Con l'arrivo del nuovo anno arriva una nuova misura di pensionamento per tutti i cittadini italiani. Si tratta di Quota 102, una misura molto dibattuta che va a sostituire Quota 100, un sistema di prepensionamento che si è concluso alla fine di dicembre 2021. Quota 102 permetterà a molti l'accesso alla pensione a 64 anni, ma non senza aver versato 38 anni di contributi, nel 2022.

Quota 102 quindi potrebbe favorire l'accesso alla pensione a molti italiani quest'anno, per cui l'accesso alla domanda è disponibile da diversi giorni. I requisiti per l'accesso alla misura sono confermati da un articolo di Ilgiorno.it:

"Chi nel 2022 avrà almeno 64 anni di età e 38 di contributi potrà accedere alla pensione anticipata con la cosiddetta Quota 102 introdotta dalla legge di Bilancio come "ponte" dopo l'esaurimento della cosiddetta Quota 100."

Con la misura precedente era possibile arrivare alla pensione a 62 anni, sempre con lo stesso numero di anni di contributi. Quota 102 allunga ancora l'età pensionabile rispetto all'anno scorso, tuttavia è una misura considerata come tramite, che va ad alleggerire il passaggio brusco all'assenza di una misura per accedere prima del tempo alla pensione.

Quota 102 sarà disponibile per gli italiani per tutto il 2022, e al momento non sembra essere riconfermata per gli anni successivi. Su questo tema ci si aspetta nuovi dibattiti entro il 2023, perché in mancanza di misure di pensionamento similari a Quota 102, gli italiani potranno smettere effettivamente di lavorare solamente una volta che verranno raggiunti 67 anni.

L'ultima manovra ha stabilito per il 2022 la misura di Quota 102 per le pensioni anticipate, tuttavia sono stati presi in considerazione anche altri fattori, su misure simili, come ad esempio l'allargamento dell'Ape Sociale. Vediamo nell'articolo come è possibile accedere alla nuova soluzione di pensione anticipata, e quali modifiche alle pensioni coinvolgono tutti gli italiani per l'anno in corso.

Quota 102: sostituisce la vecchia misura

Quota 102 è un tipo di pensione che garantisce agli italiani l'accesso anticipato alla normale pensione, già all'età di 64 anni. Indubbiamente relativamente all'età, la vecchia soluzione, la misura di prepensionamento terminata nel 2021, era più vantaggiosa, ma per il 2022 la nuova opzione può ancora garantire diversi vantaggi rispetto alla normale pensione.

In condizioni normali, ovvero senza misure specifiche come l'Ape Sociale, Opzione Donna, o Quota 102, i cittadini possono accedere alla pensione in base al requisito anagrafico, oppure al requisito contributivo:

  • Requisito anagrafico: tiene conto dell'età anagrafica del soggetto;

  • Requisito contributivo: tiene conto di quanti anni di contributi sono stati versati dal soggetto lavorando.

In base a questi fattori si può accedere alla pensione di vecchiaia, oppure a quella di anzianità. Secondo le regole stabilite con la Legge Fornero tuttavia, il requisito anagrafico per accedere all'età pensionabile è fissato intorno a 67 anni di età. Risulta facilmente comprensibile il vantaggio derivato da una opzione di prepensionamento come Quota 100 o Quota 102.

Quota 100 è terminata nel 2021 successivamente a tre anni di sperimentazione della misura, che garantiva l'accesso alla pensione già all'età di 62 anni, includendo anche il requisito contributivo. Tuttavia questa misura è terminata naturalmente nel 2021, e le critiche intorno alla stessa non sono state poche. 

In mancanza di questa opzione, con la Legge di Bilancio 2022 è stato deciso in merito alle pensioni di garantire un passaggio intermedio, caratterizzato da Quota 102, per evitare di ricondurre bruscamente l'età pensionabile prevista a 67 anni estesi per tutti. Oltre a questa misura però, sono state modificate anche altre caratteristiche di diverse pensioni dedicate a categorie specifiche di cittadini.

Quota 102: come richiedere l'accesso alla pensione

Per poter accedere alla misura di pensionamento rappresentata da Quota 102, è possibile procedere direttamente online, attraverso il portale ufficiale dell'ente previdenziale INPS. Ricordiamo che questa misura, al pari di altri sistemi di pensionamento, viene garantita dall'ente previdenziale INPS, ma che per altri tipi di casse previdenziali le cose potrebbero cambiare.

Per accedere alla pensione Quota 102 si può procedere utilizzando uno dei metodi di accesso digitale previsti per la piattaforma online dell'INPS: lo SPID, la CNS oppure la CIE, ovvero credenziali nominative strettamente legate all'identità del possessore. Una volta effettuato l'accesso è possibile presentare domanda di accesso alla misura telematicamente.

Risulta possibile anche affidarsi ad un istituto di patronato abilitato per accedere alla misura di Quota 102 con il supporto di soggetti terzi. Va ricordato che i requisiti anagrafici e contributivi previsti per accedervi devono essere necessariamente rispettati.

