La Riforma delle pensioni è ancora lontana. Fino ad oggi solo ipotesi abbozzate alla meglio che dovrebbero sostituire la misura Quota 100. Quest’ultimo strumento è stato introdotto in forma puramente sperimentale dal Governo giallo verde. All’epoca dell’immissione nel sistema previdenziale dell’uscita anticipata Quota 100 venne stabilito la durata della misura di 3 anni. Il vero problema scatta tra sei mesi, ossia alla scadenza della misura sperimentale fissata per il 31 dicembre 2021. Dopo ai lavoratori non sarà consentito uscire dal lavoro a 62 anni e 38 di contributi, ma si dovranno agganciare ai 67 anni della pensione di vecchia.

Dopo mesi d'impassibilità verso il gap di 5 anni, nell’ultime settimane tutto sembra cambiato. Diversi esponenti del mondo politico e dei sindacati hanno manifestato un ardore improvviso sul tema delle pensioni abbracciando la causa del dopo Quota 100.

Nel frattanto, i lavoratori per andare in pensione dal 2022 si troveranno dinanzi a non poche difficoltà. Tutti quelli che non possiedono un’anzianità contributiva utile per andare in pensione con Quota 100 entro la fine dell’anno, sono costretti a uscire dal lavoro all’età di 67 anni abbracciando i requisiti della pensione di vecchiaia. Ad oggi, non è stato garantita alcuna misura che colmi il gap di 5, non vi sono interventi decisivi.

Ma, solo diverse ipotesi messe in campo da esponenti del Governo italiano e dai sindacati. Dalla Lega arriva la teoria che porta all’introduzione della Quota 41, poi si passa a Quota 102, per poi fissare l’attenzione su Quota 92 sino a creare una Quota pensionistica ad hoc a favore delle lavoratrici con figli che prenderebbe il nome di Quota mamma. Quest’ultima misura non sarebbe un’innovazione, ma si tratterebbe di uno stralcio derivante da una proposta del 2020 che si accoda alle altre proposte presentate da vari esponenti politici per favorire l’uscita anticipata delle madri lavoratrici.

Una breve guida sui punti salienti delle ipotesi che dovrebbero sostitutive la misura Quota 100. Ti spiegheremo come potrebbe cambiare la pensione futura e come potrebbe essere calcolato l’assegno pensionistico.

Riforma pensioni: pressing partiti e sindacati

Dalle varie indiscrezioni emerge che i Sindacati stringono sui risultati che porterebbero i lavoratori in pensione a 62 anni di età e almeno 41 anni di contributi. Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, durante la manifestazione indetta sulle pensioni della Cgil, Cisl, Uil ha presentato un progetto pensionistico rivolto alle donne. Puntando all’introduzione di una Quota mamma con la possibilità di anticipare l’uscita di almeno 12 mesi per ogni figlio. Non solo. I sindacati hanno presentato al tavolo del Governo italiano altre ipotesi sulla Riforma pensioni raggruppate in 11 punti.

Non meno rilevante appare l’ipotesi promossa dal Presidente dell’INPS, Pasquale Tridico che punterebbe all’introduzione di un nuovo metodo di calcolo che porterebbe a suddivide l’assegno pensionistico in due parti al fine di consentire la giusta flessibilità d’uscita dall’attività lavorativa.

Pensioni: maggiore flessibilità per le madri lavoratrici

La nuova Riforma pensioni dovrebbe contenere una proposta ad hoc per le lavoratrici con figli. In particolare, si è pensato d'intervenire con una misura meno penalizzate rispetto a Opzione donna e che sostituirebbe in pieno Quota 100.

Luigi Sbarra, il segretario generale della Cisl, ha proposto un’iniziativa pensionistica anticipata pensando alle esclusivamente alle donne, in quanto lavoratrici e mamme. Infatti, Quota mamma andrebbe ad anticipare l’uscita dal lavoro rispetto ai 67 anni di età fissata per l’età pensionabile con il defalcamento di 12 mesi per ogni figlio. La lavoratrice potrebbe optare per l’incremento del coefficiente di trasformazione per l'applicazione del calcolo della pensione.

Non un’innovazione, ma si tratterebbe di uno stralcio derivante da una proposta del 2020. Mara Carfagna, Ministro per il Sud Italia ha rilanciato la proposta che potrebbe essere discussa in vista della scadenza della misura sperimentale Quota 100.

Secondo la Carfagna le lavoratrici vanno premiate con un doppio riconoscimento, in quanto donne e madri impegnate nel mondo del lavoro.

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Pensioni: le proposte per l’uscita anticipata per le lavoratrici

L’idea di riconoscere alle lavoratrici – madri l’accesso a una forma pensionistica agevolata non è nuova. Mara Carfagna ha presentato un progetto anticipato per le mamme nel 2020. Il governo giallo verde ha discusso l’introduzione di un premio per le lavoratrici da utilizzare quando quest’ultime si avvicinano all’uscita dal lavoro per andare in pensione.

