Dal 1 gennaio 2022, come già accenato dal governo, entrerà in vigoro un nuovo sistema pensionistico, poichè viene surrogato Quota 100.v Le teorie al riguardo sono molte vaghe nonchè numerosi, ma il disegno di legge presentato da Tridico è quello di avanzare con un incanalamento di pensioni a rate.

Ovviamente come già accannato e constatato non c'è nulla di certo, ma sicuramente ci sono buone basi in programmazione che possono confermare la conformità di ciò.

Novità della pensione

La domanda che sorge attualmente in molti italiani è in cosa constite la pensione a rate.

Il dirigente dell’INPS ha valutato con nuovo schema pensionistico una divisione che suddivide l’assegno compresa tra i 63 o 64 anni e prevede che tale medodologia di pensione viene procacciata al 50% con ordinamento contributivo e al 50% con ordinamento retributivo.

La prima ideologia implica e prevede che si aggiudica quanto si paga, la seconda è che si ottiene la somma di denaro degli ultimi stipendi. Queste ipotesi sottoscritte di pensioni le possono ottenere esclusivamente gli impiegati con avente 20 anni di contributi. infine, l’assegno pensionistico dovrà, poi successivamente, adempiere a un minimo di 1,2 volte, quindi superiore rispetto all’assegno sociale, rispettivamente con importo di 620 euro nell' anno 2021.

Come conosciuto a più soggetti, all' appertura dell' anno riccorente, le somme di denaro delle pensioni vengono assimilate sull’andamento dell’relativo aumento, grazie all' ingegno identificato sotto al nome di perequazione.

Una consiederazione che ,complessivamente, indicherà una stima di 22,8 milioni di assegni previdenziali, i quali dovranno essere rivalutati tenendo conto dell’aumento del caroviveri ( ad esempio, causa aumento bollette luce e gas...)Un sistema fondamentale per far sì che gli assegni di pensione non calano di potenzialità nell'ambito dell' acquisto con lo scorrere del tempo.

Precisamente, per il riguardevole argogmento delle pensioni, i prenderà in considerazione l'indicazione per le famiglie, ovvero operai e impiegati, considerazione studiata dal sistema dell’Istat, il quale tiene appunto in apprezamento la modifica apportata nell’ultimo anno. Questa variazione verrà constata dai prezzi del consumo per ogni nucleo famigliare di operai e impiegati. Incremento che ad agosto scorso era del 2,1%, ma secondo le previsioni contenute nella notazione della revisione dell' attestato di economia e finanza alla deduzione del periodo si verificherà su un +1,5%, per poi salire ulteriormente per tutto l'anno 2022.

Come funziona la rivalutazione delle pensioni nell' anno del 2022:

Come affermato precedentemente però non c’è solo l'andamento dell' aumento dei costi da tenere in considerazione. Sicuramente da tenere presente è che dal 1° gennaio 2022 si è azionata l'idea di proseguire e incanalare un nuovo sistema pensionistico, in modo tale da beneficiare i cittadini.

Bisogna riconsiderare il 1997 come data d'inizio, in quanto, il primo Governo Prodi introdusse un sistema di rivalutazione a tre sezioni di raggrupamenti.

Successivamente, però, il Governo Monti nell' anno 2011 (che era l'anno della riorganizzazione Fornero) vietò la rivalutazione tra il periodo del 2012 e il 2013, per tutte quelle pensioni aumentate 3 volte in più rispetto alla metodologia più inferiore.

L'anno successivo, ovvero nel 2014, ci fu un sistema organizzativo differente con la presenza del Governo Letta, che di conseguenza però, fu meno facilitato il suo programma verso i cittadini, rispetto a quello emancipato dal Prodi, in quanto non era a tre scaglioni bensì a cinque.

Anteriormente, nel 2019, quando il relativo programma annunciato dal governo di Prodi doveva rientrare con vitalità, è sopraggiunto il primo Governo Conte con il decreto 4/2019, dove è stato introdotto un sistema organizzativo suddiviso in sette categorie (nel tempo diminuite a sei dalla relativa programa della Legge di Bilancio).

Quali sono le differenze tra questi due sistemi? Il movimento di Prodi valutava la porgrammazione nella modalità presente successivamente:

  • perequazione piena (100%) inferiormente le quattro volte l'esequzione impercettibile.
  • perequazione con percentuale al 90%inserite nelle quattro e le cinque volte l'indice inferiore.
  • perequazione al 75% soperiormente le cinque volte l'indice inferiore.

In sistema pensonistico presente tutt'ora fino al 31 dicembre di quest’anno (poichè successivamente, come abbiamo detto, sarà modificato), invece, è organizzato differentemente:

  • perequazione al 100% per i trattamenti che hanno un importo inferiore alle quattro volte la confisca minimo.
  • perequazione al 77% per le crifre incluse tra le quattro e le cinque volte il minimo.
  • perequazione al 52% fra le cinque e le sei volte l'esecuzione bassa.
  • perequazione al 47% tra le sei e le otto volte l'indice inferiore.
  • perequazione al 45% fra le otto e le nove volte l'indice inferiore.
  • perequazione al 40% sopra le nove volte il minimo.

