Pensione liberi professionisti INPS: come funziona nel 2022?

Pensione per i liberi professionisti 2022: quali sono le novità dall’INPS? Ecco come funziona l’assegno previdenziale sia per gli iscritti all’Albo che non.

Come accade per qualsiasi tipo di lavoratore, anche nel caso specifico dei liberi professionisti e dei lavoratori autonomi, è lecito domandarsi quali sono le varie opzioni e soluzioni a loro disposizione per quanto riguarda il tema delle pensioni INPS.

A questo proposito, occorre sottolineare che prima di procedere con il riepilogo delle varie opzioni che potranno essere prese in considerazione da parte dei cittadini e dei lavoratori che svogliono un’attività come liberi professionisti o lavoratori autonomi, è necessario fare alcune distinzioni tra le varie categorie di soggetti.

Dunque, in tale contesto, al fine di andare ad approfondire il mondo della pensione concessa nei confronti dei liberi professionisti e dei lavoratori autonomi, iscritti o meno alla Gestione Separata, è possibile andare a consultare il seguente video YouTube.

Si tratta di un contenuto multimediale che è stato pubblicato dal canale di JOB&Orienta dove sono stati appunto forniti ulteriori dettagli in riferimento alle possibilità di accedere alla pensione INPS da parte di diverse categorie di lavoratori autonomi e liberi professionisti.

In questo senso, infatti, l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale ha previsto varie soluzioni ed accessi differenti concessi verso quei cittadini che sono intenzionati a richiedere la possibilità di ottenere ed usufruire degli assegni previdenziali nel corso dell’anno attualmente in corso.

Dunque, all’interno del seguente articolo, andremo ad approfondire in maniera particolare tutte le novità che riguardano essenzialmente la pensione INPS accessibile da parte dei liberi professionisti. Allo stesso tempo, nei prossimi paragrafi, saranno anche evidenziate le varie differenze che vanno a definire l’accesso previdenziale da parte dei liberi professionisti che non appartengono ad un Albo professionale rispetto a quei liberi professionisti che invece operano senza Albo.

Pensione INPS liberi professionisti: le caratteristiche principali 

Dunque, come anticipato già durante l’introduzione del seguente articolo, quando si parla del mondo della pensione INPS in riferimento ai lavoratori che svolgono un’attività come lavoratori autonomi o liberi professionisti, occorre fare alcune precisazioni molto importanti.

A questo proposito, in linea generale, è possibile andare a riconoscere due tipologie di soluzioni previdenziali differenti che potranno essere concesse nei confronti dei liberi professionisti, sulla base della loro iscrizione o meno ad un apposito Albo professionale, oppure ad enti altri enti previdenziali.

Per questo motivo, all’interno del seguente articolo, al fine di andare a comprendere più nel dettaglio come funzionano effettivamente le pensioni INPS riconosciute nei confronti dei liberi professionisti e dei lavoratori autonomi, saranno ripercorse principali peculiarità e caratteristiche facendo riferimento proprio a questa distinzione.

È chiaro che tale distinzione è fondamentale non soltanto per comprendere quali sono le opzioni che ciascun lavoratore che svolgono un’attività da libero professionista ha a disposizione. Ma anche per prendere in considerazione correttamente l’intero panorama di leggi e di regolamentazioni a cui è necessario fare riferimento per capire se si hanno o meno i requisiti e le condizioni di accesso alla pensione.

Pensione liberi professionisti iscritti all’Albo professionale: come funziona nel 2022

Dunque, sulla base di questa breve premessa, andiamo ora a descrivere nel dettaglio come funziona la pensione che potrà essere riconosciuta verso quei lavoratori inquadrati come liberi professionisti che risultano essere iscritti all’Albo professionale.

È chiaro, dunque, che in questo caso la forma previdenziale in questione rimanda a quei soggetti che svolgono un’attività di lavoro autonomo che rientra in un apposito Albo riconosciuto a livello nazionale.

Ciò significa, quindi, che l’erogazione e il riconoscimento dell’assegno della pensione non sarà affidato, come avviene solitamente, nei confronti dell’istituto Nazionale Previdenza Sociale, bensì agli enti previdenziali di tipo privato. Si tratta, dunque, delle cosiddette Casse di Previdenza, anche conosciute sotto il nome di Casse previdenziali dei liberi professionisti o anche come Casse pensionistiche di categoria.

Sostanzialmente le casse in questione rappresentano di fatto per i lavoratori iscritti quella che per i soggetti titolari della pensione di vecchiaia, o anche della pensione di invalidità o anche della pensione ai superstiti è rappresentata dall’Assicurazione Generale Obbligatoria. Tuttavia, essendo le casse previdenziali dei liberi professionisti gestite da enti privati, godono di una maggiore autonomia, non soltanto dal punto di vista organizzativo ma anche gestionale.

Ciò significa, quindi, che le Casse in questione si avvalgono di una serie di leggi e di norme differenti rispetto al panorama normativo a cui solitamente fanno riferimento le forme di previdenza pubblica obbligatorie.

Pensione liberi professionisti iscritti all’Albo: quali sono nel 2022?