Infatti, ai tempi del governo giallo verde, la Lega aveva presentato un progetto a favore delle lavoratrici. In particolare venivano concessi almeno 4 mesi per ogni figlio come anticipo pensionistico sino a tempo massimo di un anno rapportato alla nascita di 3 figli.

Nello stesso tempo, Francesca Puglisi, sottosegretaria al ministro del lavoro e delle politiche sociali propose Quota 99 sempre per le donne lavoratrici. Una misura che consentiva la possibilità di applicare un bonus mamma, ossia un’uscita a 64 anni di età e un’anzianità contributiva di 35 anni con un extra contributivo pari a un anno calcolato per ogni figlio.

Mara Carfagna nel 2020 non ha fatto altro che riallacciarsi alla misura presentata da Luigi Sbarra riprendendo il discorso di Quota mamma applicando un anticipo pensionistico di almeno 12 mesi sui 67 anni di età (età pensionabile) calcolato per ogni figlio.

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Le ipotesi del dopo Quota 100: arriva la pensione che ci cambia la vita!

La misura sperimentale Quota 100 permette ai lavoratori la possibilità di poter aderire a un’uscita anticipata dal lavoro all’età di 62 anni e con un’anzianità contributiva pari a 38 anni. Dal 1° gennaio 2022 i lavoratori che maturano i requisiti per Quota 100 non potranno agganciarsi alla misura esauritasi il 31 dicembre 2021.

Le prime ipotesi del governo italiano vertono sull’uscita con Quota 41 spalleggiata da Matteo Salvini, poi Quota 92, ultima tappa Quota 102.

I sindacati hanno articolato diverse ipotesi raggruppate in 11 punti trasmesse al premier Draghi, tra cui:

  • a favore dei lavoratori con carriere discontinue o con retribuzioni basse potrebbe essere introdotta una pensione di garanzia per i giovani;
  • prevista l’introduzione di nuove tutele per le lavoratrici al fine di superare le penalizzazioni pensionistiche adoperate negli ultimi anni;
  • prevista l’introduzione di nuove tutele per i lavoratori impiegati in lavori usuranti o gravosi;
  • prevista l’introduzione di nuove tutele per i lavoratori che rientrano nelle categorie “fragili” previste da Ape Sociale;
  • previsto l’introduzione di un sostegno che vada a supporto del reddito dei pensionati con un piano di rafforzamento della 14esima, con la riduzione della tassazione e la riattivazione della rivalutazione sulle pensioni;
  • previsto un nuovo rilancio della previdenza complementare.

In ogni caso, i sindacati premono sull’introduzione di un’uscita flessibile a 62 anni di età e con almeno un’anzianità contributiva di 41 anni.

I sindacati pressano il Governo italiano

Secondo i sindacati i punti salienti della Riforma pensioni vertono sull’introduzione di nuove misure oltre a Quota mamma, tra cui:

  • prevista uscita anticipata a 62 anni e 41 anni di contributi per i lavoratori che iniziano a lavorare prima del 1996, con l’assegno pensionistico calcolato attraverso la modalità del sistema misto;
  • prevista un’uscita anticipata per i lavoratori con la data di lavoro dopo il 1996 con l’applicazione delle quote di riduzione sull’assegno corrispondenti a 2,8 sino a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale. Il calcolo dell’assegno verterebbe sul sistema contributivo.

Altra ipotesi verterebbe sull’introduzione di Quota 102 con un’uscita anticipata a 64 anni e con almeno 38 anni di anzianità contributiva.

La proposta sulla riforma pensioni di Tridico

Il Presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, propone un’alternativa che consente ai lavoratori l’accesso a una maggiore flessibilità e, nello stesso tempo, assicura la sostenibilità delle casse dello Stato per la spesa pensionistica.

Secondo Tridico, la riforma pensioni dovrebbe passare con lo sdoppiamento dell’assegno, così ripartito:

  • previsto un anticipo pensionistico rispetto ai normali requisiti previsti dalla normativa con un assegno calcolato sulla parte contributiva al raggiungimento dei 62 o 63 anni di età con un’anzianità contributiva minima di 20 anni;
  • la quota retributiva si attiverebbe al raggiungimento dei 67 anni di età potendo scegliere se attivare una riduzione applicata per ogni figlio o per l’aumento del coefficiente di trasformazione.

Senza tralasciare un ritaglio a favore dei lavoratori impiegati in mansioni usuranti, per i quali verrebbe attivato una riduzione di un anno su ogni 10 anni di attività svolta come usurante o gravoso, oppure con l’aumento del coefficiente di trasformazione.