Pensioni: novità in arrivo e calendario pensioni giugno 2021

Novità legate alle pensioni: a fine anno diremo definitivamente addio alla celebre (e spesso molto criticata) Quota 100. Cerchiamo dunque di capire quali saranno le news che interesseranno gli italiani che andranno in pensione il prossimo anno. Scopriremo, inoltre, il calendario pensioni di giugno 2021.

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Inizia il conto alla rovescia, è praticamente ormai ufficiale: a fine anno diremo definitivamente addio alla celebre (e spesso molto criticata) Quota 100. È infatti attualmente in atto una riforma dell’attuale sistema pensionistico, ad opera del nuovo governo Draghi; l’ex Presidente della Banca centrale europea e attuale Presidente del Consiglio sembrerebbe infatti convinto, come molti altri esponenti politici, che il sistema delle pensioni italiano necessiti di un ammodernamento, in tempi tra l’altro brevi.

Quota 100, tra l’altro, nonostante sia ancora in vigore, è in scadenza in data 31 dicembre 2021 ed ha rischiato più volte di essere modificata: l’unico impedimento alla nuova riforma è stato rappresentato dalla pandemia da COVID-19, che ha fatto slittare ogni tentativo di riforma. Le priorità, per gli anni 2020 e 2021, sono infatti state sicuramente altre.

Adesso, però, la trasformazione del sistema delle pensioni è diventata una priorità in quanto la normativa vigente è in scadenza: cosa che non vale solamente per la Quota 100, ma anche per l’Opzione Donna e per l’Ape Sociale.

Cerchiamo dunque di capire quali saranno le novità che interesseranno gli italiani che andranno in pensione il prossimo anno.

Scopriremo, inoltre, il calendario pensioni di giugno 2021, in quanto i pensionati potrebbero ricevere la pensione relativa al prossimo mese già nei prossimi giorni.

News pensioni: si punta tutto su Quota 102

Innanzitutto, bisogna chiarire che Quota 100 terminerà a fine anno e, chi avrà maturato il diritto di andare in pensione anticipata con età di 62 anni e 38 anni di contributi, potrà usufruirne solo a patto che i requisiti vengano maturati entro il 31 dicembre 2021. Questo vuol dire che la domanda potrà anche essere presentata dopo il 31 dicembre 2021, basterà solamente aver maturato la Quota 100 entro fine anno, secondo quanto previsto all’Articolo 14 comma 1 del Dl 4/2019.

La riforma pensionistica che prenderà avvio il prossimo anno, invece, secondo indiscrezioni prenderà la configurazione della Quota 102.

Questa nuova modalità di attribuzione prevede un pensionamento di tipo flessibile: il lavoratore potrà, a partire dal 2022, andare in pensione una volta compiuti i 64 anni di età e dopo aver maturato 38 anni di contributi (con non più di due anni di contributi figurativi). Saranno esclusi dal calcolo della Quota 102 maternità, servizio militare e riscatti volontari.

Il nuovo sistema, se verrà approvato, sarà insomma del tutto analogo a quello già sperimentato con Quota 100, con la sola differenza che, adesso, l’età minima per poter andare in pensione verrà innalzata a 64 anni (invece che 62, come previsto da Quota 100).

Anche se l’età anagrafica è stata innalzata, è stato stimato che Quota 102 costerà all’Italia circa otto miliardi di euro in più, prevedendo un costo maggiore, in quanto si tratta di un regime pensionistico più flessibile.

Quota 102, infatti, comporterà numerose agevolazioni per alcune categorie di cittadini: donne, caregivers e lavoratori precoci.

News pensioni: Quota 102 e agevolazioni per alcune categorie

Quota 102, infatti, amplierà di molto il numero di beneficiari delle pensioni, aumentando di ogni anno l numero delle nuove pensioni di 150mila unità, da sommare ovviamente a coloro che ogni anno vanno in pensione (circa 350mila unità per anno).

Le donne lavoratrici, per esempio, dopo la pensante penalizzazione subita con Quota 100, verranno agevolate. Verrà infatti riconosciuto loro il cosiddetto “lavoro di curo”, che coinciderà con uno sconto di otto mesi per ognuno dei figli della donna. È stato però stabilito un limite massimo pari a 24 mesi di sconto: questo significa che vengono riconosciuti soltanto i mesi pari al lavoro di curo per tre figli. Nessun beneficio viene invece accumulato nel caso di un numero di figli superiore a tre.

Questo significa che una donna con tre (o più) figli potrà andare in pensione dopo aver accumulato 36 anni di contributi ed età anagrafica pari a 64 anni, visto che il lavoro di curo per tre (o più) figli in questo caso le permetterà di scontare due anni.

Altra categoria che risulterà agevolata dalla Quota 102 è quella dei caregivers, ossia tutte quelle persone che assistono parenti affetti da gravi handicap; requisito fondamentale è aver assistito un congiunto affetto da disabilità per un minimo di cinque anni. Solo in questo caso avverrà l’agevolazione, con uno sconto contributivo da definire.

Ma anche i lavoratori precoci verranno agevolati dalla Quota 102, se si deciderà per la sua introduzione: chi, infatti, avrà maturato almeno un anno di contributi prima del compimento dei 19 anni di età, avrà diritto ad una maggiorazione del 25% relativa agli anni di servizio prestati fino al compimento del diciannovesimo anno di età.

Scivolo Orlando per il 2022?

