Mentre la riforma delle pensioni tiene banco, e tra annunci e smentite, la cosa certa è che dal 2022 si andrà in pensione a 67 anni, c'è chi invece prenderà 500 euro in più, cui si sommerà la pensione già lauta da europarlamentare. Ebbe si! Mentre i comuni mortali non arrivano a fine mese con la pensione sociale, o l'assegno sociale, oppure le pensioni di invalidità sono al palo a poche centinaia di euro al mese, nel Lazio, i consiglieri che prendono anche una pensione da europarlamentare prenderanno 500 euro in più. Una scelta infelice in questo momento così delicato di transizione per l'economia e la società italiana. Ma nulla hanno potuto fare nel consiglio regionale del Lazio, perchè l'emendamento è passatto a suon di maggioranza.

Pensioni: i consiglieri del Lazio si premiano con 500 euro in più

Nei giorni in cui i sistemi informatici della regione laziale erano nel bel mezzo di un attacco hacker che ha messo in ginocchio l'intera regione dal punto di vista di prenotazioni sanitarie, il consigliere regionale Daniele Leodori ha ben pensato di sottoporre ai suoi colleghi di consiglio un emendamento con il quale proponeva un aumento di oltre 500 euro per chi riceve una pensione da europarlamentare. La proposta dell'esponente consigliere del PD è stata votata a maggioranza senza alcuna richiesta di approfondimento. Il tutto si è consumato nel marasma e confusione del tilt dei sistemi informatici della regione Lazio. C'è chi insinua che questo emendamento è stato appositamente inserito in un ordine del giorno durante i giorni in cui il focus di tutti, in primis del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, era rivolto a risolvere quanto prima l'attacco hacker.

Chi ha votato quell'emendamento l'ha fatto senza cognizione di causa, e chi non fosse esperto nella materia, non poteva neanche informarsi visto che i sistemi regionali informatici laziali erano fuori uso.

Ma nella pratica quell'emendamento votato comunque dalla maggioranza, spazza via una legge regionale di appena due anni fa che invece andava nell'opposta direzione. Quella di tagliare i vitalizi generando un risparmio di 6,6 milioni di euro l’anno.

Aumento pensioni 500 euro: cosa è successo

Circa una settimana fa la regione Lazio è stata vittima di un attacco hacker che ha mandato fuori uso i sistemi informatici regionali tra cui anche quelli deputati alle prenotazioni per i vaccini anti covid, o il rilascio delle certificazioni vaccinali. Un'intera regione senza i propri canali informatici è una regione senza possibilità di informare. E proprio questo quello che è successo. Sfruttando la debolezza del sistema informatico regionale, secondo una dichiarazione anonima inviata al giornale "Domani", come si apprende da Money.it, , l'emendamento a firma del consigliere PD, Daniele Leodori, non è passato in discussione presso le commissioni regionali competenti, ma è approdato direttamente in aula. La votazione, forse anche l'inconsapevolezza delle conseguenze di un simil provvedimento, o la non conoscenza della norma del 2019 emanata dalla stessa regione Lazio, hanno portato ad approvare quel emendamento che quindi ormai è diventato realtà.

I consiglieri regionali del Lazio che percepiscono una pensione da europarlamentare prenderanno 500 euro in più.

Il più è fatto, e rimangono senza risposta le domande del perchè un simile emendamento sia stato presentato proprio in quei giorni in cui la regione Lazio soffriva della mancanza del sistema informatico, e perchè la maggioranza ha votato. Una risposta che i cittadini laziali prima, ma anche quelli italiani si meritano.

Pensioni: cosa succederà nel 2022

Mentre i consiglieri laziali si mettono in tasca 500 euro in più, a condizione di percepire una pensione da europarlamentare (chi ha più soldi ne avrà di più), i cittadini italiani prossimi alla pensione devono invece fare i conti con il dopo quota 100 che termina il 31 dicembre 2021. 

Il 27 luglio c'è stato un incontro tra i sindacati ed il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Ma il meeting si è risolto con una fumata nera. Niente di fatto sulla riforma delle pensioni. Anzi, al momento non ci saranno altri incontri tra le sigle sindacali ed il governo, sul tema pensioni. Quello che è certo è che dal 2022, ci sarà un balzo di 5 anni per andare in pensione. Dai 62 anni di Quota 100, ai 67 anni della riforma Fornero. Un odioso salto che non piacerà a tanti italiani, che dovranno lavorare di più, in particolare a chi per un soffio poteva sfruttare quota 100. Parliamo di chi avrebbe raggiunto i 62 anni di età o il 38 di contributi versati appena qualche giorno dopo il 31 dicembre 2021. Ma Quota 100 non lascia flessibilità o finestre aperte. I requisiti devono essere raggiunti entro il 31 dicembre 2021. Semmai la pensione con Quota 100 potrà essere richiesta anche dopo, nel corso del 2022. 

