Buone notizie per quanti stiano percependo una pensione: arrivano gli aumenti. Dal 2022 sarà possibile ricevere un assegno previdenziale più alto. Una vera e propria rimodulazione degli importi, che spettano ogni mese. Ma la domanda alla quale vogliamo rispondere adesso è la seguente: chi potrà godere di questa revisione al rialzo degli importi che gli spettano? Ma soprattutto quali requisiti è necessario possedere per poter ottenere questa revisione al rialzo della propria pensione?

Sì perché, è inutile negarlo: gli aumenti ci sono, ma non arriveranno a tutti. Per potersi vedere aumentare la pensione sarà necessario rispondere a determinati requisiti di reddito e di anagrafe. Proviamo a vedere quali sono.

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Pensioni: a chi spetta l'aumento?

Primo e più importante requisito, per riuscire ad ottenere l'aumento sulla propria pensione, è quello ci avere un reddito annuo inferiore a 6.702,54 euro o di 13.405,08 euro per ottenere l'aumento parziale. Nel caso in cui il diretto interessato sia sposato il reddito dei coniugi non dovrà superare i 20.107,62 euro annui o i 26.810,16 euro per ottenere l'aumento parziale. Anche in quest'ultima circostanza, comunque, la pensione minima del contribuente dovrà, necessariamente, essere inferiore a 6.702,54 euro.

Nel corso del 2021 alcune pensioni hanno registrato un aumento dello 0,5% rispetto al 2020, tra pochi mesi sarà possibile ottenere un aumento di 26 euro per quanti abbiano un'età compresa tra i 60 ed i 64 anni. Leggermente più alto sarà l'aumento per quanti abbiano un età compresa tra i 65 ed i 69 anni: riceveranno 83 euro al mese. L'aumento massimo lo riceranno quanti hanno compiuto 70 anni, che si vedranno aumentare la pensione di 136 euro, che quindi passerà da 515 euro mensili a 651 euro. In quest'ultimo caso il reddito non dovrà essere superiore a 8.469,63 euro, mentre quello coniugale non dovrà superare i 14.447,42 euro.

Pensioni, un po' di belle notizie!

Come abbiamo avuto occasione di anticipare in un nostro precente articolo (Pensioni 2022: scattano gli aumenti. Fino a 500 euro al mese) nel 2022 gli assegni aumenteranno a causa della scadenza del blocco delle revilautazioni e a seguito della crescita dell'inflazione. Arriveranno corposi aumenti delle pensioni a molte persone, che in alcuni casi potrebbero subire degli aumenti che oscillerano tra i 300 ed i mille euro ogni anno. Attenzione, però, a cantar vittoria troppo presto. Il Governo potrebbe decidere di prorogare il blocco nel momento in cui verrà approvata la Legge di Bilancio. Ricordiamo, poi, che sempre dal 1° gennaio 2022 si concluderà definitivamente il regime sperimentale triennale 2019-2021, che stava bloccando gli aumenti delle pensioni che siano quattro volte il minimo progressivo. Stando a quanto riporta Affariitaliani, queste operazioni potrebbero arrivare a costare la bellezza di quattro miliardi di euro.

Nel momento in cui verrà applicato il nuovo sistema di calcolo, quindi del 1° gennaio 2022, gli assegni previdenziali dovrebbero continuare a rivalutarsi al 100% fino a quattro volte il minimo. Una volta superata questa soglia si applicheranno le aliquote al 90% nel momento in cui si sarà tra le quattro e le cinque volte il minimo; si scenderà al 75% per le pensioni che hanno importi più alti. In altre parole questo significa che la rivalutazione piena arriverà a quanti percepiscano un assegno previdenziale pari a 2.000 euro. Scenderà al 90% nel momento in cui gli importi oscillerano tra i 2.000 ed i 2.500 euro e scenderanno al 75% quando si superano i 2.500 euro. Tenendo presente l'andamento dell'inflazione, si stima che un persona che percepisca una pensione di 1.500 euro possa ottenere un'aumento di circa 300 euro ogni anno.

Pensioni, al momento c'è un po' di caos!

Purtroppo, però, al momento c'è un di confusione e caos, quando si parla di pensioni. Tutte le discussioni sono incentrate sulla fine di Quota 100 ed il Governo si ritrova nell'amara situazione di non sapere se usare il cosiddetto Metodo Prodi o il Metodo Conte. Nel caso in cui dovesse prevalere la prima soluzione, gli aumenti sulle pensioni dovrebbe aggirarsi intorno ai 126 euro all'anno, quanto meno per quanti percepiscano assegni non superiori ai 1.500 euro lordi al mese. L'aumento potrà arrivare a 1.027 euro l'anno per quanti ricevano assegni più alti. al contrario, nel caso in cui dovesse prevalere il Metodo Conte la forbice degli aumenti dovrebbe essere più contenuta e rimarrebbe compresa tra i 126 ed i 484 euro ogni anno. Per il momento, però non è nemmeno possibile escludere che arrivi un veros e proprio stop dal premier Mario Draghi, che potrebbe bloccare le rivalutazioni piene per le pensioni più alte. Per conoscere il destino delle nostre pensioni, sarà necessario attendere la Legge di bilancio.