Arriva una svolta inaspettata e repentina sul fronte delle pensioni. La Corte dei Conti boccia la Legge Fornero senza appello e la manda in soffitta. Una decisione che arriva in un momento molto delicato, proprio mentre il Governo guidato da Mario Draghi sta mettendo mano alla riforma previdenziale. La magistratura contabile, nel corso del proprio intervento alle Commissioni riunite di Camera e Senato, ha presentato la propria relazione alla Manovra 2022. Tra i vari nodi che sono venuti al pettine e dei quali si è ampiamente discusso c'è stato proprio quello che ha avuto al centro le pensioni.

La Corte dei Conti ha sollevato alcune criticità e perplessità. Sostanzialmente la valutazione sulle pensioni non è stata del tutto positiva. Nell'esaminare a fondo le regole della Legge Fornero è stato ribadito che è necessario introdurre una maggiore flessibilità nel sistema previdenziale del nostro paese. In estrema sintesi, stando a queste nuove valutazioni, sembra che i lavoratori ed i sindacati abbiano sempre avuto ragione. L'organo costituzionale ha messo in evidenza che, nel caso in cui si dovesse confermare la piena e totale adesione al principio contributivo, non si andrebbe a rimuovere l'incertezza di fondo che sta caratterizzando il sistema.

Legge Fornero: hanno bocciato le nostre pensioni!

Quella che è arrivata dalla Corte dei Conti è una valutazione che non è propriamente positiva. Ad essere prese di mira sono state le pensioni degli italiani e la Legge Fornero che le regolamenta. Gli esperti sono tornati a ribadire e a rilanciare quanto avevano fatto notare con il loro Rapporto 2021 sul coordinamento della finanza pubblica: il Covid 19, che è scoppiato e si è propagato nel corso degli ultimi due anni, non ha fatto altro che mettere in evidenza come sia necessario che il nostro sistema previdenziale abbia degli strumenti di flessibilizzazione. I togati ricordano che

la pandemia ha certamente esaltato l’esigenza di disporre di strumenti di flessibilizzazione. Sul punto va, come detto, nella direzione auspicata la proroga dell’anticipo pensionistico sociale, attraverso un allargamento della platea. Sotto il profilo generale, resta da affrontare su base strutturale il tema di come garantire una maggiore flessibilità preservando le caratteristiche proprie del sistema contributivo. Il quale allinea le prestazioni ai contributi. E determina quindi l’importo in funzione della speranza di vita.

Il punto più importante, senza dubbio, è un altro. Proviamo a vederlo insieme:

Come rimarcato più volte dalla Corte, andrebbe considerata l’ipotesi di convergere gradualmente, ma in tempi rapidi, verso una età uniforme per lavoratori in regime retributivo e lavoratori in regime contributivo puro. Ma è evidente che, sia per ragioni di equilibri finanziari. Che di equità, ciò andrebbe fatto prevedendo una correzione attuariale anche sulla componente retributiva dell’assegno. In analogia a quanto avviene per la componente contributiva.

Sostanzialmente la Corte dei Conti ritiene che sia necessario cambiare passo. E' necessario creare un sistema previdenziale più flessibile e che non sia troppo rigido nel far andare i lavoratori in pensione. Tra le parole sembrerebbe spuntare la proposta di archiviare definitivamente la Legge Fornero e pensare a delle soluzioni che non irrigidiscano troppo il concetto di pensione.

Pensioni, è tempo di scelte coraggiose!

La Legge Fornero in questi anni è stata lodata, amata ed apprezzata (non sicuramente dai lavoratori). In più di un'occasione è stata ripescata e rivalutata. Questa volta la Corte dei Conti la ha bocciata, spiegando che presenta delle sostanziali problematicità, che la starebbero rendendo poco equa e poco sostenibile. Per il premier Mario Draghi arriva una vera e propria tegola ed una nota dolente, anche perché sulle pensioni si è mosso troppo poco. Almeno fino ad oggi.

Oggi, però, sarebbe necessario voltare pagina definitivamente ed avere un approccio ppiù costruttivo. Sulla Legge Fornero, per il momento, non sarebbe prevista alcune revisione e non sono in programma delle riformulazioni strutturali. In altre parole, nulla all'orizzonte farebbe pensare che si possa andare verso una maggiore flessibilità. D'altro canto, la Corte dei Conti ha puntato il dito anche contro Quota 100, rea di aver causato una forte incertezza nel nostro sistema previdenziale. Anche in questo caso, secondo gli esperti, la valutazione non sarebbe del tutto positiva.

Come funzioneranno le pensioni?

A finire al centro del mirino non c'è solo Quota 100, ma anche la proroga di Opzione Donna: una scelta che non convince completamente gli esperti della Corte dei Conti. E' necessario, infatti, cercare di creare

un'uniformità di trattamento - ed eventualmente dare maggiore spazio alle considerazioni di genere degli assicurati (uomini o donne) - nell'ambito degli altri istituti di deroga esistenti.

A cercare di fare il punto della situazioni sulla riforma ci ha pensato anche la Banca d'Italia, che ha sollecitato un po' di prudenza sulle pensioni. Anche in questo caso si è sollecitata una certa flessibilità in uscita.

Quando le pressioni sui conti pubblici si saranno ridotte, si potranno estendere i margini di flessibilità in uscita - spiega Fabrizio Balassone, capo del servizio Struttura economica della Banca d'Italia - . La necessità di contenere il disavanzo pubblico limita attualmente la possibilità di stanziare risorse ingenti per questo capitolo di spesa, anche in considerazione del suo peso sui conti pubblici, già elevato e in aumento nei prossimi venti anni.