Per tutti gli altri invece si deve attendere che si compia 67 anni, a meno che non intervenga prima di fine anno una riforma. 

Pensioni: a 67 anni dal 2022. Per tutti?

La domanda è lecita. Se non ci sarà una riforma che prenda il posto di Quota 100, dal 2022 tutti dovranno attendere 67 anni per andare in pensione? Parlando di pensione di vecchiaia la risposta è si, ma ci sono tuttavia alcune categorie che potranno accedere alla pensione con qualche anno di anticipo. Si tratta di Opzione donna e Ape Sociale. Quest'ultima verso la riconferma anche per il 2022, visto che termina la sua validità a fine dicembre 2021. 

Per chi però volesse andare in pensione anticipata, rimangono ancora validi gli anni di contribuzione pari a 42 e 10 mesi gli uomini, ed un anno in meno per le donne. Sono però tanti anni per chi lavora. Se si volesse andare in pensione con questi anni di contributi, ed ammettendo di voler uscire dal mondo del lavoro a 62 anni, significa aver iniziato a lavorare a 20 anni. Una situazione valida per alcuni, ma non per tutti. Soprattutto per le generazioni più giovani che tra università e difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro iniziano a lavorare molto tardi. 

Pensioni anticipate: Ape Sociale anche nel 2022

Cosa spetterà invece a chi, in determinate condizioni, ha la possibilità di andare in pensione a 63 anni entro la fine del 2021? Anche per loro toccherà aspettare fino ai 67 anni? L'idea, espressa dal presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, è quella di estendere APE sociale per il 2022, e forse anche per altre categorie. Ma al momento, per evitare che chi si trova in una condizione meno agiata, debba aspettare fino a 67 anni per poter andare in pensione. 

L'assegno pensionistico anticipato spetta a chi si trova nelle seguenti situazioni.

Lavoratori in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale che sono in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni.

Lavoratori che assistono un famigliare cui sia stato riconosciuto il livello di disabilità più grave, come previsto dall’articolo 3, III comma, della legge 104/1990, purchè in possesso di almeno 30 anni di contribuzione e, al momento della richiesta, assistere da almeno sei mesi, il coniuge, la persona in unione civile o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità.

Gli invalidi che siano in possesso di almeno 30 anni di contribuzione ed essere stati riconosciuti invalidi civili di grado almeno pari al 74 per cento.

Pensione: ad agosto più soldi

Diamo però una buona notizia per alcuni pensionati che ad agosto si vedranno riconoscere più soldi nel cedolino della pensione. Non è il frutto di un aumento come quello previsto per i consiglieri regionali laziali, ma semplicemente il rimborso, se dovuto, dell'Irpef pagata nel 2021. Infatti per i percettori di pensione, l'Inps accredita anche il rimborso Irpef derivante dalla dichiarazione dei redditi. Poichè quest'anno la dichiarazione dei redditi può essere presentata fino al 30 settembre 2021, chi ha un Irpef a credito potrà ricevere il rimborso anche dopo. Ma chi ha presentato il modello 730 oppure il modello persone fisiche entro maggio, riceverà ad agosto il rimborso. In questi giorni stanno partendo i pagamenti da parte dell'Inps per chi ha indicato l'ente di previdenza come sostituto di imposta. L'Inps, una volta ricevuto il prospetto di liquidazione dall'Agenzia delle Entrate, il famoso modulo 730-4, se non ci sono cause ostative, provvede alla liquidazione. Quando l'Inps non eroga il rimborso? Quando le prestazioni erogate dall'Inps si sono concluse prima di marzo 2021. Ma nel caso delle pensioni, essendo una erogazione continuativa, fino all'esistenza in vita del titolare, il rimborso dell'Irpef arriverà nel mese di agosto, insieme al cedolino oppure con un bonifico separato.

L'Irpef rimborsata è quella che risulta dalla dichiarazione dei redditi, per effetto della detrazione di spese o la deduzione di oneri che permette di ridurre l'Irpef netta da versare e quindi di andare in credito rispetto all'Irpef pagata nel 2021.