Pensioni minime, possibile aumento a 700 euro nel 2024: ecco le previsioni

A partire da luglio, scattano gli aumenti delle pensioni minime previsti dalla Legge di Bilancio. Al vaglio, un ulteriore aumento dal 2024, che dovrebbe portare le pensioni minime a 700 euro, ma non per tutti. Ecco le ipotesi e previsioni.

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Il cantiere sulle pensioni riaprirà molto presto. Già per il 2023, la Legge di Bilancio ha previsto un aumento a 600 euro delle pensioni minime, per i cittadini con età superiore a 75 anni. In linea di massima, è stato rivisto il meccanismo di rivalutazione delle pensioni per i prossimi due anni.

Per quest’anno, si applica un aumento del 6,4% che va a portare l’importo delle pensioni minime a 600 euro. Ma è al vaglio del Governo l’intenzione di alzare ulteriormente l’importo, sempre solo per i pensionati over 75, a 700 euro al mese a partire dal 2024.

Si tratta, per il momento, solo di indiscrezioni, senza conferme ufficiali dalla maggioranza di Governo. Analizziamo, nel testo, quali sono le ultime novità, spiegando le intenzioni del Governo su come, eventualmente, aumentare l’importo delle pensioni minime.

Pensioni minime a 700 euro, è davvero possibile?

Durante le ultime ore, è stata avanzata l’ipotesi di innalzare le pensioni minime a 700 euro, a partire dal 2024. Non ci sono conferme ufficiali e si tratta solo di indiscrezioni. È, però, un progetto molto importante per la maggioranza di Governo e, soprattutto, per Forza Italia.

Un progetto disegnato dall’ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che Forza Italia vorrebbe portare avanti, fino ad aumentare le pensioni minime a 1000 euro. Molto probabilmente, se il disegno andrà in porto, non di certo saranno portate a 1000 euro già dal prossimo anno, ma si tratterà di un aumento graduale. Un aumento così repentino, infatti, comporterebbe spese troppo ingenti per le casse dello Stato.

La Legge di Bilancio ha già previsto, per il solo 2023, l’aumento fino a 600 euro e, per il 2024, si auspica siano portate a 700 euro, per arrivare al fantomatico importo di 1000 euro entro la fine della legislatura. Un progetto molto ambizioso rivolto ai pensionati, beneficiari del trattamento minimo, con più di 75 anni.

Cosa c’è di sicuro? Il prossimo anno ci sarà una rivalutazione automatica legata all’inflazione che, sicuramente, sarà molto sostanziosa. Anche se il tasso di inflazione sta calando, il mese di maggio si sono registrate punte abbastanza alte del 7,6%.

Oltre alla rivalutazione legata all’inflazione, la maggioranza di Governo potrebbe comunque intervenire per un ulteriore aumento. Tuttavia, si tratta ancora di indiscrezioni e, molto probabilmente, sarà una questione discussa durante i mesi estivi per essere, poi, approvata solo verso la fine dell’anno.

Tuttavia, potrebbe essere, tutto sommato, abbastanza plausibile che le pensioni minime aumentino ancora, considerando da una parte a rivalutazione annuale e dall’altra parte la rivalutazione straordinaria, già finanziata dall’ultima Manovra finanziaria.

A chi spetta la pensione minima

A chi spetta la pensione minima? Innanzitutto, si tratta di un trattamento erogato dall’Inps, chiamato sia con il nome di pensione minima, sia trattamento minimo e rappresenta una soglia limite di pensione, al di sotto della quale non ci sono le condizioni per una vita dignitosa.

L’importo della pensione minima spettante viene rivalutato annualmente, in base all’inflazione. Se un pensionato non raggiunge la soglia minima, allora viene riconosciuta l’integrazione al minimo. Chi non matura i requisiti per poter beneficiare del trattamento minimo Inps, può richiedere l’assegno sociale.

A chi spetta? Più precisamente, l’integrazione al trattamento minimo spetta a circa 2,5 milioni si pensionati. È stata introdotta con la Legge n. 638 del 1983 e spetta a prescindere dell’età contributiva a tutti i titolari di pensione che non raggiungono i valori minimi fissati dalla legge. L’integrazione al minimo riguarda tutti i tipi di pensione: di vecchiaia, anticipata di anzianità, reversibilità, pensione ai superstiti, se sono inferiori ai limiti previsti dalla legge.

Pensioni minime aumentate a 600 euro solo per il 2023

La Legge di Bilancio del 2023 ha previsto un aumento significativo delle le pensioni minime. Per il 2023 e per il 2024 è previsto un aumento pari a:

  • 1,5% per il 2023;

  • 2,7% per il 2024.

A partire dal mese di luglio di quest'anno, scattano gli aumenti previsti dalla Manovra finanziaria del 2023. La pensione diventa "più pensate", ma non per tutti. Ma si tratta, comunque, si un’ottima notizia per circa 1,3 milioni di pensionati.

L’aumento fino a 600 euro scatterà solo per i pensionati titolari di un assegno di importo pari al trattamento minimo che hanno almeno 75 anni d’età. Però, anche i pensionati con meno 75 anni riceveranno un aumento, seppur in misura inferiore.

Inoltre, per i titolari di pensioni minime con più di 75 anni è previsto un ulteriore aumento del 6,4%, che va a portare l’importo del trattamento a 600 euro.

Come abbiamo già detto, l’importo delle pensioni viene aggiornato e rivalutato ogni anno, in base all’inflazione. Se per il 2022 era pari a 525,38 euro, nel 2023, l'importo è leggermente aumentato fino a raggiungere la somma di 563,74 euro.

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