Ma Quota 102 non è l’unica opzione che il governo italiano sta attualmente valutando per la riforma pensioni che arriverà prima del prossimo anno. Il Ministro del Lavoro Andrea Orlando ha infatti proposto (ed inserito nel DL Sostegni Bis) di potenziare il contratto di espansione: questo significherebbe mandare in pensione i lavoratori anche 5 anni prima rispetto a quanto previsto dai requisiti per la pensione di vecchiaia o anche anticipata; il tutto, ovviamente, su base volontaria.

Lo scivolo Orlando non è comunque una novità: il contratto di espansione era già stato introdotto nel 2019 per le grandi aziende con il Decreto Crescita; si tratterebbe quindi di un ampliamento della platea, perché con la nuova manovra verranno coinvolte anche le imprese fino a 250 lavoratori.

Il dibattito, comunque, è ancora aperto. I sindacati non sembrano infatti disposti ad accettare la proposta di Orlando, in quanto si rivelerebbe eccessivamente costosa per le imprese.

Pensioni 2021, la situazione odierna

Fino al 31 dicembre 2021, comunque, la situazione delle pensioni non dovrebbe subire cambiamenti, almeno fino alla data di scadenza della normativa vigente. Fino a fine anno, dunque, le modalità per ottenere il pensionamento sono sempre le stesse.

Chi vorrà andare in pensione nel 2021 dovrà rispettare un’età anagrafica minima di 67 anni, con 20 anni di contributi versati. Chi vorrà invece beneficiare della Quota 100 fino a quando sarà in vigore, dovrà rispettare sia l’età anagrafica di minimo 62 anni e 38 anni di contributi regolarmente versati.

Sono comunque ancora validi Opzione Donna e l’Ape Social, entrambi confermati dalla Legge di Bilancio 2021. 

Per quanto riguarda Opzione Donna, tutte quelle lavoratrici dipendenti che sono nate nel 1962 o le lavoratrici autonome del 1961 potranno continuare ad andare in pensione agevolata e con anticipo con un minimo di 35 anni di contribuzione e, nel caso di lavoratrici dipendenti, con rapporto di lavoro cessato.

L’Anticipo Pensionistico (Ape) continuerà invece a prevedere un’indennità erogata dall’INPS e a carico dello Stato italiano.

Per poterne usufruire, il cittadino dovrà raggiungere almeno 63 anni di età e maturare, entro l’anno in cui si effettua la richiesta, almeno 30 anni di contribuzione. Le lavoratrici donne, invece, avranno diritto ad uno sconto di due anni sul calcolo degli anni di contribuzione.

Viene corrisposta, nel caso dell’APE, una rata mensile pari all’importo totale della pensione ordinaria; tale rata mensile verrà concessa a chi fa richiesta di Anticipo Pensionistico fino alla data del raggiungimento dei limiti di età pensionabile previsti dalla legge.

Calendario pensioni giugno 2021, tutte le date

Anche per le mensilità in arrivo, è stato confermato che i trattamenti pensionistici di vecchiaia e le indennità di accompagnamento per quanto riguarda gli invalidi civili verranno corrisposti in anticipo, come ormai avviene da quando in Italia è stato proclamato lo stato di emergenza.

Ricordiamo che il calendario pensioni giugno 2021 non sarà valido per tutti, ma solo per coloro che ritirano abitualmente il trattamento pensionistico presso uno degli uffici di Poste Italiane o che ricevono la pensione su Postepay Evolution, conto BancoPosta o libretto postale. Chi invece riceve abitualmente il trattamento pensionistico mediante accredito bancario, dovrà presumibilmente attendere la propria pensione durante la prima settimana di giugno 2021.

Buone notizie arriviano inoltre da parte della Protezione Civile anche per i mesi di luglio e agosto 2021; con l’Ordinanza numero 778 del 18 maggio 2021 ha infatti fatto sapere che, allo scopo di gestire al meglio i contagi da Covid-19

il pagamento dei trattamenti pensionistici, degli assegni, delle pensioni e delle indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili (…):

  • di competenza del mese di giugno 2021, è anticipato dal 26 maggio al 1° giugno 2021;
  • di competenza del mese di luglio 2021, è anticipato dal 25 giugno al 1° luglio 2021;
  • di competenza del mese di agosto 2021, è anticipato dal 27 luglio al 31 luglio 2021.

Questo significa che i pagamenti anticipati sono ufficialmente estesi anche ai mesi di luglio e agosto 2021.

Per quanto riguarda il calendario pensioni di giugno 2021, anche in questo caso seguirà un ordine alfabetico, in base alla lettera iniziale del cognome:

  • martedì 26 maggio ritiro della pensione per lettere A e B 
  • mercoledì 27 maggio ritiro per lettere C e D 
  • giovedì 28 maggio ritiro per lettere da E a K
  • venerdì 29 maggio ritiro per lettere da L ad O 
  • sabato 30 maggio ritiro per lettere da P ad R
  • lunedì 1 giugno ritiro per lettere da S a Z

Protratto anche per i prossimi mesi “Pensione a domicilio”:

L’accordo, vigente tra Poste Italiane e Arma dei Carabinieri, permette ai pensionati che hanno compiuto almeno 75 anni e che di solito ritirano la pensione in contanti, senza aver concesso delega del ritiro a congiunti o altri soggetti, di fornire la delega ai Carabinieri, che ritireranno la pensione al posto del cittadino, per poi recapitarla al pensionato direttamente presso il suo domicilio.