Sono state finalmente rese note tutte le informazioni legate al tema delle pensioni per quanto riguarda i docenti e il personale scolastico ATA, le quali sono state contenute all’interno del decreto ministeriale e alla relativa circolare in riferimento alla cessazione del personale scolastico.

In questo senso, il decreto in questione è andato a fissare il termine ultimo che dovrà essere necessariamente rispettato da parte dell’intero personale legato al comparto scolastico, che intende effettivamente presentare la domanda per l’ottenimento della cessazione lavorativa, in riferimento alle dimissioni volontarie dal servizio oppure delle istanze di permanenza effettiva in servizio.

Si tratta, dunque, di un’importante novità, che va ad applicare una serie di leggi e di decreti legati al Ministero dell’istruzione, tra cui anche la legge numero 208 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 28 dicembre 2015, ai sensi dell’articolo 1, al comma 257.

A questo proposito, è importante sottolineare le nuove modalità oltre che le scadenze che dovranno essere necessariamente rispettate da parte dell’intero reparto del personale scolastico che potrà fare riferimento a diverse tipologie di domande per cessazione ordinaria, con o senza il raggiungimento dei requisiti minimi.

Dunque, nel corso del seguente articolo, saranno approfonditi nel dettaglio tutti gli aspetti legati alle caratteristiche delle nuove pensioni che saranno attribuite al personale docente, ATA ed educativo, ma anche quali sono i nuovi requisiti per potervi accedere e quali le scadenze da rispettare per poter richiedere il pensionamento anticipato oppure la permanenza in servizio. 

Pensioni ATA: chi rientra nella categoria di personale ATA

Innanzitutto, prima di procedere con il riepilogo di tutte le disposizioni che sono state introdotte in seguito alla circolare del Ministero dell’Istruzione, in ottemperanza alle nuove leggi applicative, è importante sottolineare cos’è il personale ATA e quali lavoratori comprende effettivamente.

A questo proposito, secondo quanto riportato all’interno del portale istituzionale del Ministero dell’Istruzione, il personale ATA rappresenta a tutti gli effetti il personale tecnico, amministrativo e ausiliario relativo agli istituti scolastici nonché alle scuole di istruzione sia primaria che secondaria, ma anche delle istituzioni di qualsiasi tipo educativo, delle scuole e degli istituiti cosiddetti speciali statali.

In tal senso, il personale ATA si occupa ogni giorno di provvedere allo svolgimento di funzioni sia di tipo operativo, gestionale, amministrativo che anche di sorveglianza, di contabilità e di tipo strumentale, in riferimento a tutte quelle attività correlate a quelle svolte all’interno delle istituzioni scolastiche.

Occorre anche sottolineare che attualmente è possibile riconoscere quattro diverse aree dove poter collocare i diversi tipi legati ai profili professionali del personale ATA, ovvero: collaboratore scolastico (CS), assistente amministrativo (AA), direttore dei servizi generali e amministrativi (DSGA), collaboratore scolastico addetto all'azienda agraria (CR).

Dunque, in questo senso, rientrano anche figure come quelle dell’assistente tecnico, dell’infermiere, del guardarobiere così come anche del cuoco, i quali sono considerati necessari all’interno di alcuni specifici contesti scolastici.

Pensioni docenti e ATA 2022: il panorama normativo 

Dopo aver provveduto a riepilogare effettivamente tutte le funzioni e le figure professionali che rientrano nella categoria del personale ATA, è necessario anche collocare tali tipologie di lavoratori in un contesto normativo, specificando in particolar modo quali sono le leggi ed i decreti a cui bisogna fare riferimento al fine di comprendere il nuovo funzionamento delle pensioni docenti e ATA 2022.

In questo contesto, innanzitutto è necessario sottolineare che le novità legate alla nuova pensione destinata ai docenti ed al personale ATA che entrerà in vigore effettivamente a partire dal prossimo anno, risultano essere state introdotte in seguito all’approvazione e alla pubblicazione del Decreto Ministeriale numero 294 pubblicato in data venerdì primo ottobre di questo anno. 

In questo senso il decreto ministeriale in questione va effettivamente a fissare tutte le disposizioni ed indicazioni operative che dovranno essere necessariamente rispettate da parte dei docenti e del personale ATA che intende accedere alla pensione.

In effetti, il decreto ministeriale dello scorso primo ottobre, non fa altro che applicare le disposizioni che sono state già approvate e contenute all’interno della legge numero 208 pubblicata nel 28 dicembre 2015, in particolare quelle legate all’articolo 1, comma 257.

Inoltre, il Ministero dell’Istruzione al fine di comunicare all’intera platea di cittadini e di lavoratori coinvolti da tali novità ha provveduto alla pubblicazione ed alla trasmissione di una nuova circolare, resa nota proprio il primo ottobre, numero 30142, contenente anche una tabella riepilogativa in merito ai requisiti pensionistici validi per l’anno 2022, in riferimento ai lavoratori che rientrano nel cosiddetto sistema misto di calcolo.

