L’INPS ha proceduto e sta procedendo al reintegro delle pensioni basse applicando l’incremento al milione e gli arretrati dovuti alla rivalutazione della pensione. Iniziamo nel chiarire che il primo discorso riguarda in modo globale molti pensionati, anche se non rientrano nello specifico nel quadro delle agevolazioni previste per gli invalidi.

Una questione affrontata dalla Corte Costituzionale condivisa dal Governo italiano. In sostanza, la Consulta ha posto in risalto un quadro assistenziale e previdenziale sotto le soglie minime di povertà. In particolare, evidenziando la presenza di assegni d'invalidità eccessivamente bassi. Ecco, perché, alcune pensioni sono state incrementate fino al valore di 651,51 euro. Non solo. Gli aumenti riguardano tanto nelle pensioni basse che per quelle di reversibilità.  

Nella sentenza n. 152/2020, la Corte Costituzionale ha innescato il provvedimento per l’applicazione della maggiorazione spettante, riducendo il limite anagrafico da 60 anni passandolo a 18 anni. Un dato maggiormente risentito negli assegni a favore degli invalidi civili.

È, importante, sottolineare che l’incremento al milione non è solo una questione legata alla presenza dell’invalidità, ma bensì, abbraccia molte categorie di pensionati. 

In linea generale, se l’INPS rilascia un assegno pensione decisamente basso e sussistono le condizioni dettate dalla normativa (minimo 70 anni di età), spetta un incremento del valore fino a 651,51 euro. Tale aumento viene registrato per 13 mensilità.

C’è da dire, che laddove è possibile l’applicazione delle misure di salvaguardia il beneficio ricade anche su altre fasce anagrafiche. Nello specifico, si prendono in considerazione i versamenti eseguiti dai pensionati a cui segue un ribasso di cinque anni. Il che porta a registrare l’aumento anche sulle pensioni degli over 65.  

Prenderanno fino a 192€ di arretrati i pensionati che appartengono a queste categorie 

Nel mese di luglio 2022 diverse categorie di pensionati riceveranno la mensilità aggiuntiva sulla pensione. Infatti, l’INPS ha predisposto per il prossimo mese sia l’accredito della pensione che della quattordicesima, se spettante. Nello stesso modo, segue il rilascio della maggiorazione al milione. 

In linea generale, tutti coloro che percepiscono una pensione sotto il milione (vecchie lire) hanno diritto al ridimensionamento dell’assegno fino al valore massimo di 651,51 euro (indici 2022). 

Un incremento che, ricordiamo, riguarda diverse categorie di pensionati, non necessariamente legati all’invalidità. Ne consegue, che l’aumento spetta ai superstiti, così come alla pensione sociale o assegni. 

Come evidenziato da Proiezionidiborsa.it, il valore della maggiorazione non può eccedere la parte considerata di disuguaglianza tra il valore del trattamento minimo e il valore di 651,51 euro. 

Ecco, perché, alcuni pensionati registrano una maggiorazione del valore di 136 euro, mentre per coloro che percepiscono l’assegno sociale tale incremento viene aumentato fino a 192 euro

Oltre tutto va detto che, esistono delle condizioni per rientrare nel diritto alla maggiorazione, si tratta, di limiti reddituali a cui rapportarsi. Si parla, infatti, di un valore reddituale annuo fino a 8.590,27 euro per quelli individuali (pensionati singoli), mentre per la coppia (coniugati) il limite da considerare non deve superare i 14.675,70 euro. 

Il legislatore ha disposto l’aumento fino a 651,51 euro mensili a favore dei pensionati che non dispongono di altre forme di redditi. 

L’INPS paga gli arretrati sulle pensioni, ecco cosa sapere 

Gli arretrati riguardano la fascia dei pensionati a cui spetta per diritto l’applicazione della rivalutazione, conosciuta come perequazione. Non tutti forse sanno che dalla Manovra finanziaria 2022, l’INPS ha proceduto alla rivalutazione delle pensioni tenendo conto dei redditi percepiti dai pensionati, rapportati su base scaglionate. 

Ecco, perché, spesso si sente parla di una rivalutazione massima del 100% e una minima rilasciata nella misura del 40%. L’INPS procede per percentuali riferite alla fascia di reddito. 

La misura del 100% viene applicata laddove il valore dell’assegno sia registrato almeno di quattro volte il trattamento minimo. 

A seguire, la percentuale inferiore, ad esempio la misura del 77% trova l’applicazione sull’assegno registrato tra 4 e 5 volte il minimo vitale. In forma progressiva troviamo la misura al 54% e al 47% che trovano l’applicazione sugli assegni registrati tra 5 e 6 e, ancora, tra 6 e 8 volte il minimo vitale. 

La proporzione nella misura più bassa registrata nella fascia al 45% e 40% trovano l’applicazione sugli assegni registrati tra 8 e 9 e, ancora, oltre nove volte il trattamento minimo. 

Per la pensione d'invalidità spetterebbero 350 euro di arretrati, occhio all'ultimo quinquennio 

La questione degli arretrati o delle maggiorazioni e rivalutazione degli assegni previdenziali non riguarda strettamente gli invalidi, ma il discorso è molto ampio investendo tante categorie previdenziali ordinarie. 

Tuttavia, va detto, che per gli invalidi la questione diventa maggiorente determinante. Infatti, per gli over 60 non solo spettano gli arretrati, ma anche la maggiorazione disposta dalla normativa vigente. Tirando le somme i percettori degli assegni d'invalidità dovrebbero ricevere un’integrazione del valore massimo fino a 350 euro.

 In ogni modo, è opportuno verificare la presenza delle condizioni che danno diritto alla maggiorazione e integrazione, ed eventualmente presentare una richiesta direttamente all’INPS per il rilascio degli arretrati spettanti. Ricordiamo, infatti, che i cittadini possono richiedere fino a cinque anni di somme arretrate non percepite.