In merito alle pensioni anticipate, o ad altri sistemi di ritiro dal lavoro, s'era già trattato di strumenti previdenziali quali l'Ape sociale, Opzione Donna e, anche se assistenziale, Pensione Sociale (oggi Assegno sociale).

Recentemente, come segnala notizieora.it, si parla a proposito dell'estensione dell'Ape Sociale, ma non solo. A seguito della nomina dell'ex Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del Governo Monti, Elsa Fornero, a consulente per la task force governativa per i piani economici, presieduta dal Sottosegretario di Stato, Bruno Tabacci, un certo timore per una riforma delle pensioni "lacrime e sangue" non è così inverosimile. 

In particolare davanti al rischio che Quota 100, l'opzione di anticipo pensionistico più famoso degli ultimi due anni, possa non venire prorogata per il 2022, lasciando i richiedenti a rischio di trovarsi ad andare in pensione a 67 anni. Sempre se 67 rimane come limite d'età richiesto.

Pensioni anticipate ma con la Legge Fornero

Attualmente le possibilità per andare in pensione in maniera anticipata sono diverse. Ma prima facciamo un rapido ripasso dell'attuale disposizione previdenziale.

Attualmente è in vigore la Legge Fornero, a cui ci si riferisce propriamente all'articolo 24 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201. Questa legge dispone attualmente la principale forma di ritiro dal lavoro, nonché la più strutturata riforma del trattamento pensionistico attualmente in vigore. Prevede di fatto le seguenti modifiche:

  • ha estesto il metodo contributivo a chi era escluso dalla Riforma Dini del 1995;
  • ha aumentato di un anno l'accesso alle pensioni di anzianità;
  • ha abolito il sistema a quote (cioè età anagrafica assieme a anzianità contributiva);
  • ha allungato l’età di pensionamento delle lavoratrici dipendenti del settore privato fino a 65 anni;
  • ha adeguato l’aspettativa di vita, dal 2019, a cadenza biennale;
  • ha bloccato la perequazione delle pensioni 3 volte superiori al trattamento minimo;
  • ha ridotto a 12 mesi la “finestra” mobile per i lavoratori autonomi.

La notevole modifica fatta alle precedenti riforme, come la Sacconi del 2010/2011 e la Dini del 1995 non è stata indolore. Tra il 2011 e il 2012, a causa di alcune problematiche tra ammortizzatori sociali e prepensionamenti, la messa in stand by di 350.000 lavoratori s'è tradotta in un licenziamento di massa, non potendo con le nuove disposizioni anagrafiche, accedere né all'indennità di mobilità, né alla pensione anticipata promessa

Nonostante il grave peso sociale, non sono state mai proposte modifiche concrete alla Riforma, la quale, dal 2019, prevede le seguenti disposizioni:

  • il raggiungimento dell'età anagrafica di 67 anni;
  • il raggiungimento di una contribuzione minima di 20 anni.

E questo fino al 31 dicembre 2022, quando, col ricalcolo ISTAT, il parametro anagrafico potrebbe venire aumentato. Forse a 70 anni. Per questo è diventata famosa Quota 100.

Quota 100 come pensione anticipata alla Fornero fino al 31 dicembre

Dal 2019, col Decreto legge 4/2019 (poi Legge numero 26/2019), Quota 100 è diventata una delle potenziali pensioni anticipate rispetto alla Fornero. Anche se prevede delle finestre mobili più strette rispetto alla Fornero:

  • 3 mesi di attesa per i dipendenti privati tra conferma del requisito e la decorrenza della pensione;
  • 6 mesi di attesa per i dipendenti pubblici tra conferma del requisito e la decorrenza della pensione.

E poi la somma di 100: 38 + 62. Ovvero, secondo l'art. 14 del decreto citato, l'accesso indiscriminato secondo due parametri:

  • il raggiungimento dell'età anagrafica di 62 anni;
  • il raggiungimento di una contribuzione minima di 38 anni.

