Gennaio 2022 scattano gli aumenti delle pensioni e portano nelle tasche dei diretti interessarti fino a 500 euro in più ogni mese. Dal prossimo anno scattano le rivalutazioni degli assegni previdenziali, che terranno conto del costo della vita, che nella seconda metà di quest'anno è lievitato per effetto della crescita dell'economia.

L'Inps dovrà provvedere a rivalutare la pensione che ogni mese viene erogata ai cittadini, basandosi sui prezzi al consumo, che nelle prossime settimane l'Istat dovrà rendere noti. A dover provvedere ad effettuare la rivalutazione degli assegni prevvidenziali saranno anche gli altri istituti pensionistici. Si stima che, complessivamente, dovrebbero essere almeno 22,83 milioni gli assegni che dovranno essere aggiornati, con una spesa che dovrebbe attestarsi intorno ai quattro miliardi di euro.

Pensioni: le rivalutazioni del 2022!

Quella che arriverà nel 2022 è, a tutti gli effetti, una vera e propria compensazione, che andrà alla pari con il congelamento al quale sono state sottoposte le pensioni nel corso degli ultimi due anni, a causa di un'inflazione a tratti nulla se non, addirittura, negativa. L'Italia, però, è un paese più di pensionati che di lavoratori: sarà necessario, per il Governo, mettere in conto una bella cifra nella prossima Legge di Bilancio per pagare questi aumenti, anche in vista della riforma delle pensioni che sarà necessario fare a breve.

Le previsioni prospettano un costo della vita in salita dell'1,5%: numeri che sono stati elaborati proprio dal Governo per il 2021. Molto probabilmente la crescita potrebbe essere più alta, anche a causa dell'impatto che dovrebbe avere la crescita delle bollette negli ultimi mesi del 2021. La rivalutazione, comunque, non dovrebbe essere uguale per tutte le pensioni. Stando ad alcune stime che sono circolate in queste ore, sembra che potrebbe arrivare un aumento di 126 euro per quanti percepiscano un assegno previdenziale pari a 1.500 euro al mese. L'aumento potrebbe toccare i 500 euro per quanti percepiscono le pensioni più alte.

Ecco chi può andare in pensione con 20 anni di contributi: In pensione con 20 anni di contributi. Draghi: è ok da oggi!.

Pensioni: le fasce della perequazione!

La legge colpisce quanti percepiscono le pensioni più alte, impedendo che vengano rivalutate a pieno. A beneficiare degli aumenti, quindi, saranno principalmente quanti ricevono gli assegni previdenziali più bassi. Ad oggi vengono rivalutati solo e soltanto quei trattamenti previdenziali che non arrivano a superare quattro volte l'importo del trattamento minimo, che è pari a 515,18 euro.

Gli assegni previdenziali più alti verranno rivalutati nelle seguenti misure:

  • tra quattro e cinque volte il minimo: 77%;
  • tra cinque e sei volte il minimo: 52%;
  • tra sei e sette volte il minimo: 47%;
  • fino a nove volte il minimo: 45%;
  • oltre nove volte il minimo: 40%.

Con l'intento di contenere la spesa, potrebbe anche darsi che la Legge di Bilancio intervenga per modificare nuovamente queste percentuali abbassandole per il 2022.

Andare in pensione con 35 anni di contributi. Ecco quando è possibile: In pensione con 35 anni di contributi. Arriva l'ok dell'Inps.

Aumenti in arrivo anche per la pensione di invalidità!

Nel 2021 sono in arrivo anche gli aumenti per le pensioni di invalidità. In questo caso, perché i diretti interessati possano vedersi modificare in meglio l'assegno mensile, è necessario che siano in possesso di un requisito: l'invalidità deve essere totale, quindi al 100%. In questo caso il beneficiario ha la possibilità di usufruire del cosiddetto incremento al milione. A riferirlo è la circolare n. 107 del 23 settembre 2020 dell'Inps. Per poter ottenere questo aumento i beneficiari della pensione di invalidità devono aver compiuto 18 anni, ma soprattutto devono essere invalidi civili totali, ciechi o sordi civili assoluti.

In un primo momento il cosiddetto incremento al milione sembrava non dovesse spettare ai maggiorenni, ma solo e soltanto agli over 60. A intervenire è stata direttamente la Corte Costituzionale, che con la sentenza n. 152 del 23 giugno 2020 ha daterminato l'allargamento del requisito anagrafico ed ha permesso di accedere all'aumento anche a quanti avessero compiuto i 18 anni.

L'incremento al milione, però, non è previsto per gli invalidi con una percentuale compresa tra il 74% ed il 99%. Quanti abbiano un'invalidità al 100%, devono comunque rispettare alcuni requisiti legati al reddito, che non deve superare gli 8.469,63 nel caso in cui non siano coniugati, mentre per quanti lo siano il reddito familiare non deve superare i 14.44,42 euro. Per valutare i limiti del reddito appena indicati è necessario tenere in considerazione tutti i redditi percepiti dai diretti interessati, ad eccezione di quello che deriva dalla prima casa ad uso residenziale.

Dagli aumenti sono escluse alcune pensioni: tra queste rientrano quelle di guerra, le indennità riconosciute per danni da trasfusioni o vaccinazioni obbligatorie. Nonché le indennità di accompagnamento, i trattamenti di famiglia e l’importo aggiuntivo di 154,94 euro che è previsto per le pensioni al minimo.

Nel 2022 si andrà in pensione a 62 anni. Spiego tutto in questo articolo: Nel 2022 si andrà in pensione a 62 anni. Arriva la riforma!.