Abbiamo quindi visto che le Casse di Previdenza 2022 si differenziano in maniera particolare alla gestione che viene effettuata generalmente dall’Istituto INPS al fine di fornire un adeguato assegno previdenziale nei confronti di alcuni soggetti.

Proprio per questo motivo, la normativa a cui sarà necessario fare riferimento al fine di comprendere non soltanto quali sono le modalità e i processi da rispettare per presentare la richiesta volta all’ottenimento della pensione. 

Effettivamente ciascuna Cassa previdenziale a cui fa riferimento una specifica categoria di libero professionista prende in considerazione specifiche indicazioni per quanto riguarda anche le condizioni di accesso alle variegate soluzioni e prestazioni previdenziali, oltre che alle varie modalità di calcolo dei trattamenti previdenziali nonché delle misure assistenziali in favore dei lavoratori iscritti all’Albo.

A titolo esemplificativo, ma certamente non esaustivo, è bene quindi essere a conoscenza di quali sono le principali casse previdenziali per i liberi professionisti, attualmente riconosciuti dal sistema pensionistico in Italia.

In questo senso, quindi, per quanto riguarda i liberi professionisti che svolgono la professione di avvocati, geometri, notai, ragionieri e periti commerciali, le casse a cui sarà necessario iscriversi sono rispettivamente le seguenti. Si tratta della Cassa Forense, Cassa Geometri, Cassa Notariato ed, infine, la Cassa Ragionieri

Troviamo poi, la cassa CDC per i dottori commercialisti, la cassa ENPAB per i biologi, la cassa ENPAM per i medici, la cassa ENPAF per i farmacisti oltre che la cassa ENPAV per i veterinari, la cassa INPGI per i giornalisti e la Inarcassa per architetti e ingegneri.

Pensione liberi professionisti non iscritti all’Albo: come funziona?

Come abbiamo visto nei precedenti paragrafi, i cittadini che svolgono un’attività di lavoro come liberi professionisti avranno la possibilità di richiedere la pensione in maniera differente, facendo riferimento quindi a normative e gestioni differenti, che cambiano sulla base di ciascuna categoria lavorativa.

In questo senso, non vi sono soltanto le opzioni di pensione concesse verso quei liberi professionisti che risultano essere iscritti all’Albo professionale, bensì anche quelle riconosciute verso quei liberi professioni che non risultano essere iscritti in alcun Albo.

Ciò significa, quindi, che si tratta di una pensione che viene interamente gestita dall’istituto Nazionale Previdenza Sociale, il quale si configura dunque come l’ente previdenziale a cui dovranno fare riferimento quei liberi professionisti senza Albo, ovvero quei lavoratori autonomi che non esercitano una professione subordinata all’iscrizione ad appositi elenchi o albi.

Tuttavia, anche in questo caso occorre fare una precisazione. Infatti, secondo quanto riportato anche all’interno del portale pensionielavoro.it, nella pagina dedicata appositamente alla pensione per i liberi professionisti, se i soggetti iscritti all’Albo di professione hanno l’obbligo di aderire alla relativa cassa previdenziale, anche gli autonomi senza Albo dovranno sottostare ad un obbligo.

Pensione liberi professionisti non iscritti all’Albo 2022: le gestioni speciali INPS

Infatti, nel caso specifico dei liberi professionisti che non risultano essere iscritti ad alcun albo professionale, dovranno necessariamente aderire al contesto previdenziale attraverso le cosiddette Gestioni speciali INPS. 

A questo proposito, sono essenzialmente tre le gestioni speciali INPS che assumono una particolare rilevanza in termini di pensione per i liberi professionisti non iscritti all’Albo. Si tratta, in particolare del Fondo pensione per i commercianti, del Fondo pensione degli artigiani e del Fondo pensione CDCM, ovvero quello indirizzato ai coltivatori diretti, coloni, mezzadri ed imprenditori agricoli professionali.

Dunque, appartengono alla prima categoria di gestione speciale gestita da parte dell’istituto Nazionale Previdenza Sociale, coloro che risultano essere titolari di impresa che opera nell’ambito del settore terziario, o anche del commercio, del turismo, a prescindere dal numero effettivo di dipendenti. 

Invece, dovranno fare riferimento al Fondo pensione degli artigiani INPS, quei lavoratori autonomi che svolgono un’attività di lavoro che fa essenzialmente riferimento alla produzione di articoli e di beni, in attività che riguardano la prestazione di servizi e che non sono riconducibili ne al settore commerciale ne tantomeno a quello agricolo.

Un caso particolare riguarda quello dei lavoratori che risultano essere inquadrati come freelance, ovvero dei lavoratori autonomi che sono titolari di una partita IVA. Nello specifico, sono quei lavoratori che si occupano di prestazioni lavorative assimilabili a quelle svolte da parte di liberi professionisti.

Anche nel loro caso, è necessario prendere in considerazione come ente che si occupa dell’ambito previdenziale, l’istituto Nazionale Previdenza Sociale, e nello specifico la cosiddetta Gestione Separata.

Viviana Vitale
Viviana Vitale
Aspirante giornalista e social media manager freelance, classe 1995. Le mie più grandi passioni sono la scrittura e il marketing digitale. Sono state proprio queste a portarmi oggi a far parte del team di redattori di Trend-online e a collaborare come professionista della comunicazione con varie aziende italiane.
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