Il futuro dei lavoratori? Pensioni con contratto d'isopensione. Non sono pochi i lettori che hanno richiesto maggiori informazioni sullo strumento che consente l’accesso a un maxi scivolo sino a 7 anni, anticipando e non di poco l’uscita dal lavoro. Domande che investono l’importo e le garanzie dell’assegno di esodo erogato dall’INPS nel periodo di transazione sino al raggiungimento dei requisiti della pensione. Nell’ultimo periodo, non si contano gli argomenti correlati al potenziamento degli strumenti pensionistici. Non a caso il Governo ha rafforzato quell’aggancio alle imprese verso il prepensionamento lungo per i lavoratori.

A dirla tutta ci si aspetta un gettito di ristrutturazione delle imprese, come risposta ai danni prodotti dalla pandemia. Non sfugge che entro marzo viene sospeso il blocco previsto sui licenziamenti. Ecco, perché, il Governo ha previsto il differimento di diverse misure tra cui Opzione donna, Ape sociale e Isopensione. A prima vista l’isopensione potrebbe apparire come un’uscita destinata ai lavoratori senior, ma rappresenta uno meccanismo di politica attiva capace di assicurare posti di lavoro, consentendo alle aziende di fortificare le aspettative future. Nello stesso tempo, assicura ai lavoratori un assegno di esodo sino alla pensione.

Iniziamo nel chiarire che quando parliamo della possibilità di sfruttare lo scivolo per uscire prima dal mondo del lavoro, stiamo indicando la possibilità di accedere a diversi trattamenti, tra cui l’Isopensione, l’Ape sociale, l’assegno straordinario e così via, in presenza di specifici requisiti. Nella Legge di Bilancio 2021 è presente la possibilità per i lavoratori di poter sfruttare un maxi sciolo di 7 anni previsto per il triennio 2021 sino al 2023 (per le aziende che hanno aderito agli accordi sindacali).

Se l’argomento ti interessa prosegui nella lettura, cercheremo di capire insieme: Quali sono i requisiti previsti per lo scivolo pensionistico? Chi può accedere all’isopensione? Qual è l’importo dell’assegno.

Pensioni: uno scivolo di 7 anni con Isopensione

In pratica, quando facciamo riferimento al maxi scivolo, indichiamo la possibilità per il lavoratore di anticipare l’uscita dal lavoro anche di 7 anni. Infatti, non a caso l’isopensione consente ai lavoratori un prepensionamento anche quando mancano non oltre 7 anni prima di poter accedere alla pensione anticipata, oppure, alla pensione di vecchiaia ordinaria. Medesimo discorso segue l’assegno straordinario, ma con delle eccezioni.

Quando parliamo d'isopensione, il riferimento cade sull’accordo sindacale vigilato dall’INPS, che prevede appunto, la possibilità per i lavoratori di poter accedere allo scivolo pensionistico, conosciuto anche come l’esodo dei lavoratori. Una misura che rientra nel tanto contestato pacchetto della Legge Fornero. Attualmente, tale istituto pensionistico ha subito delle variazioni molto significative.

Infatti, permette ai lavoratori dipendenti di aziende con un minimo di più di 15 lavoratori, di poter utilizzare un’uscita dal lavoro anticipandola anche di 7 anni. Il lavoratore con l’isopensione, non solo anticipa l’uscita dal lavoro sino a un limite di 7 anni, ma nello stesso tempo, questo intervallo viene remunerato sino alla maturazione dei requisiti necessari che consentono l’ottenimento della pensione.

L’isopensione, quindi, non può essere richiesto da tutti i lavoratori, ma solo dai dipendenti che appartengono al comparto privato e in presenza di specifici requisiti. In particolare, i lavoratori possono accedere allo scivolo pensionistico, nel caso di esuberanza del personale, oppure, quando l’azienda necessita quello che in gergo viene definito un “ricambio generazionale”.

Altro, requisito, è la presenza nell’azienda di un numero che supera i 15 lavoratori e l’esistenza di un accordo sindacale, regolarmente convalidato dall’INPS. Si precisa che il lavoratore può scegliere se aderire o meno all’isopensione e che la prestazione viene erogata dall’INPS, ma garantita dal datore di lavoratore (vedi paragrafo successivo).