In base a quanto detto si potrebbe riformulare il sistema di Prodi, ma non è da escludere che nell' apposita  sede decretale dell' anno 2022 si valuta a un nuova modifica, nonchè esclusione della constatazione, in moda tale da rivalutarne le spese.

Le pensioni a rate del 2022 di quanto potrebbero aumentare?

Per capire di quanto aumenteranno gli importi di denaro garanti nel presalario, dunque, bisognerà prima fare organizzare alcuni aspetti, ovvero in  quale tra le due relative programmazioni organizzative verranno collocati.

Se la percentuale dell’1,5% previsto dall' annotazione di aggiornamento al documento di finanza pubblica dovesse essere fatto aderire, questo potrebbe prevedere dei gradevoli aumenti che possono aumentare dai 126 euro mensili (per le pensioni più restrittive) fino ad arrivare ai 1.027 euro mediamente confiscati, per i preselari più elevati, nel caso in cui effettivamente dovesse esserci il ritorno al meccanismo Prodi.

Con il metodo del Governo Conte, semmai questo dovesse essere rinnovato, ci sarebbe invece un aumento che va dai 126 euro  ai 484 euro annui. 

L’idea di Tridico è di incassare la pensione in due momenti differenti. La parte contributiva verrebbe incassata subito, usciti dal mondo del lavoro a 63 o 64 anni. La parte retributiva, invece, si potrebbe avere solamente al raggiungimento dei 67 anni di età. Tale sistema potrebbe interessare circa 200 mila lavoratori in tre anni.

In conclusione, l'importo conferito complessivo dovvrebbe percepirsi intorno ai 2,5 miliardi di euro con liquidazione nell' anno del 2022 per i destinati 453 milioni di euro netti. Le somme sono, naturalmente, solo indici che ad oggi vngono presi come punto di riferimento, come ad esempio la questione conferita del nuovo sistema pensionistico che introduce le pensioni a rate, che anch' esse sono delle valutazioni e opzioni, identificatedal Governo per innalzare a  Quota 100.

I dubbi e incertezze sulle eventuali pensione a rate:

La titubanza fondamentale sulla pensione a rate riguarda il tempo dilatato che è riferito alle modalità salariata. Per alcuni anni, infatti, la quota potrà essere completata in minima parte da un importo di reddito relativo all'attività lavorativa.

Non è garantita, infatti, l' agevolazione di accumulare la pensione con il reddito di cittadinanza.  La scelta, dunque, sarebbe se vivere gradualemente per tre anni circa e intascarsi 700 euro al mese, oppure aspettare che successivamente vengono aumentate alla relativa cifra di 1.300 euro, o ancora valutare di ottenere la pensioni fino a 67 anni.

Un' altra considerazione è quella di scegliere se continuare a lavorare con lo scopo di avere un preselario pensionistico con 100/150 euro in più all' età però di 67 anni.

D'altro canto non sono propiamente d'accordo i sindacati sull' introduzione delle pensioni a rate e affermano che:

 ”La proposta Quota 102 e 104, se venisse confermata dal Governo, costituirebbe una vera e propria presa in giro per i lavoratori. Con quei vincoli solo poche migliaia di persone nei prossimi anni potranno accedere alla pensione’, dice il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli. ”Torniamo a chiedere all’Esecutivo di aprire immediatamente un confronto vero con il sindacato e di dare risposte adeguate alle richieste contenute nella piattaforma unitaria. Diversamente – conclude Ghiselli – non staremo con le mani in mano”.

Di segito un video youtube di Mondo Pensioni, nel quale chiarisce i dubbi posti fino ad oggi per i non pochi cittadini:

I requisiti per accedere alle pensioni a rate:

Per accedere all'eventuale pensione a rate che fa parte della modifica del realtivo sistema pensionistico, fondamentali sono possedere e vengono richiesti tali requisiti sottoscritti successivamente, di conseguenza è da tenere in considerazioni che i successivi, potrebbero essere modificati, cambiati, poichè sono come abbiamo già accennato, tutt'ora incerti, quanto la proposta anticipata da Tridico:

  • Possedere 67 anni di età e devono essere accumulati 20 anni di contributi con la pensione di vecchiaia
  • 42 anni e 10 mesi di contributi per destinata alla categoria maschile e 41 anni e 10 mesi di versamenti per la categoria femminile riguardante la pensione anticipata
  • Solo per i dipendenti prematuri (12 mesi di versamenti ceduti prima del raggiungimento degli anni 19) che fanno parte della categoria di tutela (invalido, disoccupato....) con 41 anni di contributi confiscati per via della  quota 41 precoci.
  • 64 anni di età e 20 anni di contributi che rientrano fondamentali per la pensione anticipata contributiva a cui possono aderire solo coloro che hanno iniziato a versare le propie quote dal 1996 e potranno essere agevolati di un una rendita presagita pari o innalzata a 2,8 volte l’assegno sociale INPS.
  • 71 anni di età ed almeno 5 anni di contributi confiscati  dall' anno 1996, avente la pensione di vecchiaia contributiva.
  • Chi ha soddisfatto i requisiti della quota 100 entro la data del 31 dicembre 2021.

In base alle diciture presenti al momento, quindi l’unica possibilità di pensionamento è al compimento dei 67 anni o al raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi di contributi.