Al momento risulta possibile presentare domanda per ottenere questa misura di pensionamento a partire dal 7 gennaio, ma è anche possibile chiedere l'accesso ad altre misure di pensionamento introdotte e aggiornate con l'ultima manovra, inclusa l'Ape Sociale. Quota 102 infatti non è l'unica pensione anticipata disponibile, perchè esistono ancora altre soluzioni, per tutto l'anno in corso, ma riservate solamente ad alcune categorie di cittadini.

Si parla in questo caso di soluzioni pensate per la componente femminile al lavoro, oppure per chi svolge una mansione particolarmente svantaggiata. Alcune di questa pensioni sono state modificate recentemente con la Legge di Bilancio 2022, in particolare l'Ape Sociale è stata estesa a categorie di lavoratori ulteriori rispetto a quelle presenti in precedenza nel 2021. 

Ape Sociale e altre pensioni: le recenti modifiche

Le recenti modifiche al sistema pensionistico italiano hanno di fatto riconfermato la misura di Opzione Donna, ovvero il sistema pensionistico rivolto alle donne lavoratrici italiane. La misura propone un anticipo all'accesso alla pensione, ma non per tutti.

Questa soluzione è dedicata alle lavoratrici in modo anticipato rispetto ai tempi normali previsti, tuttavia negli ultimi mesi del 2021 questa misura è stata messa in dubbio da diverse parti politiche.

La misura può essere vantaggiosa perché garantisce l'accesso alla pensione con diversi anni di anticipo (58 anni per le dipendenti e 59 per le lavoratrici autonome), dall'altro lato a livello di cifre corrisposte ogni mese, non sembra essere molto vantaggiosa per le lavoratrici, che spesso decidono di aspettare ancora alcuni anni prima di accedere alla pensione.

L'Ape Sociale invece garantisce l'accesso anticipato alla pensione alle categorie di cittadini che rientrano in mansioni definite come usuranti. Si tratta di mansioni allargate, fino ad essere raddoppiate, per il 2022, per cui al momento un numero maggiore di cittadini può avvalersi di questo tipo di pensione.

Un'altra novità interessante per il 2022 è l'aumento degli importi delle pensioni: secondo le recenti decisioni infatti vengono riformulate le pensioni minime degli italiani, in base ad un calcolo che tiene conto delle differenze demografiche, di stile di vita e di costo della vita per ogni anno.

Come spiega Ticonsiglio.com, il ricalcolo si configura come perequazione delle pensioni: si tratta di un ricalcolo che viene effettuato in base ai dati ISTAT dell'anno specifico, in base a quello che è il costo della vita.

Il ricalcolo porta ad un adeguamento in base agli ultimi scenari, non del tutto positivi, dell'economia. Si tratta però di un leggero aumento delle pensioni minime, ovvero degli importi minimi erogabili ogni mese per i pensionati italiani. Si tratta in linea generale di aumenti che arrivano anche a 300 euro in più a livello annuale per le erogazioni ai pensionati.

Pensioni dopo il 2022: le ipotesi

Il 2022 vede principalmente l'adozione di Quota 100, e delle altre misure di pensionamento viste sopra. Tuttavia ci si chiede cosa accadrà nei prossimi anni: esiste la possibilità di un nuovo ritorno di una misura simile a Quota 100 e Quota 102 anche per il 2023?

A questa domanda non è semplice rispondere, anche se rimane acceso il dialogo tra governo e sindacati. Sindacati che continuano a chiedere una diminuzione dell'età pensionabile, per cui al momento l'età minima è impostata da Quota 102 su 64 anni. 

Tuttavia la questione pensioni è ancora aperta per il futuro: non si tratta solo delle misure attuali, ma sulla questione dei giovani nel futuro. Le carriere discontinue sono uno dei principali problemi in vista delle pensioni per il futuro, poiché nell'attuale momento storico per i giovani italiani è molto comune avere carriere lavorative non stabili, ma frammentate.

Carriere frammentate che comportano come conseguenza anche la frammentazione del versamento dei contributi INPS per l'accesso alla pensione, per cui per queste generazioni potrebbe essere molto lontana. Le caratteristiche del mercato del lavoro si ripercuotono particolarmente sulle pensioni dei cittadini, per cui sale la preoccupazione per le nuove generazioni.

A questo proposito i sindacati chiedono di introdurre una pensione di garanzia soprattutto per i giovani, che saranno i cittadini che dovranno accedere alle pensioni nel futuro. Un altro fattore per cui si continua a discutere riguarda la differenza tra misure di pensionamento e misure assistenziali.

Al momento l'ente previdenziale propone misure di tipo pensionistico e assistenziale che spesso non sono ben delineate da una separazione netta, ma rientrano sotto ai medesimi cappelli. Un esempio a questo proposito è l'Ape Sociale. Una netta separazione tra le misure per l'assistenza ai cittadini e per garantire le pensioni sembra ancora impossibile, anche se molti sindacati la richiedono.

Un'altra ipotesi per cui si discute riguarda il fattore contributivo, per cui al momento le limitazioni sono piuttosto severe. Anche nel caso in cui il cittadino possa accedere a Quota 102 tramite età anagrafica confermata di 64 anni, risulta comunque non semplice raggiungere il requisito contributivo, per cui la pensione potrebbe arrivare anche dopo molti anni dopo.