Cinque anni in meno, ma 18 anni di contributi in più. Ha senso: tutti i sistemi pensionistici prevedono un aumento degli anni di contribuzione per bilanciare l'anticipo dell'età pensionabile, altrimenti la stessa uscita, con l'attuale sistema pensionistico contributivo, garantirebbe una pensione misera. 

Però Quota 100 prevede anche delle responsabilità:

  • previsto il blocco totale delle attività lavorative durante la finestra mobile (3-6 mesi)
  • divieto di accumulo di reddito sopra i 5.000 euro annui per prestazioni occasionali (in territorio nazionale o estero), così disposto dal comma 3 dell'art. 14.

Altrimenti non si potrà ricevere alcuna niente pensione, almeno per l'anno in cui hai fatturato più di 5.000 euro. Questa misura è tutt'ora disponibile, ma fino al 31 dicembre 2021, limite oltre il quale non sarà possibile fare domanda

Sempre a causa nuove disposizioni governative, potrebbe lasciare spazio ad altre possibilità, tipo Quota 41, come racconta nel suo articolo Claudia Manildo

O migliorare le pensioni anticipate come Ape Sociale.

Quota 41 al posto di Quota 100? La pensione è anticipata a 57 anni!

Tra le possibili pensioni anticipate c'è anche Quota 41, ma solo da un punto di vista teorico. Perché attualmente non c'è alcuna disposizione legislativa che la disciplina, solo coonsiderazioni politiche o istituzionali.

Per Quota 41 varrà il solo requisito contributivo, cioè 41 anni di contributi versati. Così facendo, qualora il contribuente abbia iniziato a lavorare a 16 anni (età minima per l'accesso al lavoro in Italia), potrebbe andare in pensione a 57 anni, la stessa età prevista per le persone sottoposte alla Legge 104 o ad alcune disposizioni relative a fondi pensionistici privati, come già trattai in questo articolo.

Il problema è che è in effetti un possibile successore, e anche un concorrente ai 67 anni dell'attuale riforma Fornero, ma è economicamente controverso. Il governo non ha modo di finanziarlo, anche perché costerebbe, secondo le stime dell'INPS riportate dall'AGI, per il 2022 almeno 4,3 miliardi, e almeno altri 9,2 miliardi fino alla fine del decennio 2020-2029

Si valuta anche una potenziale Quota 100 bis, dato che c'è ancora tempo fino al 31 dicembre 2021 per accedere alla Quota 100 erogata per il 2022. Ma è difficile dirlo.

Sembra proprio non ci siano soldi per Quota 100, quindi sarebbe difficile accettare un aumento così prorompente, laddove già il principale supporto alla disoccupazione, il Reddito di Cittadinanza, è malvisto da diversi partiti, come Italia Viva e Lega. 

Purtroppo le pensioni in Italia sono molto costose: per 16 milioni di pensionati, lo Stato sborsa 300 miliardi di euro l'anno (rapportato al PIL, si parla del 17%). 

Per questo puntano alle pensioni anticipate, come Ape Sociale od Opzione Donna.

Pensioni anticipate: Ape Sociale in estensione per il 2022

Come detto prima, ci sono già diverse pensioni anticipate, come Ape Sociale. Quest'ultima, chiamata propriamente Anticipo PEnsionistico, prevede come requisiti chiave:

  • avere almeno 63 anni di età;
  • aver versato almeno 30 anni di contributi per lavori non gravosi;
  • aver versato almeno 36 anni di contributi se per lavori gravosi.

Onde evitare confusioni, preciso che per lavoro gravoso s'intende un tipo di lavoro che richieda una notevole attività o responsabilità lavorativa. Esempi chiave possono essere l'essere:

  • un operatore edile, 
  • l'addetto alla conceria delle pelli, 
  • un operatore addetto alla pulizia, 
  • un operaio addetto alla gru, 
  • un'infermiera, 
  • un'insegnante d'asilo, 
  • un'operatrice ecologica.

O altri lavori comunque stabilito dal Decreto Sostegni-bis. Se ne volete sapere di più, c'è il video di Radio UCI, anche per avere una panoramica delle pensioni per il 2021. 