Pensioni docenti e ATA: tutte le novità per il 2022

Dunque, secondo quanto inserito all’interno del decreto ministeriale del Ministero dell’Istruzione numero 294 del primo ottobre, l’intero personale del settore scolastico dovrà rispettare come termine ultimo quello del 31 ottobre di questo anno al fine di presentare le domande volte alla cessazione per le dimissioni volontarie dalle istanze di permanenza in servizio oppure per comunicare le dimissioni volontarie da tale servizio. 

In questo senso, tali domande avranno poi validità a tutti gli effetti a partire dal primo settembre 2022, data che segna anche il temine ultimo entro cui i cittadini potranno provvedere anche all’eventuale revoca di tale istanza, mediante il ritiro della domanda di cessazione inoltrata, tramite POLIS.

In questo panorama, occorre evidenziare che il termine ultimo del 31 ottobre è stato previsto anche per quanto riguarda quei cittadini che risultano avere conseguito tutti i requisiti minimi necessari per ottenere la pensione anticipata, dunque 42 anni e 10 mesi per gli uomini; 41 anni e 10 mesi per le donne) ma che non hanno ancora compiuto sessantacinque anni.

Le diverse domande per ottenere la pensione ATA

All’interno del decreto ministeriale, successivamente chiarito anche nella stessa circolare del Ministero dell’Istruzione ad esso riferita, sono state anche identificate le nuove modalità che potranno essere adoperate al fine di trasmettere le richieste. 

In questo senso, è stato specificato che potrà essere formulata la richiesta mediante due possibili istanze POLIS, una prima contenente le diverse tipologie di domande legate alla cessazione ordinaria; mentre, la seconda, legata alla domanda di cessazione dal servizio con il raggiungimento effettivo di tutti i requisiti previsti per la Quota 100

Nello specifico, quindi, le domande riferite alla prima categoria riguardano le seguenti istanze: cessazione con il riconoscimento dei requisiti raggiunti entro il 31 dicembre dell’anno 2020 in riferimento all’Opzione Donna, ai sensi del decreto-legge numero 4, del 28 gennaio 2019, convertito con. La legge numero 178 del 30 dicembre 2020; ma anche la domanda di cessazione dal servizio lavorativo, in assenza di tutte le condizioni necessarie per la maturazione del diritto alla pensione.

Inoltre, rientrano anche le istanze legate alla cessazione del servizio, con il relativo riconoscimento di tutti i requisiti che sono stati maturati entro la data del 31 dicembre dell'anno 2022, secondo quanto disposto all’interno dell’articolo 24, commi 6,7 e 10 del decreto legge numero 201 del 22 dicembre 2011, successivamente convertito dalla legge numero 26 del 28 marzo 2019.

Infine, rientrano nella prima categoria di istanze anche quelle domande legate alla cessazione dal servizio del personale ATA che è stato già trattenuto in servizio durante gli anni presenti.

Come presentare la richiesta per la pensione ATA

Le istanze legate alla cessazione dal servizio di lavoro e le eventuali revoche di tali richieste dovranno essere poi presentate con alcune modalità e procedure obbligatorie, oltre che anche specifici termini ultimi.

In questo senso, infatti, il personale educativo, docente, ATA, oltre che i dirigenti scolastici di ruolo, compresi anche gli insegnanti legati alla religione cattolica, dovranno provvedere alla trasmissione delle domande di cessazione, che sono rese disponibili sul portale telematico del Ministero dell’Istruzione, seguendo la procedura online POLIS, alla sezione “istanze online”.

Per quanto riguarda, invece, il personale in servizio che è residente in un territorio estero, il Ministero dell’Istruzione ha previsto anche la possibilità di presentare la domanda per la cessazione del servizio facendo riferimento direttamente all’Ufficio del territorio competente in formato sia analogico che digitale.

Per quanto riguarda, invece, il personale scolastico relativo alle province di Trento, Bolzano ed Aosta, in questo caso le domande dovranno essere presentate direttamente alla sede scolastica presso cui viene svolto il servizio da parte del cittadino che intende effettuare la richiesta, il quale poi provvederà alla trasmissione della domanda agli Uffici territoriali.

Invece, per quanto concerne le domande di trattenimento in servizio che fanno riferimento alle disposizioni relative all’articolo 1, comma 257, relativo alla legge del 28 dicembre 2015, numero 208, che si riferiscono al raggiungimento del minimo contributivo, queste dovranno essere effettivamente trasmesse, attraverso la presentazione dell’istanza all’Ufficio territorialmente competente, sia mediante il formato analogico che in alternativa digitale, entro la scadenza del 31 ottobre 2021.

Infine, per quanto riguarda il termine ultimo che è stato fissato in merito alla presentazione dell’istanza legata alla cessazione del servizio da parte dei cittadini che svolgono la funzione di dirigenti scolastici, in questo caso la scadenza è stata fissata per il giorno 28 febbraio 2022.