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Pensione: importo dell’assegno e durata dell’isopensione

Come anticipato innanzi, il lavoratore attraverso l’isopensione ottiene un’uscita anticipata dal lavoro sino a un massimo di 7 anni. Lo strumento consente al lavoratore d'iniziare un percorso precorrendo l’età pensionabile. Una delle novità introdotte nella Legge di Bilancio 2021, riguarda appunto, la possibilità per il lavoratore di poter accedere all’estensione dello scivolo da 4 sino a 7 anni anche per il triennio 2021 e sino al 2023, scivolo fortificato nella Legge di Bilancio 2018 per il triennio compreso nel periodo tra il 2018 e sino al 2020.

Va detto che l’azienda deve impegnarsi al carico della contribuzione figurativa prevista per la durata dell’intero intervallo compreso tra l’esodo del lavoratore sino all’ottenimento dei requisiti necessarie per accedere alla pensione. L’ammontare dell’assegno d'isopensione deve risultare congruo alla pensione anticipata o vecchiaia.

Si precisa, che seppur è vero che al lavoratore spetta un assegno d'importo somigliante al trattamento pensionistico, in ogni caso non viene applicata la contribuzione correlata. La cui esclusione produce un assegno d'isopensione d'importo ridotto, rapportato a quello del futuro importo della pensione reale. Al raggiungimento dei requisiti pensionistici, l’importo dell’assegno subisce un ricalcolo. In sostanza, viene applicata la contribuzione figurativa che l’azienda ha versato durante il periodo dell’isopensione.

Attenzione! All’assegno d'isopensione non viene applicata la perequazione automatica, e non è prevista l’attribuzione dell’assegno al nucleo familiare. Si precisa che eventuali benefici o maggiorazioni per invalidità seguono determinate valutazioni, nonché, disposizioni legislative.

Pensioni: quanto costa l’isopensione al datore di lavoro e quali rischi corre il lavoratore?

Il periodo in cui il lavoratore si trova in isopensione viene sovvenzionato dall’azienda, la quale deve garantire l’utilizzabilità del denaro rendendo le risorse finanziarie disponibili all’INPS, affinché provveda a erogare l’assegno d'isopensione mensile. Nello stesso tempo, assicura l’accredito al lavoratore della contribuzione figurativa per l’intervallo di esodo.

La normativa per tutelare il lavoratore dalla possibilità di un deficit dell’azienda, ha disciplinato che il datore di lavoratore presenti in garanzia una fideiussione bancaria da esibire all’INPS. Nel caso di sospensione dei pagamenti, l’Istituto richiede la regolarizzazione dei pagamenti al garante. In presenza di una morosità superiore a 180 giorni l’INPS legittima la valenza della fideiussione per intero al fine di assicurare l’isopensione al lavoratore per tutto il periodo corrispondente all’esodo.

Se il garante si trova nella posizione d'insolvenza, in quest’ultima ipotesi l’Istituto non solo sospende il pagamento dell’assegno d'isopensione, ma anche dei contributi figurativi.

In presenza di quest’ultima circostanza il lavoratore subisce un doppio danno, in quanto, si ritrova senza la disponibilità dell’assegno mensile, e senza i contributi figurativi necessari al perfezionamento dei requisiti necessari per il trattamento pensionistico.

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Pensioni: chi rientra nell’isopensione sino al 2023?

La platea dei beneficiari all’isopensione si differenzia per vari elementi. Se l’esodo è rivolto all’ottenimento della pensione di vecchiaia, in questo caso investe i lavoratori o lavoratrici con un’età anagrafica tra i 60 e sino ai 61 anni. Nel caso di esodo indirizzato verso la pensione anticipata, in questo caso vengono coinvolti i lavoratori o le lavoratrici che hanno maturato un’anzianità contributiva che comprende tra i 35 e i 36 anni di contributi.

Senza trascurare la speranza di vita che dall’anno 2023 recupera la crescita corrispondente a 3 mesi ogni due anni che dal 2027 diventano 2 mesi. Si precisa, inoltre, che dal 2027 scattano anche gli aggiornamenti dei requisiti necessari per richiedere la pensione anticipata.