contribuzione.

Sebbene inizialmente fossero in molti a credere che Quota 100 sarebbe stata prorogata, ricordiamo che questa fu voluta dall’ex Governo Conte, e che l’attuale Governo Draghi sembrerebbe non essere molto d’accordo con il mantenimento di questa forma di pensionamento.

Dunque, quasi sicuramente, dovremo scordarci di Quota 100.

Cosa deciderà dunque il Governo guidato da Draghi?

Novità pensioni 2022: la pensione anticipata secondo l’INPS

Anche se l’ultima parola in merito alla Riforma Pensioni 2022 spetterà sicuramente all’esecutivo Draghi, sono in molti ad aver fatto sentire la propria voce, nel tentativo di proporre una soluzione.

Tra le proposte per la sostituzione di Quota 100 e per la futura Riforma Pensioni, spicca quella dell’INPS, che ha fatto conoscere la propria posizione nella persona di Pasquale Tridico (che attualmente ricopre la carica di Presidente dell’INPS).

Il Presidente dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale propone, per la futura Riforma Pensioni, una forma di pensionamento anticipato già a 63 anni, senza però concedere in questo caso l’intero importo della pensione, ma un anticipo pensionistico.

Al compimento del 67 anni di età, poi, avrebbe fine l’anticipo e il cittadino potrebbe ricevere definitivamente la pensione di vecchiaia che gli spetta di diritto.

Si dovrà tenere conto, secondo Tridico, degli anni di contributi regolarmente versati dal lavoratore: in questo modo verrà calcolato l’importo dell’anticipo, proprio sulla base degli anni di contributi che il lavoratore ha versato.

Novità pensioni: rinnovamento dell’APE Sociale previsto in Riforma?

Non sappiamo ancora se la proposta dell’INPS e di Tridico avrà seguito anche perché, come vedremo tra poco, l’Istituto non è l’unico ente ad aver avanzato proposte per la futura Riforma Pensioni 2022. 

Ma una cosa è certa: una delle opzioni di pensionamento anticipato attualmente in vigore verrà mantenuta.

Stiamo parlando, nello specifico, dell’APE Sociale, ossia l’anticipo pensionistico che permette di accedere alla pensione anticipata a 63 anni di età; tuttavia, l’APE non verrà semplicemente rinnovata, ma è molto probabile che la misura venga potenziata seguendo anche le indicazioni dell’INPS e del suo Presidente Tridico.

Revisionare l’APE Sociale significherebbe consentirne l’accesso a molte categorie, che attualmente sono escluse dal pensionamento anticipato.

Oltre ai lavoratori che si occupano di mansioni usuranti e gravose, infatti, si parla dell’ampliamento delle categorie ammesse all’APE Sociale, tra cui anche, ad esempio, il personale scolastico.

Riforma Pensioni 2022: e Opzione Donna? Bocciata dall’OCSE!

Purtroppo, però, non tutte le forme di pensionamento anticipato attualmente in vigore avranno la stessa fortuna dell’APE Sociale: a parte l’addio a Quota 100, infatti, quasi certamente nel 2022 dovremo salutare anche un’altra forma di pensionamento anticipato.

Parliamo dell’Opzione Donna, che permette l’accesso anticipato alle pensioni per le donne che abbiano raggiunto 58-59 anni e almeno 35 anni di contributi regolarmente versati.

Sebbene fino a qualche settimana fa il Governo Draghi sembrava intenzionato a prorogare l’Opzione Donna, comunque, le cose sono cambiate.

In merito a questa forma di accesso alle pensioni anticipate, infatti, si è di recente espressa l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ossia quella che in molti chiamano l’OCSE.

E l’opinione dell’OCSE in merito ad Opzione Donna non è affatto favorevole.

Secondo quanto possiamo leggere anche su una notizia di InvestireOggi, infatti, l’OCSE avrebbe dichiarato Opzione Donna molto costosa e consigliato all’Italia di ricorrere ad altre vie per garantire il contenimento delle spese delle pensioni.

L’Organizzazione ha dunque consigliato al Governo Draghi la sospensione di Opzione Donna già a partire dal 31 dicembre 2021, data ufficiale della sua scadenza.

In sostanza, difficilmente vedremo Opzione Donna rinnovata mediante la Riforma Pensioni prevista per il prossimo anno.

Riforma pensioni e Quota 41? I possibili scenari

Torniamo adesso ad occuparci delle altre proposte in merito alla Riforma Pensioni del 2022; come abbiamo già accennato, infatti, non solamente l’INPS si è preoccupata di proporre una soluzione al Governo Draghi in merito al problema pensioni.

Ad esempio, i sindacati hanno lanciato la propria proposta: si tratta di una Quota 41, che potrebbe essere accettata come la degna sostituta dell’ormai cestinata Quota 100.

Secondo i sindacati, per le nuove pensioni sarebbe opportuno poter garantire l’accesso anticipato non basandosi sull’età del contribuente, ma sul sistema contributivo: analizzando quindi gli anni di contributi regolarmente versati.

