E' tutto vero dal 2022 pensioni più ricche per tutti.

Il merito se così si può definire è da attribuirsi all'inflazione in arrivo, aumenti che dovrebbero assestarsi mediamente introno ai 300 euro in più all'anno, per tutti coloro che ad oggi percepiscono una pensione di circa 1.500 euro al mese.

L'aumento sarà necessario per compensare l'aumento dei prezzi di molti beni al consumo dovuti all'inflazione in modo da mantenere invariato il potere d'acquisto del cittadino.

Gli ultimi aumenti delle pensioni si sono verificati circa 2 anni fa, questo nuovo incremento costerà allo Stato circa 4 miliardi di euro, soldi risparmiati nel 2021 grazie a livelli di inflazione addirittura negativi.

Insomma nonostante nel 2022 sono previsti i prezzi in aumento è anche certo che che i pensionati di tutta Italia possono stare tranquilli considerando che già da gennaio potranno veder piovere nelle proprie tasche pensioni più ricche. 

Andiamo quindi nel prossimo paragrafo a conoscere meglio a quanto ammonterà l'aumento previsto.

Per chi fosse interessato al tema di seguito un breve video tratto dal canale You tube Pensioni & Aggiornamenti in cui viene spiegato in modo semplice e dettagliato in cosa consiste l'aumento di 300 euro destinato alle pensioni che ci sarà a partire da gennaio 2022 destinato a tutti i pensionati italiani.

Pensioni più ricche: Ma di quanti soldi stiamo parlando esattamente?

Da gennaio pensioni più ricche per tutti a causa dell'arrivo dell'inflazione.

Ma più precisamente a quanto ammonta l'aumento previsto?

Dunque se prendiamo in esame una pensione di 1.500 euro lordi, ovvero una pensione tre volte maggiore rispetto alla pensione minima INPS, l'aumento dovrebbe essere di circa 300 euro l'anno, ovvero 25 euro al mese.

Il meccanismo che determina l'importo dell'aumento è quello della perequazione ovvero la rivalutazione in base al tasso di inflazione, tasso che a settembre a fatto segnare (dati istat) un 1,7 e che di certo non sarà destinato a scendere nei prossimi mesi.

Gli aumenti riguarderanno circa 23 milioni di assegni previdenziali.

Per capire la straordinarietà dell'aumento dobbiamo fare un passo indietro e tornare al 2020 nel periodo pre pandemia.

Il 2020 è l'anno in cui si è fatto registrare l'ultimo aumento dell'importo delle pensioni, in quel periodo il tasso di inflazione era allo 0,5 per cento, quest'anno come già detto a causa dell'inflazione negativa non si sono registrati aumenti mentre dal prossimo anno con un tasso già all'1,7 -quasi il 200 per cento in più rispetto al 2020- è chiaro che l'aumento è da definirsi record.

Pensioni più ricche: ma come funziona il meccanismo per il calcolo dell'aumento?

Da gennaio i pensionati di tutta Italia riceveranno nelle proprie tasche pensioni più ricche.

Come abbiamo già visto nel paragrafo precedente, l'aumento medio annuo sarà di circa 300 euro per quelle pensioni da 1.500 euro lorde.

Ma cosa determina, come funziona il meccanismo per il calcolo dell'aumento?

Gli aumenti dipenderanno dal metodo di perequazione che sceglierà di adottare il Governo.

La legge attuale prevede un sistema a scaglioni, decisamente più vantaggioso per il pensionato, considerando che le riduzioni del tasso di rivalutazione si applicano a quegli assegni pensionistici superiori a determinate soglie.

Ciò significa che con la legge attuale il recupero in base al tasso di inflazione sarà totale per tutte quelle pensioni maggiori di 4 volte l'importo della pensione sociale INPS e quindi per tutte quelle di importo massimo non superiori a i 2.000 euro.

Dopodichè il recupero del tasso di inflazione e quindi l'aumento, diminuirà con l'aumentare della pensione, infatti per assegni da 4 a 5 volte quello sociale il recupero è del 90 per cento, recupero che scende al 75% superata la soglia di 5. 

Il meccanismo appena descritto entrerà in vigore a partire da gennaio prossimo e risulterà oggettivamente più favorevole per il pensionato, rispetto a quello usato dal 2014 ad oggi più articolato e che portava a maggiori penalizzazioni.

Ad oggi tutto lascia presagire che il meccanismo usato per determinare gli aumenti pensionistici rimanga il più favorevole, tranne se il Governo in extremis dovesse optare per un taglio della spesa previdenziale, azione improbabile calcolando la difficile situazione economica di molti cittadini in questa fase di post-pandemia.

Pensione invalidità: più soldi a dicembre

Dicembre è vicino ed è bene segnalare che in questo mese ci saranno più soldi negli assegni delle pensioni di invalidità, vediamo perchè.

La pensione di dicembre verrà pagata tra il 19 ed il 22 novembre quindi in anticipo secondo le regole stabilite dallo stato di emergenza covid-19 in vigore fino al 31 di dicembre.

