La riforma pensioni prevista per fine 2021 tra le diverse novità potrebbe interessare anche modifiche sul calcolo dell'importo e tagli fino al 50% delle pensioni di reversibilità.

Indicazioni a riguardo sono state date dall'Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) attraverso la pubblicazione relazione economica sull'Italia.

L'Ocse ha infatti individuato alcune criticità che rendono troppo onerose per lo Stato la spesa per le pensioni di reversibilità che ad oggi ammonta al 2,5% del Pil ben più alta rispetto alla spesa media degli altri paesi in area Ocse dell'1%.

La richiesta inoltre di restringere la platea dei beneficiari ritenuta troppo ampia rispetto a quei soggetti troppo lontani dall'età pensionabile che con i requisiti attuali avrebbero diritto all'assegno di reversibilità.

Nel video You tube tratto dal canale "Gratta la notizia" un video riassuntivo, ma decisamente esaustivo sulle proposte avanzate dall'Ocse al governo italiano ritenute necessarie affinchè ci sia una vera e propria ripartenza economica del nostro paese. 

Pensione di Reversibilità: cosa è ed a chi spetta

Prima di parlare di come cambierebbe l'attuale pensione di reversibilità a seguito di tagli e modifiche ai requisiti andiamo a fare chiarezza sull'argomento andando a spiegare cosa è ed a chi spetta.

La pensione di reversibilità è un trattamento pensionistico che viene riconosciuto ai parenti superstiti in caso di decesso di una persona pensionata oppure di un assicurato, la misura è regolamentata 

dalla legge 335 del 1995 che ne specifica modalità di erogazione e requisiti.

L'importo che spetta al familiare superstite varierà da caso a caso, ma non sarà quasi mai pari al totale dell'assegno che ricevuto dal defunto.

Il beneficiario infatti ne percepirà una quota percentuale, beneficiario che in base alla situazione potrà corrispondere al coniuge superstite ed in particolari casi come vedremo in seguito anche ai figli .

Normalmente l'assegno di reversibilità viene assegnato al coniuge della persona defunta, assegnazione prevista anche nel caso di coniuge divorziato a patto che non abbia convolato a nuove nozze e che sia il titolare dell'assegno divorzile.

Nel caso in cui il coniuge defunto prima della scomparsa, successivamente al divorzio si fosse nuovamente sposato le quote spettanti al coniuge divorziato e al coniuge superstite verranno stabilite con una sentenza da parte del Tribunale. 

Come già scritto ad avere diritto alla pensione di invalidità non è solo il coniuge sopravvissuto, ma nei seguenti casi anche il o i figli:

  • nel caso in cui il figlio del defunto presenti gravi disabilità oppure inabili al lavoro.

In questo caso il figlio sopravvissuto percepirà l'assegno di reversibilità fino al raggiungimento della maggiore età superata la quale continuerà ad essere percepito fino a 21 anni nel caso in cui il soggetto beneficiario non lavori e frequenti ancora le scuole superiori e fino a 26 anni nel caso di iscrizione all'università.

Pensione di Reversibilità: la misura sotto la lente d'ingrandimento dell'Ocse

Ora che abbiamo chiarito cosa è la pensione di reversibilità e da chi può essere richiesta andiamo ad analizzare i motivi per il quale l'Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico)  ha messo sotto la lente di ingrandimento tale misura consigliando al Governo Draghi tagli e modifiche.

L'Ocse è quell'organizzazione che si occupa di effettuare studi economici per i paesi membri, l'attuale sede è a Parigi.

L'analisi pubblicata attraverso l'Economic Survey ha sottolineato come la ripresa economica italiana non possa passare da una riforma delle pensioni che coinvolga anche gli assegni di reversibilità basata su interventi mirati a ridurre la spesa previdenziale.

Interventi basati anche su tagli degli importi degli assegni ritenuti eccessivi per le casse dello Stato.

L'istituto tramite l'analisi dei dati ha indicato tagli anche del 50% e riportando così la media della spesa per le pensioni di reversibilità nella media degli altri paesi dell'area Ocse 

Inoltre il report dell'Ocse afferma che “per contenere ulteriormente i costi” "le pensioni di reversibilità permanenti – pari al 2,4% del Pil rispetto alla media Ocse (1%) - non dovrebbero essere concesse alle fasce molto al di sotto dell'età pensionabile”. 

Analizzando il contenuto del report è chiaro che la tendenza sarebbe quella di concedere la pensione di reversibilità al coniuge superstite o all'eventuale beneficiario solo nel momento in cui venga raggiunta l'età pensionabile.

Questo è solo uno dei temi verso il quale si è espresso l'Ocse nell'ottica di suggerire misure necessarie per la ripartenza dell'economia italiana.

Il governo Draghi sembrerebbe intenzionato a seguire solo parte delle indicazioni date e nonostante le pressioni dell'Ocse sul applicare importanti tagli e interventi a partire dal 2022, il governo continua a nutrire forti dubbi nel ridurre gli importi delle pensioni di reversibilità.

