E' stata chiusa l'istruttoria con la quale è stato allargato l'elenco delle professioni gravose. Si apre, quindi, un capitolo molto importante per le pensioni. I gruppi sono passati a 57 dai precedenti 15, mentre le mansioni sono lievitate a 203 dalle precedenti 65. Ci manca, adesso, l'ultimo capitolo, quello definitivo. I lavori della commissione dovranno passare al vaglio del Ministero dell'Economia e di quello del Lavoro. Spetterà al Governo decidere quante delle nuove categorie includere, anche se l'elenco stilato dalla commissione costituisce una traccia indicativa, sulla quale fare qualsiasi tipo di ragionamenti.

La nuova lista dei lavori gravosi è stata compilata appoggiandosi su una serie di criteri, che si basano sulle estrapolazione dei dati dell'Inail e dell'Istat, grazie ai quali sono stati compilati tre indici:

  • frequenza degli infortuni rispetto alla media;
  • numero di giornate medie di assenza per infortunio;
  • numero di giornate medie di assenza per malattia.

Grazie al nuovo elenco sono coinvolti almeno mezzo milione di lavoratori, che se tutto dovesse andare bene, potranno avere qualche beneficio in più per andare in pensione.

Lavori gravosi, le conseguenze sulle pensioni!

Perché è così tanto importante estendere i lavori gravosi? L'obiettivo di questa operazione è quello di poter permettere al numero maggiore possibile di lavoratori di anticipare la data della pensione, che potrebbe scendere a 63 anni con 36 di contributi, nel caso in cui si siano svolte mansioni gravose nel corso degli ultimi anni di lavoro (sono necessari almeno sei anni su negli ultimi sette, o sette anni negli ultimi dieci). Molti nostri lettori avranno già intravisto le caratteristiche di una misura particolare, ossia l'Ape Sociale, che potrebbe essere rafforzata e venire corrisposta al raggiungimento di una determinata età al posto della pensione di vecchiaia.

L'obiettivo ultimo, quindi, sarebbe quello si allargare la platea dei lavoratori che avrebbero diritto all'Ape Sociale in vista della definitiva chiusura di Quota 100. Sono i numeri che ci hanno fatto arrivare a questa conclusione: nel corso degli ultimi quattro anni, almeno il 61% delle richieste è stata respinta perché non rientrava nelle cosiddette mansioni gravose. L'intenzione di andare in tutto e per tutto incontro alle esigenze dei lavoratori lo si percepisce anche dal fatto che all'elenco stilato dall'Inail si aggiungono due ulteriori liste stilate dall'Inps, che comprendono al loro interno tutta una serie di mansioni ritenute gravose e che, in tutto e per tutto, sono affini a quelle che normalmente sono coperte dall'Ape Sociale, ma che fino ad oggi sono state escluse. In altre parole sono quelle che a tutti gli effetti sono state battezzate come mansioni siamesi da Cesare Damiano, il presidente della commissione sui lavori gravosi.

Andare in pensione a 57 anni non è un sogno. Tutte le istruzioni e le possibilità in questo articolo: In pensione a 57 anni! Ecco come andarci fin da oggi!.

Pensioni & lavori gravosi, un binomio indisolubile!

Il nuovo elenco dei lavori gravosi costituisce un capitolo molto importante per quanti abbiano intenzione di andare in pensione. Grazie al lavoro della commissione nel nuovo elenco entrano:

  • saldatori;
  • tassisti;
  • falegnami;
  • conduttori di autobus e tranvieri;
  • benzinai;
  • macellai;
  • panettieri;
  • insegnanti di scuole elementari;
  • commessi e cassieri;
  • operatori sanitari qualificati;
  • magazzinieri;
  • portantini;
  • forestali;
  • verniciatori industriali.

Elenco ovviamente incompleto, anche perché, come abbiamo accennato, sono 203 in totale i lavori gravosi che sono entrati in questo elenco. Questo significa che queste persone potranno andare in pensione al compimento dei 66 anni e 7 mesi, o potranno accedere all'Ape Sociale o a Quota 41.

Abbiamo suggerito una graduatoria che va dal lavoro più gravoso a quello meno gravoso, in totale sono quasi 100 le categorie prese in esame - spiega Cesare Damiano -. In pratica abbiamo indicato il perimetro dentro il quale agire per rivedere le norme, dando come indicazione sia l’esigenza di passare da un’Ape sperimentale ad un provvedimento che duri nel tempo, sia di allargare la platea. Adesso spetta alla politica decidere quante risorse stanziare e per fare cosa.

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Un elenco sempre più ampio!

E' necessario ricordare che non è detto che tutti i lavori gravosi, che sono entrati in questo elenco, saranno inseriti in quello ufficiale. Damiano spiega:

31 i lavori considerati più gravosi, ma questo non significa che automaticamente l’attuale elenco verrà allargato. Sarà la politica, sulla base dei dati raccolti dalla commissione, a dover prendere una decisione a riguardo.

Il Governo guidato da Mario Draghi, comunque, fino ad oggi si è sempre dimostrato disponibile a riconoscere la possibilità di accedere alla pensione anticipatamente a quanti stessero svolgendo delle mansioni ritenute particolarmente gravose. L'analisi e lo studio portato a termine dalla commissione si muove proprio in quest'ottica. Quelli che attualmente sono considerati come lavori gravosi sono 31 e sostanzialmente sono quelli svolti nella manifattura, nell'agricoltura e nell'edilizia.

In molti casi, questi lavori non potevano essere considerati diversamente, considerando proprio la natura dei compiti che si stavano svolgendo. Sicuramente uno dei nodi più importanti sono i suggerimenti: la commissione oltre a classificare le varie professioni secondo la loro gravità, hanno proposto un intervento specifico pe ri lavoratori edili: a queste persone potrebbero essere sufficienti solo 30 anni di contributi per accedere all'Ape sociale (oggi ne servono 36). Questo è solo uno dei tati consigli avanzati.

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