Quindi, 4 anni in meno rispetto alla Fornero, ma dieci o sedici anni in più di contributi. Se non altro prende a cuore anche altre categorie sociali, come caregiver e disoccupati.

Pensioni anticipate: Ape Sociale anche per disoccupati e caregiver

Specie in periodo da pandemia da Covid, molti hanno perso il lavoro o devono accudire i propri cari. E l'Ape sociale cerca di provvedere anche a queste categorie sociali in difficoltà.

Così come disposta, l'Ape garantisce tutela a:

  • disoccupati di lungo termine senza più la Naspi
  • caregiver
  • invalidi con handicap riconosciuto sopra al 74%.

E precedentemente, come segnala notizieora.it, c'è un possibile tentativo di riattivazione del precedente meccanismo di scivolo, cioè il ripristino dei requisiti quali:

  • il raggiungimento dell'età anagrafica di 63 anni;
  • il raggiungimento di una contribuzione minima di 20 anni.

Cioè 4 anni in meno rispetto alla Fornero, e stessi anni contributivi. Ma c'è da pagare: l'importo sarà almeno 1,4 volte la minima prevista dall'INPS. Ovviamente, con gli stessi anni contributivi non poteva essere migliore.

Per adesso si prevede come scadenza per la maturazione dei requisiti la stessa di Quota 100, cioè il 31 dicembre 2021. Ma il governo, a differenza di quest'ultima, punta ad una proroga e anche ad una possibile estensione dell'accesso. Se non il suo consolidamento strutturale

Pensioni anticipate: Ape sociale arriva fino a 1500 euro

In merito sempre all'Ape Sociale tra le pensioni anticipate disponibili nel sistema pensionistico italiano, c'è da dire che l'interesse dei sindacati potrebbe contribuire a questo suo consolidamento potenziale, in particolare per chi vive in situazione di disagio o in stato di impossibilità di adesione.

In effetti, ad oggi l'Ape Sociale si attiva in caso di licenziamento anticipato, ma solo se:

  • il licenziamento sia tramite provvedimento collettivo o individuale; 
  • siano di dimissioni per giusta causa; 
  • sia dovuto anche dalla scadenza di un contratto a tempo determinato;
  • non ha accesso ad altri sussidi di disoccupazione da 3 mesi.

E supporta i caregiver, come già detto, cioè chi ha un parente in stato di disabilità grave. Ma solo se "parente di primo grado" ("secondo" se non ha parenti prossimi). Ma solo se ha almeno 30 anni di contributi pagati.

In questo contesto pandemico, a sua volta, sono a rischio limitazioni anche chi ne è rimasto vittima, specie a causa dello sblocco dei licenziamenti, del quale è prevista una seconda tranche a fine ottobre 2021.

Per fare richiesta serve però una doppia domanda:

  • con la prima si ottiene il riconoscimento del possesso dei requisiti normativi;
  • con la seconda, a seguito del nulla osta dell'INPS, si può fare la richiesta ufficiale.

Ma per la doppia domanda la scadenza è prevista per il 30 novembre 2021. Il vantaggio è che, disposta attualmente dalla legge Fornero sulle pensioni anticipate, l'assegno potrà arrivare fino a 1500 euro al mese, e almeno fino alla maturazione della pensione ordinaria. 

Inoltre, grazie alla compatibilità con la pensione sociale (oggi assegno sociale) e con la possibilità di fare lavori occasionali, potrai garantirti un sostegno migliore. Anche se i lavori occasionali sono disposti secondo i seguenti limiti di reddito:

  • 4.800 euro annui come lavoratore autonomo; 
  • 8.000 euro annui come dipendente o parasubordinato.

Pertanto, tra un'utopica Quota 41 e una più pragmatica Ape Sociale, ora sarà il Governo a valutare per il futuro cosa convenga nell'attuale situazione pensionistica. Nella speranza di non vivere scenari da Grecia del biennio 2010-2012.