Quota 41 è stata però, com’è ovvio, aspramente criticata.

Se questa opzione dovesse essere alla fine accettata dal Governo Draghi, infatti, potrebbero andare in pensione solamente le donne che hanno accumulato 41 anni e dieci mesi di contributi e gli uomini che, invece, sono riusciti a versare regolari contributi per 42 anni e dieci mesi.

Altra pecca di Quota 41 è che questa soluzione, probabilmente, non risolverebbe le problematiche delle spese per le pensioni, in quanto si tratta di un’opzione anche più costosa se paragonata a Quota 100.

Novità Pensioni: le proposte della Corte dei Conti per la Riforma 2022

Tra gli oppositori di Quota 41, a causa degli ampi costi previsti dall’eventuale riforma, troviamo anche la Corte dei Conti che, tra le altre cose, ha dato una propria opinione, oltre che dei suggerimenti concreti, in merito all’argomento Riforma Pensioni.

L’opinione della Corte dei Conti si trova all’estremo opposto rispetto a quella dei sindacati: ha infatti proposto un sistema pensionistico che tenga conto piuttosto dell’età anagrafica dei contribuenti.

La Corte dei Conti, tra l’altro, si è fatta sostenitrice di una forma di pensionamento più flessibile per le future pensioni.

In merito alla Riforma Pensioni 2022, infatti, si auspica un’età anagrafica fissa a 64 anni per poter ottenere le pensioni, con un minimo di anni di contribuzione abbassato a 20 anni.

La proposta della Corte dei Conti sembrerebbe essere piaciuta molto ad alcune delle forze politiche in campo: tra queste, il Movimento 5 Stelle ha dato pienamente appoggio alle nuove pensioni, così come pensate dalla Corte dei Conti.

Riforma Pensioni 2022 e altre forme di pensionamento: la RITA

Abbiamo, nei paragrafi precedenti, ampiamente parlato di Opzione Donna e di APE Sociale, ma non ci siamo ancora occupati di altre forme per ottenere le pensioni anticipate.

Tra queste, abbiamo la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, meglio nota come RITA.

Dato il parere negativo riservato dall’OCSE all’Opzione Donna, è lecito chiedersi dunque che fine farà questa Rendita Anticipata.

Analizziamo brevemente questa misura, che permette di ottenere una rendita anticipata a coloro che rispettino determinati requisiti.

Secondo la Legge n. 205 del 27 dicembre 2017, possono accedere alla RITA coloro i quali abbiano maturato “l'età anagrafica per  la  pensione   di   vecchiaia   nel   regime obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni  successivi”.

Altro requisito fondamentale per poter richiedere la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata RITA è risultare regolarmente inoccupati per almeno 24 mesi precedentemente alla richiesta.

La mancanza di una regolare occupazione negli ultimi due anni è un requisito necessario per poter accedere alla Rendita Anticipata, senza il quale non è possibile accedere alla richiesta.

L’ultimo requisito necessario a coloro i quali vogliano accedere alla RITA è aver versato almeno venti anni di contributi ai “regimi obbligatori di appartenenza”.

Passiamo adesso al futuro della Rendita Integrativa RITA, che verrà deciso dalla Riforma Pensioni 2022, allo scadere della Legge di Bilancio 2021.

A differenza di Opzione Donna, alla quale dovremo quasi sicuramente dire addio, per quanto riguarda la RITA abbiamo invece buone notizie: molto probabilmente questa forma di pensionamento anticipato verrà riconfermata con la Riforma Pensioni, e sarà dunque disponibile per i futuri pensionati che hanno intenzione di fruirne a partire dal prossimo anno.

Questo, in sostanza, significa che coloro che rispetteranno i requisiti descritti in questo paragrafo potranno accedere di diritto alle pensioni a 57 anni di età.

Riforma pensioni 2022 e Legge 104: uscita a 56 anni a rischio?

Altra preoccupazione che riguarda le pensioni e che interessa una particolare categoria di italiani è quella inerente alla pensione anticipata a 56 anni grazie alla Legge 104.

Tuttavia, possiamo tranquillizzare subito i lettori confermando che non dovrebbero, per fortuna, essere in previsione delle modifiche in merito a questa forma di pensionamento.

Nel caso in cui ci saranno delle novità per coloro i quali abbiano diritto alla pensione anticipata per Legge 104, queste potrebbero infatti rivelarsi solo positive.

Si vocifera da qualche tempo la possibilità di inserire questa categoria all’interno dei potenziali percettori dell’APE Sociale, ma si tratta di una notizia non ancora confermata.

La conferma potrà infatti avvenire solamente nel momento in cui l’Anticipo pensionistico sociale verrà riformato e revisionato.

In ogni caso, per ulteriori chiarimenti ai nostri dubbi l’unica cosa da fare è attendere la nuova Riforma Pensioni 2022; manca infatti ormai poco all’ora della verità.

Nell’attesa, ricordiamo ai lettori interessati che, fino al 31 dicembre 2021, si avrà ancora tempo per usufruire sia di Quota 100, che di tutte le altre misure pensioni attualmente attive