Di seguito un mio articolo scritto di recente in cui scrivo sulle ulteriori indicazioni date dall'Ocse tramite Economic Survey in tema di pensioni, fisco e reddito di cittadinanza, consultabile cliccando qui.

Reversibilità della pensione di invalidità 

La pensione di invalidità rappresenta una indennità erogata dall'INPS destinati ad invalidi con una disabilità pari al 100%.

Tale misura ha un importo fisso in base alle categorie di invalidità, non viene quindi calcolata tenendo conto dei contributi versati durante gli anni lavorativi proprio per questo motivo la pensione di invalidità non gode di un trattamento di reversibilità.

In pratica nel momento del decesso del beneficiario e la conseguente comunicazione all'INPS, figlio o coniuge non hanno più diritto a ricevere l'indennità.

Nel momento in cui la pensione di invalidità venga richiesta, ma il decesso avvenga prima della visita medica per stabilire i requisiti, la famiglia può presentare la documentazione relativa all’invalidità civile del defunto ottenendo gli assegni spettanti dal momento in cui è effettuata la richiesta  fino al momento della morte del beneficiario.

Pensione di reversibilità: ultima chiamata dall'Inps

La pensione di reversibilità una volta acquisita essendo legata al reddito se annualmente non si presentano documentazioni richieste dall'INPS  in alcuni casi potrebbe anche essere revocata.

In quest'ottica una data da segnare in calendario è quella del 15 settembre, data che rappresenta l'ultima chiamata dell'INPS per i ritardatari che non ancora si sono messi in regola con la documentazione da presentare.

Chi percepisce una prestazione collegata al reddito, come la pensione di reversibilità, entro il 31 marzo di ogni anno, deve presentare all'Inps il Modello Red.

Non basta, oltre al modello Red ai fini della verifica della sussistenza requisiti occorre anche presentare la denuncia dei redditi tramite modello unico o 730.

In caso di mancata presentazione del modello Red entro la data prevista, l'Inps procedere a sospendere i pagamenti, per poi revocare definitivamente l'assegno.

Le verifiche attuali da parte dell'INPS sono verso le denunce dei redditi effettuate nel biennio 2017/18, l'istituto tramite un comunicato emanato il 21 luglio scorso ha informato i percettori dell'assegno di reversibilità non ancora in regola con la documentazione subiranno un taglio dell'assegno.

Pensione di reversibilità: tagli fino al 10% per i ritardatari

Tutti i beneficiari avvertiti dall'INPS tramite raccomandata, sulla mancanza di documentazione reddituale relativi agli anni 2017-2018 da fornire entro il 15 settembre 2021, necessaria per verificare la sussistenza dei requisiti subiranno un taglio dell'assegno di reversibilità.

L'entità del taglio sarà di 14 euro nel caso di di quelle pensioni integrate al minimo e del 10% su quelle che presentano una integrazione maggiore.

All'interno del comunicato inviato tramite posta raccomandato vine specificato dall'INPS che  nel caso di mancato invio della documentazione mancante entro il 15 settembre si procederà alla revoca definitiva della pensione di reversibilità per gli anni di riferimento e al recupero dell’indebito calcolato. 

La scadenza è ormai prossima, il modello Red richiesto dall'INPS potrà essere inviato servendosi dell'assistenza di un patronato di zona o attraverso la modalità telematica prevista dall'INPS direttamente sul sito dell'istituto attraverso l'apposita sezione "Dichiarazione reddituale-Red semplificato".

Pensione di reversibilità: il calcolo degli importi

Il calcolo dell'importo dell'assegno relativo alla pensione di reversibilità è molto semplice da fare e dipende dalla composizione e dal reddito del nucleo familiare del beneficiario. 

Normalmente l'assegno di reversibilità viene assegnato al coniuge superstite che riceverà il 60% della pensione percepita dal coniuge defunto nel caso sia l'unico membro del proprio nucleo familiare.

Importo che salirà all' 80% nel caso di un figlio a carico e addirittura al 100% nel caso di due figli a carico.

Nel caso il beneficiario sia un figlio i numeri cambiano, l'importo percepito sarà del 70% nel caso di un unico figlio, importo che salirà all'80% nel caso di due figli e al 100% da tre figli in su.

Nel caso infine i beneficiari dell'assegno di reversibilità siano genitori o fratelli le aliquote si abbassano notevolmente, gli importi assegnati rispetto a quanto percepito dal parente defunto saranno rispettivamente del 30% e del 15%.

La pensione di reversibilità potrà essere richiesta direttamente sul sito dell'INPS autenticandosi tramite Spid, , Carta di identità digitale (CIE) o Caarta dei servizi (CNS).

In alternativa ci si potrà servire dell'assistenza di un Caf o del contact center dell'INPS chiamando il numero verde 803.164.