Nel cedolino di dicembre sarà presente un doppio pagamento, oltre alla classica mensilità verrà infatti accreditata anche la tredicesima, ma non è finita qui solo per alcuni sarà previsto anche il pagamento il doppio della maggiorazione sociale di 10,33 euro. 

L'erogazione supplementare di 154,94 euro non verrà assegnato a quelle pensioni di invalidità con importo superiore alla pensione sociale INPS che per il 2021 è di 515,50 euro.

Coloro che invece hanno ricevuto d'ufficio l'integrazione al milione si vedranno accreditati il doppio dell'importo di 652,02 euro.

Il trattamento di maggiorazione sociale pari a 10,33 euro al mese è stato introdotto dalla legge finanziaria del 2001 articolo 70, co. 6 della legge 388/2000 e prevede l'integrazione alle pensioni di invalidità solo per quei titolari che non superino determinate soglie di reddito.

Reddito che va calcolato sommando il reddito personale più quello del coniuge.

Secondo legge sopra citata, ed in riferimento alle rivalutazioni annuali dei redditi, i 10,33 euro mensili, e quindi 20,66 euro in più nel cedolino di dicembre spetteranno al percettore di pensione di invalidità civile soddisfi i seguenti requisiti:

  • il titolare della pensione non dovrà avere un reddito complessivo che superi il valore annuale dell'assegno sociale maggiorazione compresa è cioè pari a 6.117,93 € per l'anno 2021;
  • se in possesso di un coniuge oltre che hai requisiti riportati al punto precedente, i redditi sommati a quelli del coniuge non dovranno superare il valore dell'assegno sociale compresa la maggiorazione e dell'ammontare annuo del trattamento minimo delle pensioni a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti pari a 12.820,47€ per l'anno 2021.

Dal calcolo del reddito sono esclusi l'abitazione principale, tutti quei redditi tassati alla fonte oltre che alla pensione.

Pensioni più ricche nel 2022: ma non è sempre stato così, i tagli del passato

Pensioni più ricche nel 2022, questa è la buona notizia che riceveranno tutti i pensionati, con gli aumenti che si concretizzeranno già a partire da gennaio del prossimo anno, ma non è semrpe stato così.

Gli interventi sulla rivalutazione del pensioni sono stati una costante nel passato.

Tagliare le pensioni è uno dei modi più semplici per generare risparmi immediati per le casse dello Stato.

E' il caso dell'ex governo Monti quando nel biennio 2012/13 bloccò l'indicizzazione per tutte quelle pensioni di importo superiore ai 1.500 euro lordi quindi solo 3 volte superiori all'assegno sociale INPS.

Provvedimento però bocciato dalla Corte dei conti con i pensionati interessati dal provvedimento e quindi al taglio degli assegni che a distanza di anni riuscirono ad ottenere indietro un parziale rimborso.

Oggi il quadro vede un'inflazione negativa che ha caratterizzato parte del 2020 e il primo semestre del 2021 lontana anni luce, l'inflazione ha ricominciato a correre, il Fondo Monetario Internazionale ha previsto un ritorno ai livelli pre-pandemia già a partire dalla prima metà del 2022 con un tasso che potrà arrivare a toccare il 3,6 per cento.

Per quanto ancora il sistema delle pensioni in Italia sarà sostenibile?

Gli aumenti sulle pensioni previsti per il 2022 sono stati accolti con entusiasmo da tutti i pensionati italiani.

E' anche vero che tali aumenti peseranno per circa 4 miliardi sulle casse dello Stato in un paese sempre più anziano in cui la spesa previdenziale sarà destinata a crescere negli anni.

Per rendere l'idea del quadro attuale basti pensare infatti che nel 1950 in società c'era un anziano per ogni bambino oggi non è più cosi ed il rapporto è sali fino a 5 a1.

Il problema fondamentalmente si ripercuote sui giovani, costretti ad entrare nel mondo del lavoro sempre più tardi, a causa di un'aspettativa di vita che aumenta insieme all'età pensionabile che ad oggi è fissata a 67 anni.

Non è il solo motivo, il paese diventa infatti sempre più vecchio anche a causa di molti giovani con studi e competenze specifiche che decidono di emigrare in altri Stati a causa della mancanza di opportunità

L'Ocse, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico ha stimato che per il 2050 un dato preoccupante con il numero di pensionati che supererà il numero dei lavoratori.

E quindi a quel punto come le pensioni continueranno a poter essere pagate? tutto questo sarà ancora sostenibile?

L'unica speranza è che ci sia un inversione del tasso i natalità, attualmente ai minimi storici, accompagnato sicuramente da un taglio delle pensioni in alcuni casi di importi già decisamente bassi.

La vera rivoluzione per l'economia che potrebbe evitare il verificarsi da quanto pubblicato dell'OCSE per il 2050 è quella di aumentare le opportunità lavorative per tutti i giovani italiani.

Tornando ai giorni nostri, il governo Draghi si troverà ad affrontare uno dei temi più spinosi, la riforma delle pensioni.

Per chi fosse interessato al tema può consultare un mio articolo scritto di recente con tutte le ultime novità sull'argomento, cliccando qui.